- Dalla pagina su Joe Rainey di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il cantante pow-wow Joe Rainey, dal Minnesota, membro di una tribù "indiana", ha debuttato come cantautore con Niineta (2022), una raccolta di storie potenti tenute insieme dalle sue invocazioni melismatiche, ulteriormente "estraniate" da una produzione dissonante e a tratti orchestrale (per gentile concessione di Andrew Broder dei Fog). B.E. Son suona come una registrazione glitchata di un canto gospel corale. Mentre il canto è ricco di emozioni, alternando toni disperati e moribondi, in Bezhigo l'accompagnamento esplora una vasta gamma di possibili sonorità, dal rumore industriale agli archi neoclassici. L'esultante Jr Flip si affida più al battito delle mani che all'accompagnamento elettronico e, in effetti, il finale basato sui synth sabota l'atmosfera. Purtroppo, la novità si esaurisce rapidamente e la maggior parte dei brani si affida a banali trucchi di produzione. Gli undici minuti di Phil's Offering finiscono per essere per lo più una jam di glitch-elettronica.
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