- Dalla pagina su Jessica Pratt di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
La cantante Jessica Pratt (Bristol, 1979) di San Francisco ha debuttato nel solco della folksinger ancestrale, le cui melodie sono delicatamente strimpellate su una chitarra acustica.
Jessica Pratt (Birth, 2012) contiene meditazioni in stile Joni Mitchell come Night Faces, accenni alla musica country come Mountain'r Lower, ninne nanne con sfumature celtiche come Titles Under Pressure e la relativamente vivace e colloquiale Bushel Hyde.
Dopo essersi trasferita a Los Angeles, ha creato le eteree e introverse ninne nanne di On Your Own Love Again (2014), a metà strada tra Joanna Newsom e Nick Drake, con arrangiamenti essenziali in stile hippy, in particolar modo Moon Dude e Back Baby.
Ha raggiunto una qualità quasi zen di fragile, austera e invernale quintessenza in Quiet Signs (2018) che contiene appena 28 minuti di musica. Le variazioni sono minime, ma This Time Around e Here my Love sono quasi pop per i suoi standard, Polly Blue è relativamente vivace, Fare Thee Well è allietata da un assolo di flauto e Crossing evoca un Leonard Cohen al femminile.
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