- Dalla pagina su Polo G di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto e integrato da Stefano Iardella)

Il rapper di Chicago Taurus “Polo G” Bartlett (Chicago, 1999), arrestato ben cinque volte tra agosto e dicembre 2017, era ancora in prigione quando la sua canzone Finer Things (2018), per metà recitata e per metà cantata in tono funebre su una figura di pianoforte autunnale, è diventata virale su Internet.
Aveva già temperato l'originale stile "drill" dei suoi rap e il suo album di debutto Die a Legend (Columbia, 2019) lo rese ancor più accessibile con delle quasi-ballate come Pop Out, un altro classico del trap-rap melodico, e il suo seguito Pop Out Again (entrambi prodotti da Dylan “Iceberg” Berg e Joao “JD On Tha Track” Duarte). Questi due rivisitano il formato di Finer Things, ovvero la narrazione drammatica su un semplice motivo di pianoforte ripetitivo, tranne per il fatto che qui l'elemento narrativo è più drammatico a causa delle molteplici voci narranti e di una delivery più ansiosa. La produzione snella ha aiutato le sue storie articolate, fredde e attentamente composte, una resa documentaristica e agiografica della vita nelle trincee del ghetto nero, trasmessa in uno stile malinconico di canto e rap, un incrocio tra Drake e un cantante country che fa jodel. Il rap in Effortless (anch'esso su un ritornello di pianoforte ma con l'aggiunta di un beat di Eric “Sonic” Sandoval) è ancor più frenetico e tormentato. Invece, Through da Storm (una delle otto canzoni prodotte dal diciannovenne Jahmere “Ayo” Tylon) accoppia la trafila angosciata con un beat primitivo e una sequenza ipnotica simile a una marimba. Il rap affannoso di Polo G è sostenuto da un ritmo complesso progettato dai Superiors (il duo formato dat Sidney e Javon Reynolds), dai Priority Beats (il duo formato da Ashley e Dericco Peck) e da Detric “Detrakz” Jackson in Lost Files. Musicalmente, Battle Cry (arrangiato da Jordan “JTK” Knight e Ayo) potrebbe offrire il suono più intrigante, un accompagnamento discreto di violino, synth, pianoforte e beat-box. Dal punto di vista dei testi, A King's Nightmare (su un altro ritmo di Ayo) è probabilmente il miglior riassunto dell'inferno quotidiano di Bartlett. I ritmi scadenti in qualche modo non sminuiscono l'atmosfera come invece alcuni ritmi eccessivamente prodotti sminuiscono l'atmosfera negli album delle pop star.
Questo album rappresenta il lato melodico della trap, solo tematicamente legato alla trap di Chief Keef o, meglio, un passo dell'emo-rap verso il mondo dei cantautori rock.

The Goat (2020) è stato un album di riempitivi.

Hall of Fame (2021), di venti canzoni, contiene i singoli di successo Rapstar (su un beat trap creato dal cantautore trap Shane Lindstrom, dall'ukuleleista Einer Bankz e dal produttore Synco) ed Epidemic, con un altro motivo di pianoforte di spicco e una voce femminile fluttuante sullo sfondo (un'altra grande operazione che coinvolge i produttori Tahj “Money” Vaughn, David &lqquo;D Mac” McDowell, Sterling “LondnBlue” Reynolds e Karltin Bankz, così come il cantautore Lukas Payne). Le tirate di Polo G sono meno viscerali rispetto all'album di debutto, ma i produttori sono abili nell'usare frammenti innocui come delle armi sonore. Per esempio, ottengono grandi effetti da riff di chitarra castrati, come in Party Life (prodotto da Ben Billions, David Mescon e Terrence Rolle), Black Hearted (prodotto da Aiden Han e “Damn Mikey”) e Broken Guitars (prodotto da WizardMCE e Daniel Magnusson). L'album è una sfilata monotona dello stesso beat (leggere variazioni su un loop di quattro battute), e quindi i produttori lavorano davvero come arrangiatori, plasmando il suono oltre i meriti dei beat: Gang Gang, un duetto con Lil Wayne, è prodotto in modo esotico da Angelo Ferraro; e Michael “12Hunna” O'Brien inventa un paesaggio sonoro caotico per Boom. Ci sono numeri cinematografici come GNF (per gentile concessione dei produttori svedesi WizardMCE e Varohl) e il pezzo di chiusura quasi Morricone-iano Bloody Canvas (WizardMCE e il diciannovenne Daniel “Kid Culture” Hackett), forse la canzone più atmosferica dell'album e quasi una storia di crimine. No Return (prodotto da Danny “Taz Taylor” Snodgrass, Ryder Johnson e Mason Wu) bilancia la consegna frenetica (inclusi due colleghi rapper, uomo e donna) con un'interazione ipnotica di violino e pianoforte, e corrisponde, se non supera, il pathos di Epidemic. L'album avrebbe potuto essere ridotto a dieci o dodici canzoni senza perdere granchè.

Tra giugno 2021 agosto 2023 è stato arrestato tre volte, per diversi capi d'imputazione (resistenza a pubblico ufficiale, rapina mano armata, minacce a pubblico ufficiale, ecc.)
In tutte le circostanze è stato rilasciato su cauzione (per un ammontare di oltre 150.000 dollari).


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