- Dalla pagina sugli Squid di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Gli inglesi Squid, una delle band della scena di Windmill assieme a Black Country New Road, Shame e Black
Midi, si sono formati a Brighton nel 2016 e hanno esordito con l'EP Town Centre (2019) e alcuni
singoli prodotti da Dan Carey, prima dell'album Bright Green Field (Warp,
2021), anche questo prodotto da Dan Carey.
La band è capitanata dal batterista
Ollie Judge, un cantante fortemente isterico e psicotico nella tradizione di
David Thomas dei Pere
Ubu, e James Chance dei Contortions.
Dietro di
lui, la band (i chitarristi Louis Borlase ed Anton Pearson, la bassista Laurie
Nankivell ed il tastierista Arthur Leadbetter) mette in scena un circo caotico
di canzoni stravaganti, esplosive, caotiche e ballabili a tema distopico. Pamphlets
(di otto minuti) è emblematica della loro "modern dance" Pere Ubu-iana, contaminata
dalla disco-punk dei B52's
e dalla nevrosi no-wave dei Contortions.
Narrator (di
otto minuti) riporta indietro al funk viscerale e atonale dei Talking Heads (con
l'aggiunta dei gemiti sensuali e delle urla da strega di Martha Skye Murphy). Il
folle boogie di Boy Racers (di sette minuti) affonda nelle
sabbie mobili di un paesaggio sonoro desolato. La post-disco quasi-synthpop di Paddling ribalta LCD Soundsystem sottosopra.
L'intero album sfida le convenzioni, dalla funerea fanfara jazz Global
Groove alla caotica Peel St e la caraibica-minimalista-sinfonica
G.S.K. Tutte le canzoni sono poli-stilistiche, evitando deliberatamente
coerenza e identità.
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