- Dalla pagina sui Peruvian Sleep di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
L'ensemble di Los Angeles dei Peruvian Sleep comprendeva una moltitudine di musicisti dilettanti su album fortemente frammentati di musica folk e country decostruita. Il pezzo forte dei 17 brani di I Thought I Had It All Together (2014) è la dissonante musica country da camera per archi Mulholland. La più lunga Student, da otto minuti, e Pine, da nove minuti, sono pezzi parlati con accompagnamento in forma libera. Il resto è una serie di idee incompiute.
All My Friends Eat Cereal in the Parking Lot (2014), composto da 16 canzoni e 72 minuti di musica, si apre con il paesaggio sonoro astratto di dieci minuti She Smelled Like Trees, costruito attorno a un semplice pattern di chitarra folk. Canzoni come Cellular Despiration e Stance of Noir sono deliberatamente amatoriali, e A Major Sentimental Shit è una cover demenziale del brano popolare messicano La Bamba (già reso famoso da Ritchie Valens).
I dieci minuti di Experimental Door Walkers sono una promettente jam jazz finché i cantanti o, meglio, i narratori, non prendono il sopravvento. Il free-jazz tuttavia filtra nella jam inconcludente e incoerente di otto minuti Makor Wasu. Ma il punto chiaramente non è suonare in modo professionale bensì suonare qualunque cosa ti venga in mente.
I'll Tell You Later (2014) è passato decisamente al formato dei pezzi lunghi. Da qui il tumultuoso rave-up psichedelico Stop Menage (17:41), il sinistro ed esotico shuffle Mandible Canyon (9:22) l'infantile escursione country & western The Sticky Body (11:27), la tribale Riptide Suite (9:02), con clarinetto jazz e finale apocalittico, ecc.
Parte di questa anti-musica è semplicemente non-musica ma molte delle loro deliranti esplorazioni post-psichedeliche sono deliziosamente ultraterrene.
Folk (2014), contenente undici canzoni da 78 minuti, è un altro ampio album che contiene sia eccentrici voli di immaginazione che scarabocchi autoindulgenti. Il pow-wow alla Beefheart di Lawsuit Lunch Is Over è carino ma breve. La jam blue-jazz di nove minuti College si ferma a metà e poi si perde. D'altra parte, la musica neoclassica da cartone animato Counting Sleep (13:30) passa al ragtime in modo creativo. Glivtrust (8:33) ritorna al tema neoclassico. The Flask Whence the Rain Doth Cometh (8:08), che intona una marcia moribonda attorno a note di pianoforte più o meno casuali e poi la distrugge metodicamente, è il pezzo forte.
L'EP Third Page (2014), che snellisce un po' i loro modi, contiene un'altra jam blues alla Captain Beefheart, The Butcher (7:49), e la caotica e spastica The Ship (12:44).
Charnock Rd (2015), sorprendentemente limitato a sei pezzi di lunga durata, vanta On Charnock Road (11:20) di undici minuti, la cui rumorosa eruzione si calma in droni sonnolenti, e la pulsante jam jazz-rock di nove minuti Conner, con un finale adeguatamente esplosivo. Altri pezzi, come i dieci minuti di Alone in the Doorway Digging the Street, sono come al solito inconcludenti.
Reminders Are Everywhere (2015), di 14 brani e 106 minuti, inizia con una sorta di "om", But It Is Incomplete, che sembra una dichiarazione di intento. Anche se può sembrare un ossimoro, l'album presenta jam in forma libera molto più coese, come Mystery Meat, da dieci minuti, e Voina, da undici minuti, paesaggi sonori sognanti e allucinati che evocano sia remote regioni primitive che spazi astrali. Più concreto e pastorale, l'assolo di chitarra di Moribund, da 13 minuti, evoca i "fare forward Voyagers" di John Fahey. I dodici minuti di The Spicy Tree sono invece il solito pasticcio caotico e infantile, anche se più esuberante che mai. I nove minuti di Hot Tub Fever si aprono con un frenetico ritmo tribale ma poi sembrano prendersi gioco dei Rolling Stones e poi semplicemente accelerano in maniera epilettica. I 16 minuti di Shapeshifter sono un maestoso assolo di mandolino con occasionali contrappunti di violino, una fusione gioviale di stili neoclassici, folk e jazz.
La musica dei Peruvian Sleep divenne sempre più "seria" verso la fine, e 12 Hours (2015) fu il loro lavoro più austero fino ad allora, solo lontanamente legato all'atteggiamento Dada dei loro inizi. L'album è stato registrato in 12 ore, tra le 7 del mattino e le 7 di sera. La musica a volte ha l'aspetto di una colonna sonora cinematografica (la marcia grottesca dei 15 minuti di 7:00 AM con il suo finale spettrale), altre volte sembra legata agli "improvvisatori" jazz (la polifonica cacofonia dei dodici minuti di 8:00 AM), e altre volte entra in modalità meditazione new-age (i quindici minuti di 11:30 AM con accordi delicati e voce ronzante). Ci sono anche accenni di danze popolari nei dodici minuti di 1:00 PM e nei dodici minuti di 6:00 PM.
Hanno comunque pubblicato Two Years Ago Was Better Last Year (2016), che raccoglie avanzi degli esordi, Ultra Intelligentsia (2016), che raccoglie gli avanzi delle sessioni di Reminders Are Everywhere e Yolk (2016), che raccoglie gli avanzi delle sessioni di Folk e Charnock Rd.
L'EP di quattro canzoni Forgetting (2022) dei Mud Hen presentava Matthew An e Jackson Spargur dei Peruvian Sleep, assieme a Vigilance Brandon e Mikalah Jenifer al vibrafono.
L'album It's Still That Way (2023) dei Mud Hen presentava ancora Matthew An e Jackson Spargur dei Peruvian Sleep, assieme a Vigilance Brandon e Charlie Smith.
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