- Dalla pagina su M.dou Moctar di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il cantautore e chitarrista nigeriano Mahamadou Souleymane (Abalak, 1984), noto anche come M.dou Moctar, ha proposto una sorta di versione tuareg del freak-folk in Anar (2008) e nel live Afelan (2013). Tahoultine (2014) è stato il suo singolo più orecchiabile fino a ora.
Si è fondamentalmente dedicato al blues-rock su Sousoume Tamachek (2017), che contiene brani generalmente più lunghi: una versione estesa della languida ninna nanna Anar, la litania Sousoume Tamachek con un intricato intreccio di chitarra e percussioni, la quasi psichedelica Tanzaka, la sommessa Illmouloud, la funerea e ipnotica Allagh N-tarha e il più semplice e coinvolgente Amidini.

Ilana The Creator (2019), che si avvale di una band al completo, contiene il blues-rock melodico e sincopato di Asshet Akal e soprattutto il suo tour de force Tarhatazed per chitarra spaziale distorta. Il problema principale è che melodie e ritmi tendono a ripetersi per tutto l'album.

Afrique Victime (2021) ha cercato di vendere il suo virtuosismo chitarristico alle masse occidentali con la canzoncina orecchiabile Tala Tannam, la gioiosa spensieratezza di Chismiten e soprattutto l'invocazione rock di sette minuti Afrique Victime (un altro tour de force chitarristico).


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