- Dalla pagina su Dave di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il rapper inglese Dave (Vero nome David Orobosa Omoregie), nato a Brixton (Londra) da genitori nigeriani, ha debuttato con i singoli Thiago Silva (2016) e Wanna Know (2016) e gli EP Six Paths (2016) e Game Over (2017). La sua reputazione ÃĻ stata cristallizzata dall’austero e quasi funebre sproloquio politico Question Time (2018) e dal piÃđ banale successo Funky Friday (2018).

L'album Psychodrama (2019) bilanciava l'angoscia confessionale e il commento sociale. Se l'atmosfera noir e piena di suspense di Psycho (prodotto da Kyle Evans) e il sentimentale, quasi religioso, Streatham (prodotto da Nana Rogues con un'invocazione femminile da chiesa e un motivo funebre al pianoforte) mostrano le abilità di Dave nella coreografia musicale, il disorientante quasi-reggae Location (una collaborazione con il cantante nigeriano Damini "Burna Boy" Ogulu e il produttore ghanese Jonathan "Jae5" Mensah) e il commovente Black (prodotto da Fraser Thorneycroft-Smith che contrappone un coro a un edificante brano di pianoforte e archi) dimostrano la sua gamma stilistica eclettica.
Dave ÃĻ ancora piÃđ di questo. Il "messaggio" teatrale Disaster (con la partecipazione del rapper Momodou "J Hus" Jallow e prodotto da Ikeoluwa Oladigbolu) ÃĻ l'antipasto per la portata principale dell'album: Dave dimostra la sua maestria nella narrazione melodrammatica nel rap da camera da undici minuti di Lesley, la storia di una ragazza maltrattata dal fidanzato, prodotta da Smith senza ritmo e solo con arpa e violini fino a due minuti dalla fine quando una cantante, Maggie Eckford dei Ruelle, impersonando la ragazza maltrattata, intona una triste ninna nanna. Quel kammerspiel ha un seguito nei sette tetri minuti di Drama, anch'essi prodotti da Smith questa volta con un ritmo molto lento e una nebulosa spettrale di voci. L’album ÃĻ un’esperienza profondamente emotiva.

We're All Alone in This Together (2021) ÃĻ uno sforzo dalle molteplici sfaccettature che include rap politicizzato che sembra cinegiornale (in particolare Three Rivers), condanna e tristezza (Survivor's Guilt e Twenty to One), autobiografia catartica (gli otto minuti Both Sides of a Smile) e ibridi blues-pop-rap. Dave raggiunge nuovi livelli di complessità nei sette minuti di In the Fire (prodotto da James Blake, Kyle Evans e Dom Maker), un lavoro polifonico che include un campionamento in loop di un coro gospel e i quattro rapper ospiti che si alternano con lui, e che termina con la scomparsa del ritmo e la poesia parlata recitata su una semplice figura di pianoforte. I dieci minuti di Heart Attack (prodotto da Joe Reeves e James Blake) sono un dignitoso documentario di vita reale, accompagnato solo da chitarra e pianoforte atmosferici (e nessun ritmo) con un finale emotivo singhiozzante su un pianoforte malinconico. Le altre collaborazioni con Blake ed Evans aggiungono dimensione all'arte di Dave anche se in direzioni diverse, dal rap da camera di Three Rivers (con pianoforte malinconico e archi) agli otto minuti di Both Sides of a Smile che include sezioni pesantemente orchestrate e lamenti neosoul.
La traccia iniziale, We're All Alone (prodotta da Kyle Evans e Nana Rogues con un'evocazione quasi comica delle isole tropicali) ÃĻ una strana ouverture dell'album; e Jae5, Joe Reeves e Richard "P2J" Isong trascinano l'album verso il jazz caraibico di System e l'afro-pop di Lazarus (con una band jazz-rock nigeriana). Certamente rendono l'album piÃđ ballabile, ma a discapito del flusso emotivo delle canzoni.


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