- Dalla pagina su Moses Sumney di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il cantautore nero Moses Sumney (San Bernardino, 1991), di Los Angeles, ha debuttato con i mediocri EP Mid-City Island (2014), contenente Man on the Moon, e Lamentations (2016), contenente Lonely World, il suo stereotipato anthem in falsetto.
Aromanticism (Jagjaguwar, 2017), apparentemente un concept sulla solitudine, ha impreziosito il suo languido falsetto con adeguati arrangiamenti, in particolar modo Quarrel, che sfiora il latin-jazz da camera. Gli altri brani di spicco sono l'etereo post-psichedelico acquatico Doomed (una rivisitazione del brano del 2016) e il melodramma psicotico Lonely World (una rivisitazione del brano del 2016 con una coda che sfiora la batucada brasiliana).
L'ambizioso doppio album Grae (Jagjaguwar, 2020) di Moses Sumney è stato plasmato da un'impressionante cast di autori, arrangiatori e produttori, in particolar modo l'onnipresente Daniel Lopatin di Oneohtrix Point Never. Le sontuose e orchestrali In Bloom (prodotte da Matthew Otto di Majical Cloudz) e Virile (prodotte dal trio composto da Daniel Lopatin, Andrew Chugg e Ben Baptie) sono canzoni che fondono arrangiamenti soul in stile VanDyke Parks (e quest'ultima anche una vibrante produzione in stile Phil Spector).
L'album eccelle per le sue architetture eleganti e sofisticate, come la ballata trance Gagarin, una collaborazione con il trio jazz svedese composto dal pianista Esbjorn Svensson, dal contrabbassista Dan Berglund e dal batterista Magnus Ostrom, e Colouour, una collaborazione con il polistrumentista francese Vincent “FKJ” Fenton (che suona il sassofono e le tastiere), con Shabaka Hutchings al secondo sassofono e Lopatin alle tastiere aggiuntive, così come in passaggi disorientanti come gli effetti vocali di Conveyor (prodotto dal trio Lopatin-Chugg-Baptie).
Si può ammirare la maestosa e onirica nudità dell'anthem Two Dogs, e il fragile e delicato madrigale con James Blake, Lucky Me, ma il martellante ritmo dance di Neither/Nor è a dir poco sconcertante. E la parola "tedioso" viene spontanea per descrivere il soul-jazz da lounge di Cut Me, una collaborazione con la rock band britannica Adult Jazz, Lopatin ai sintetizzatori, Brandon Coleman al basso, Ian Chang alla batteria e Jonathan Slater ai fiati, o la ballata acustica Polly, una collaborazione con il cantautore Tom Gallo. Amplificando tali carenze, il secondo disco esaurisce le idee e diventa ripetitivo e monotono, fino ad arrivare a due collaborazioni con lo scrittore nigeriano-britannico Taiye Selasi, And So I Come to Isolation e Before You Go, e al prolisso e confuso Bless Me.
Dal 2022 si dedica anche alla recitazione e alla regia.
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