- Dalla pagina su Nils Frahm di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il pianista e compositore tedesco Nils Frahm (Amburgo, 1982) ha debuttato con Streichelfisch (2005), un album di glitch noise digitale e ritmi intricati che spaziano dal caos indulgente alla tranquillità meditativa new age, con le notevoli eccezioni del folk Lieb Erlassen e del carillon No-w Here. Queste idilliache vignette di musica ambient glitch sono coinvolgenti proprio perché ingenue.

Ha poi registrato dieci sonate per pianoforte solo senza titolo su Electric Piano (2008) in uno stile nostalgico, antiquato, autunnale e romantico.
Assoli di pianoforte a coda sono presenti anche in Graz, registrato nel 2009 ma pubblicato solo nel 2021. Il confine tra musica new age, improvvisazione jazz e musica classica era stato esplorato negli anni '80 da artisti del calibro di Michael Jones, e qui Frahm sembra un seguace minore di Michael Jones.

L'EP Wintermusik (2009), oltre alla tentazione di emulare lo stile sentimentale di Richard Clayderman in Ambre, raccoglie due fantasie melodiche più lunghe per ensemble da camera (pianoforte, xilofono, fisarmonica e violoncello): la malinconica melodia di 17 minuti Tristana e i nove minuti gioviali di Nue.
Frahm era ormai un diligente allievo della musica new age degli anni '80.

The Bells (2009), prodotto da Peter Broderick, virava verso la musica classica con composizioni più austere eseguite (a tutto volume) su un pianoforte a coda. Per la maggior parte, l'album suona pretenzioso: un pianista dilettante che esegue composizioni originali che imitano la musica classica.
Almeno Wintermusik era un album ambient dignitoso.

Felt (2011) è tornato per lo più alla musica new age di Wintermusik (in particolar modo con Familiar), a volte al limite della musica lounge (Unter), ma Frahm ha anche scoperto il minimalismo di Steve Reich e lo ha unito alle melodie facili di Keep e soprattutto nei nove minuti di More alla Mike Oldfield. I risultati migliori sono forse le melodie lente e scarne di Less e Pause, che suonano sospese nel tempo.

L'EP Juno (2011) contiene due brani per sintetizzatore solista.
Juno Reworked (2013) contiene dei remix.

Screws (2012) contiene otto brani per pianoforte (suonati con nove dita perché una era infortunata), sette dei quali prendono il titolo dalle sette note della scala occidentale. Do è il meno banale.

Screws Reworked (2015) contiene dei remix.

L'album live Spaces (2013) offre una versione di nove minuti di Said and Done (durava solo tre minuti su The Bells), Says di otto minuti, che è ancora migliore nell'incorporare la tecnica di ripetizione di Reich in un contesto melodico, sebbene il crescendo roboante alla Vangelis sia tipico di ciò che non funziona nella musica di Frahm, e la drammatica fantasia elettronica di 17 minuti For - Peter - Toilet Brushes - More, praticamente un tributo a Irrlicht di Klaus Schulze.

Solo (2015) è un altro album per pianoforte solo che alterna pretenzioso, noioso e insipido.

Frahm ha anche composto la colonna sonora per il film di Sebastian Schipper Victoria (2015).

Tra le collaborazioni si segnalano: 7fingers (2010) con la violoncellista Anne Mueller; Music for Lovers Music Versus Time (2010), Music for Wobbling Music Versus Gravity (2013) e Tag eins Tag zwei (2016) con F.S. Blumm (produttore Frank Schueltge, co-fondatore dei Quasi Dub Development); e Collaborative Works (2015) e Trance Frendz (2016) con il polistrumentista islandese Olafur Arnalds.

Seeljocht (2011) è stato l'album di debutto di un collettivo composto da Greg Haines (pianoforte), Sytze Pruiksma (percussioni), Piiptsjilling (voce), Romke Kleefstra (chitarra), Rutger Zuydervelt (elettronica), Peter Broderick (violino), Heather Broderick (arpa) e Frahm.

Nonkeen, un trio con Sebastien Singwald e Frederic Gmeiner, è documentato su The Gamble (2016), un album di jazz ambient techno registrato in un periodo di otto anni.
Oddments of the Gamble (2016) raccoglie gli avanzi.
Ha collaborato con DJ Shadow su Bergschrund (2016).

L'ampio album All Melody (2018) ha optato invece per arrangiamenti lussureggianti con coro, archi, fiati e organo a canne che si uniscono al pianoforte. Il risultato è poco entusiasmante: Sunson, di nove minuti, mescola un ritmo paludoso e una melodia femminile angelica (cinque minuti di troppo); Kaleidoscope, di otto minuti, invece, contrappone la voce angelica alla Enya a una poliritmia isterica; All Melody, di nove minuti, è semplicemente musica elettronica new age vecchio stile per sequencer spumeggianti (quattro minuti di troppo); e #2, di dieci minuti (il pezzo forte), è minimal techno atmosferica con una melodia d'organo in loop alla Terry Riley che si erge sul beat (purtroppo trasformandosi in un'apoteosi in stile Vangelis).

Gli EP Encores 1 (2018), in particolar modo Harmonium in the Well per organo a canne di undici minuti eseguito in un pozzo di pietra, Encores 2 (2019), in particolar modo Spells, e Encores 3 (2019), in particolar modo il brano ambient da 14 minuti Amirador, sono stati raccolti su All Encores (2019).

Il mini-album di 27 minuti Empty (2020) incorpora registrazioni sul campo di suoni naturali, in particolare in A Shine.

Tripping with Nils Frahm (2020) raccoglie registrazioni dal vivo.
Il doppio disco Old Friends New Friends (2021) raccoglie composizioni per pianoforte solo registrate tra il 2009 e il 2021.
2X1=4 (2021) è stata un'altra collaborazione con Blumm.
La carriera di Frahm ha sostanzialmente riciclato musica classica, minimalismo, new age e cosmic music per i giovani che non li hanno mai ascoltati, ma troppo spesso ha offerto una versione di bassa qualità di ciascuno di questi generi, guadagandosi un po' di credito per la "novelty" (ma che in realtà è più vecchia di te).

Ha dimostrato maggior ambizione su Music for Animals (2022), un album di tre ore che contiene lunghi brani strumentali basati sul sintetizzatore come The Dog With 1000 Faces (26:21), Sheep In Black And White (24:47), Stepping Stone (18:15), Briefly (27:02), Lemon Day (18:32), Do Dream (22:36).
Sono generalmente più dinamici della sua musica ambient per pianoforte, suo marchio di fabbrica; e sono molto più lunghi, il che è un vantaggio ma anche uno svantaggio.


- Torna alla pagina su Nils Frahm di Piero Scaruffi -