- Dalla pagina sui Foxygen di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il duo di Los Angeles dei Foxygen (Jonathan Rado e Sam France) ha ripreso la missione del collettivo “Elephant 6” (Apples In Stereo, Olivia Tremor Control, Neutral Milk Hotel) negli anni 2010, iniziando con un mini-album, Take the Kids Off Broadway (Jagjaguwar, 2012), che era fondamentalmente un collage di archetipi rock e pop classici.
Prima di Abandon My Toys non molte canzoni nella storia erano riuscite a imitare Buddy Holly e Bob Dylan nella stessa canzone, abbandonandosi anche alla follia psichedelica dei Fugs con un'escalation post-moderna che rasenta l'incrocio miracoloso quando la voce e una linea di basso alla Rolling Stones seguono chitarre tintinnanti alla Byrds. Make It Known prende in prestito segni semiotici sia dal garage-rock che dalle produzioni di Phil Spector. Take The Kids Off Broadway cavalca i cliché del musichall e del glam-rock di David Bowie prima di librarsi in un maestoso lamento country. La prassi è simile a un mash-up alla Girl Talk, con la differenza che i frammenti non sono campionamenti ma musica "originale". I dieci minuti di Teenage Alien Blues cambiano ogni pochi secondi, rendendo omaggio a decine di successi d'epoca, con picchi di destrezza quando il duo fonde due fonti in un tutt'uno organico, come quando ascoltiamo Hang On Sloopy di Bert Berns e Under My Thumb dei Rolling Stones negli stessi dieci secondi.
Purtroppo dieci minuti sono un tempo troppo lungo per gli ascoltatori, quando si ripetono semplicemente vecchie storie. E le altre canzoni della raccolta sono del tutto irrilevanti. Questo avrebbe dovuto essere un EP di tre canzoni.

Purtroppo ancor più riempitivi hanno colmato We Are The 21st Century Ambassadors Of Peace & Magic (Jagjaguwar, 2013), dimostrando che la loro conoscenza "enciclopedica" dei classici era in realtà limitata alle imitazioni di Beatles (In the Darkness) e Bob Dylan (No Destruction), alle parodie degli hippy (San Francisco) e di Ziggy Stardust di David Bowie (Oh Yeah), e a poco altro.
Sembra una cover band piuttosto anonima, almeno fino a quando non arriva We Are the 21st Century Ambassadors of Peace & Magic, un febbrile psychobilly alla Suicide combinato con un grido viscerale.

L'esteso e sinuoso And Star Power (2014) ha semplicemente ridotto il numero di deviazioni all'interno di una canzone, puntando a un'esperienza più seria e mainstream. La conseguenza indesiderata è che canzoni regolari come i singoli How Can You Really, How Can You Really e Cosmic Vibrations espongono la fondamentale carenza di idee e/o competenze. L'inno garage-rock Star Power Nite e il brano beach dance 666 non bastano a riscattare i nadir come la languida ballata Coulda Been My Love (forse un presagio della futura carriera del duo).
Il pezzo più notevole è un altro psychobilly abrasivo ispirato ai Suicide, Hot Summer (per altro uno dei brani più brevi dell'album).


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