- Dalla pagina sugli Odesza di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Gli ODESZA, il duo di Seattle formato da Harrison “Catacombkid” Mills e Clayton “BeachesBeaches” Knight, hanno combinato suggestivi paesaggi synth, ritmi sincopati e melodie semplici "cantate" da effetti vocali nel loro album Summer's Gone (2012). How Did I Get Here è un'interazione psichedelica e sognante di campionamenti vocali e ritmi sottili e tintinnanti. I Want You è "cantata" da voci acute, frammentate e rimescolate. L'aria romantica e il break pieno di suspense di We Were Young evocano l'"easy listening" degli anni '60 e la musica new age degli anni '80. Il ritmo propulsivo e l'arrangiamento lussureggiante di Above The Middle competono con la sofisticata architettura di Today (ritmo tribale paludoso, twang di chitarra e voce delirante). Don't Stop suona come un remix cubista di una ballata di Britney Spears con un ritmo house.
L'EP di cinque canzoni My Friends Never Die (2013) contiene My Friends Never Die, che giustappone voci acute e ritmi funk sinfonici.
Il sound diventa sempre più commerciale su In Return (2014), che contiene molti dei suoi brani preferiti, a partire dalle sincopi ritmate di Say My Name e Sun Models, per poi proseguire con la languida e sognante Bloom, il canto esotico di All We Need, la dolce ninna nanna di It's Only e soprattutto l'evocativo canto corale di Memories That You Call.
A Moment Apart (2017) ha segnato l'apice dei suoi sontuosi arrangiamenti con il languido soul-hop orchestrale di Line of Sight, la massiccia jam house di Late Night e il finale melodrammatico di Corners of the Earth.
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