- Dalla pagina su Greentea Peng di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
La sensuale cantante neosoul londinese Aria Wells, alias Greentea Peng, ha debuttato con l'EP di sette canzoni Sensi (2018), un mix di soul, trip-hop e dub realizzato dal produttore Earbuds. Il pezzo forte è la quasi psichedelica Moonchild.
Owen Cutts ha prodotto il singolo che l'ha resa famosa, l'atmosferica Downers (2019), mentre Earbuds ha nuovamente prodotto il suo EP di sei canzoni Rising (2019), con il ritmo trap di Mr. Sun. Ha imparato a fondere i gemiti sensuali e morbidi di Sade con la trance intellettuale di Erykah Badu.
Dopo i singoli Hu Man (2020) e Revolution (2020), ha pubblicato il suo primo album, Man Made (2021). Ispirato per lo più al soul psichedelico degli anni '60, costantemente scosso da linee di basso rimbombanti, l'album incorpora gli stessi elementi dei singoli: dub, trip-hop, reggae e jazz. I punti salienti sono: Jimtastic Blues, un canto su una poliritmia tribale-jazz-industriale, la ninna nanna lisergica del valzer Maya, la gioviale fanfara di strada This Sound, la tiritera colloquiale funk-jazz Nah It Ain't The Same e l'ipnotica prog-Caribbean-jam di sette minuti Meditation.
La produzione è costellata da suoni disorientanti: la chitarra hard-rock di Sinner, la propulsione jump-blues di Satta, la chitarra bossanova castrata di Suffer e soprattutto il flauto indiano di Be Careful. Ma il picco cromatico dell'album arriva con canzoni come Party Hard Interlude e Poor Man Skit, dove sia la voce che gli strumenti si impegnano in un etereo vagare in forma libera.
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