- Dalla pagina su Frank Ocean di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Frank Ocean, membro del collettivo hip-hop di Los Angeles degli Odd Future, ha scritto l'intima soul music cosmica del mixtape Nostalgia Ultra (2011), spingendosi al confine della depressione maniacale di Nick Drake.

Le sue grandi ambizioni di compositore hanno permeato Channel Orange (Def Jam, 2012), in particolare i dieci minuti di Pyramids. È stato l'album piÃđ pubblicizzato dell'anno, ma alla fine Ocean era capace soltanto di ballate pop-soul in un formato tradizionale (appena adattato alle produzioni e agli atteggiamenti hip-hop) e il loro acume lirico era principalmente nelle menti dei critici a cui queste ballate piacevano perchÃĻ gradivano ascoltare sfumature religiose nelle storie ambientate nel contesto decadente dei disadattati, dei perdenti, dei nichilisti e degli zombi esistenziali della spietata metropoli californiana.
Detto questo, le canzoni sono un meccanismo di arrangiamenti, trame, sfumature e stili vocali e rappresentano lo stato dell'arte del genere soul nello stesso modo in cui, per esempio, Dark Side of the Moon dei Pink Floyd rappresentava lo stato dell'arte della musica rock (a parte il suo valore artistico non cosÃŽ grande). È difficile lasciarsi commuovere da un comportamento banale e freddamente calcolato come l'agonia del falsetto di Thinkin Bout You (tuttavia una delle sue canzoni piÃđ famose) o il lied da camera di Bad Religion, ma si puÃē ammirare come i tecnici abbiano assemblato i prodotti senza sembrare troppo nostalgici quando rubano a Stevie Wonder, Marvin Gaye e Prince.

L'hype che precedette la sua uscita non aiutÃē Blonde (2016), prodotto da Noah Goldstein, a superare la fondamentale mediocrità delle canzoni lo-fi, come se fossero semplicemente avanzi rielaborati. L'album puÃē interessare solo a chi ha a cuore i suoi testi autobiografici oppure ÃĻ affascinato da momenti di malinconia patologica (Seigfried). Tutto sommato, il video di 45 minuti, Endless, che lo ha preceduto, risulta in fin dei conti piÃđ interessante.


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