- Dalla pagina su Raveena di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

La cantautrice bisessuale newyorkese Raveena Aurora (Massachusetts, 1993), figlia di immigrati indiani, ha debuttato con l'EP di quattro brani Shanti (2017) e con l'album Lucid (2019), prodotto da Everett Orr, un soul-pop tropicale sognante e sensuale (Stone, Floating).

Dopo l'EP Moonstone (2020), ha arricchito la sua musica con il secondo album Asha's Awakening (2022), prodotto e composto da una schiera di produttori (Aaron Liao, Andrew Sarlo, Everett Orr, Jeff Kleinman, ecc.), un album che cerca di essere molte cose in una: un (pallido) esperimento di fusion tra musica occidentale e indiana, un album neo-soul, un album dance, un seguito del suo primo album e un concept album autobiografico. L'hip-hop caraibico di Secret (con Vince Staples) è banale. L'aggressiva jam funk di Kathy Left 4 Kathmandu suona forzata. Le ballate neo-soul più convenzionali, come Love Overgrown, prodotta da Kleinman, e Time Flies, con i suoi accenti indiani, prodotta da Rostam Batmanglij, sono migliori rispetto alla media ma difficilmente memorabili. La fragile e sensuale Endless Summer e soprattutto Asha's Kiss sono le uniche canzoni che rispecchiano lo spirito languido, etereo e sensuale del debutto (Asha's Kiss anche con una coda raga). L'album si conclude con la "meditazione guidata" di tredici minuti di Let Your Breath Become a Flower, non propriamente un colpo di genio.


- Torna alla pagina su Raveena di Piero Scaruffi -