- Dalla pagina su Future di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Damiano Langone, modificato e integrato da Stefano Iardella)

Nayvadius “Future” Wilburn (Atlanta, 1983), rapper di Atlanta già membro del collettivo Dungeon Family, debutta con Pluto (2012), che contiene la sua prima hit, Turn On The Lights, e successivamente pubblica Honest (2014), lavoro più orecchiabile, con brani come Move That Dope e I Won (con la partecipazione di Kanye West e con la produzione di “Metro Boomin” Wayne).

Con i tre successivi mixtape, Future definisce quel malinconico ibrido pop-soul che contraddistingue molta della sua musica: Monster (2014), di fatto una collaborazione con Metro Boomin, annovera la prima versione di Fuck Up Some Commas (in seguito riprodotta e fatta uscire come singolo) e soprattutto il brano decisivo per la sua carriera, ossia Codeine Crazy; Beast Mode (2015), che è forse il suo miglior mixtape in assoluto; e 56 Nights (2015), che contiene March Madness.

Il suo album migliore è DS2 (2015), il cui titolo sta per “Dirty Sprite 2” e che contiene il singolo Where Ya At. Qui il canto filtrato dall'auto-tune, il senso della melodia, il disagio esistenziale e le produzioni trap si uniscono in una amalgama che si può definire classica: Thought It Was A Drought è quasi bubblegum-pop, Rich Sex è il suo pezzo forte per eccellenza, mentre I Serve The Base presenta uno dei beat più creativi della storia del genere (ma immerso in un'atmosfera oscura che riporta alla memoria le produzioni anni '80 di Rick Rubin).

Dopo What A Time To Be Alive (2015), una collaborazione con Drake che frutta la nuova versione di Fuck Up Some Commas e Jumpman (prodotte ancora una volta da Metro Boomin), e dopo il mixtape Purple Reign (2016), Future pubblica Evol (2016) - album debole che contiene Low Life (in coppia con The Weeknd e sempre con la produzione di Metro Boomin) e in cui il rapper più che altro cerca di ripetere i propri stereotipi (riuscendoci efficacemente solo con Ain't No Time e Lil Haiti Baby) - e il poco memorabile Future (2017).
Nonostante la scarsa qualità generale, questi tre album ne fanno il rapper con il successo commerciale più grande di sempre.

Future affina le sue capacità di cantante sentimentale in Hndrxx (2017), che include la hit Mask Off (con il solito Metro Boomin alla produzione) e Coming Out Strong (un'altra collaborazione con The Weeknd), ma tutti questi album prolissi sono intasati da un mucchio di materiale davvero irrilevante, tanto che si sarebbero potuti tranquillamente condensare in EP da tre o quattro canzoni l'uno.

The Wizrd (2019) presenta venti tracce: un'elegante reinterpretazione della trap, Crushed Up, e ben 19 canzoni-tappabuco.

Con le sette canzoni dell'EP Save Me (2019), da una parte aumenta lo sconforto e Future comincia ad assomigliare a Lil Peep, dall'altra però vengono aggiornati i suoni e si delinea una interessante sintesi sulla quale porre le basi per una nuova idea di ballad (Shotgun, XanaX Damage e Love Thy Enemies).

I Never Liked You (2022), che ha debuttato in cima alle classifiche di Billboard, è un'altra parata superficiale e insipida di stereotipi triti e ritriti. Puffin on Zootiez è il pezzo forte, mentre le collaborazioni con Drake (I'm on One) e Kanye West (Keep it Burnin) appaiono ridondanti.


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