- Dalla pagina su Lustre di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il destino di Lustre, il progetto del polistrumentista svedese Henrik “Nachtzeit” Sunding, fu segnato dall'EP di debutto, Serenity (2008). Il brano di 14 minuti The Light of Eternity consiste nel pianoforte che ripete una semplice figura melodica su un letto di distorsione di chitarra, mentre la voce ringhia sillabe disperate in stile black metal. I sette minuti Waves of the Worn dispiegano semplicemente onde cosmiche di sintetizzatore.
Questo sarebbe rimasto il metodo di Lustre, all'incrocio tra musica ambient e black metal. I detrattori avrebbero sostenuto che Lustre si fosse limitato a ripetere quel brano per i successivi dodici anni.
Night Spirit (2009) contiene solo due composizioni senza titolo. La prima parte (21 minuti), dopo quattro minuti di riff di chitarra torrenziali, dispiega una memorabile melodia di pianoforte, accentuata da una maestosa melodia di chitarra distorta, e il ringhio demoniaco appare solo per pochi secondi, ma domina opportunamente il finale. Il ritmo non ÃĻ certo quello del black metal. Anzi, rasenta il funeral doom. Sfortunatamente la seconda parte (venti minuti) ÃĻ quasi una copia identica.
A Glimpse of Glory (2010) ha introdotto un po' piÃđ di complessità , ma i risultati sono altalenanti. This Mighty Sight (16:06) si apre con tastiere sinfoniche, ma dopo sei minuti esplodono le voci strazianti, e dopo nove minuti il ââtutto si disintegra, per poi ripartire come un'elegia guidata dal pianoforte. La ripetizione ÃĻ un elemento chiave della musica di Lustre, ma in un brano pastorale come Amongst the Trees (13:06), con cinguettii di uccelli e arpeggi simili a quelli di un'arpa, diventa presto tediosa.
They Awoke to the Scent of Spring (2012) ÃĻ concettualmente due album in uno. Le prime due canzoni sono simili e contengono alcuni elementi black metal, mentre le altre due appartengono a un genere musicale completamente diverso. Un monumentale riff di chitarra, accompagnato da un rantolo di morte, apre Part 1 (12:52). Poi il riff di chitarra diventa una melodia soave, sostituita dopo otto minuti dalla tipica melodia di pianoforte. Part 2 (11:04) fonde un solenne motivo di chitarra e una batteria marziale, riservando il rantolo di morte per il finale melodrammatico. Le altre due parti sono strumentali malinconiche: la chitarra intona un semplice e delicato motivo folk malinconico in Parte 3 (8:22), e Parte 4 (7:56) fonde il suono della pioggia con toni di chitarra onirici, evitando la batteria.
Wonder (2013) ÃĻ un'opera di transizione, come dimostra Moonlit Meadow (9:34), in cui coesistono robusti droni di chitarra, ringhi rauchi e figure di pianoforte barocche. Sono queste ultime a contare. Green Worlds (9:10) inserisce persino accordi simili a quelli di un clavicembalo in mezzo a un rumore di chitarra piÃđ forte. AhimÃĻ, grazie a un frenetico ritmo techno, A Summer Night (8:51) ÃĻ quasi pensata per la pista da ballo. Petrichor (9:42) ÃĻ una ripetizione delle idee dei primi due pezzi.
Da un punto di vista puramente melodico, l'apice di Lustre ÃĻ stato probabilmente Blossom (2015), che abbandona completamente le voci. La solenne Part 1 imposta il tono con una massiccia chitarra shoegaze e un carillon di pianoforte. Part 2 mette in moto una melodia angelica e svettante in un modo che evoca un canto religioso suonato su un organo da chiesa. Riff di chitarra tempestosi interferiscono un paio di volte in Part 3, ma lo spettacolo appartiene ancora principalmente alle tastiere nitide. Il brano conclusivo pastorale, Part 4, dove le tastiere sono suonate in un registro simile a quello di un flauto, ÃĻ ancora meno legato al black metal.
L'elemento spirituale ÃĻ ancor piÃđ prominente in Still Innocence (2017), un album in gran parte strumentale. In effetti, il ripetuto carillon dei nove minuti di Nestle Within irradia un'innocenza infantile, dato che i growl del black metal sono quasi del tutto scomparsi. L'atmosfera grandiosa dei dieci minuti di Reverence Road ÃĻ dovuta alla spessa distorsione della chitarra che avvolge la melodia cullante simile a un flauto.
La chitarra ÃĻ perlopiÃđ assente in Ashes of Light (2020), ma il growl ritorna, seppur con una sfumatura esistenziale. Le melodie si inseriscono ancora piÃđ chiaramente nella tradizione new age. Nella migliore delle ipotesi, evocano visioni di infinita malinconia e solitudine, alla deriva in paesaggi ostili. Ã il caso di Eyes Like Stars (10:02), un equilibrio impeccabile tra commovente melodia elettronica e growl da lupo mannaro. Onde di tenerezza melodica emanano da A Silent Tale (7:04). Il problema rimane come introdurre un po' di movimento in questi affreschi perlopiÃđ statici. PerciÃē, a cinque minuti dall'inizio di Like Music in the Night (9:43), un brano che fino ad allora si era distinto principalmente per urla leggermente piÃđ viscerali, un tono maestoso rompe la monotona ripetizione e subito dopo dei sintetizzatori incalzanti lo conducono a un finale enfatico; e un ritmo marziale e persino rulli di tamburi militari vengono impiegati per un'altra melodia incalzante, The Ashes of Light (8:29).
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