- Dalla pagina su Na-Hag di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Na-Hag, il progetto del prolifico produttore ucraino IDM (Intelligen Dance Music) Andriy “r.roo” Symonovych (Kiev, 1992), ha debuttato con una valanga di album impeccabilmente prodotti di vivace musica dance strumentale. Come spesso accade con gli artisti prolifici, ogni album contiene idee promettenti in mezzo a molta fuffa.
Lost Cities (2011) è un intrattenimento relativamente leggero, che spazia dall'orrore teatrale (Leave It) alla gioia mediorientale (Lost Cities), e dall'accelerazione techno senza senso di Having A Knife al ritmo locomotore di Pray For Your Obscure Walks On Broken Roofs, pervaso da ululati e sibili provenienti dalle steppe. Mezza melodia emerge finalmente in Iron Bird, ma troppo poco e troppo tardi: la maggior parte dell'album è una macchina gelida.
Dreams Of A Sick Man (2011) è stato un lavoro più psicologico che ha prodotto la qualità sinistra dei poliritmi e dei droni in Just Can't Sleep Sound, il post-raga altamente ricco di suspense Hypnos Whirls Dizzy My Saltation (la rara "canzone") e altri inquietanti pezzi atmosferici come Oh My Eyelid Hold My Eye e Just Can't Sleep Sound. I nove minuti di Useless Attempt To Hold On The Edge hanno segnato la rara incursione nel regno psichedelico, e il ritmo principale delle tabla si unisce al flauto neoclassico e agli archi prima che un ritmo elettronico grottescamente martellante spazzi via tutti i gesti aggraziati per il grande finale teatrale di fronte a una divinità che gracchia in modo criptico.
I momenti salienti di Fragments Of Human (2012) sono: l'incalzante horror-industrial Delusion alla Nine Inch Nails, il delirio frenetico post-raga di The Scales Fall From Eyes, la colonna sonora sci-fi cinematografica Die Die Die People Nation che prende slancio e si trasforma in una fragorosa danza sincopata, e The Lowest Degree Of Intelligence, un incrocio tra danza tribale africana e metronomìa di macchine industriali. Na-Hag raggiunge un picco emotivo in He Was Nobody che intona una melodia alla Morricone in mezzo a un ipnotico ritmo da carro armato.
Obscurant (2012) si apre con le atmosfere più leggere di Na-Hag, con il battito cardiaco meccanico e i ritmi frenetici e saltellanti di You Worship Me, pensati appositamente per la pista da ballo. Un intrattenimento notturno senza pretese è offerto anche da Sew Your Face To My Face; e, dopotutto, l'album si conclude con la dance tribale post-Goa post-house Ninth Fragment Of My Body. Ma l'album si addentra perlopiù nei paesaggi post-apocalittici dipinti dal miasmatico balletto industriale a più livelli Atavism e dalla sua controparte più indulgente Praying On The White Mountain (che è forse ancora più spettacolare come caleidoscopio percussivo), e nell'inferno psicologico raffigurato dall'orgia tribale di The Demon Inside Me.
Accanto ai ritmi acrobatici del resto, spicca il brano dark ambient Washing Blood-Stained Hands Under The Rain con il suo coro e gli archi moribondi.
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