- Dalla pagina sui Thou di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
La prolifica band della Louisiana dei Thou, capitanata da Bryan Funck, vomitò il metal al vetriolo hyper-doom di Tyrant (2007). Lungi dall'essere semplicemente una sequenza lineare di accordi presi in prestito dai Black Sabbath, queste canzoni sprigionano emozioni primordiali. Tyrant si apre con il feedback della chitarra e, lungo il percorso, diventa turbolento e persino frenetico, mentre I Was Ignored. And Judged. And Cast Down. gocciola disperazione.
Gli ultimi due pezzi sarebbero poi stati pubblicati anche come EP separato, The Retaliation Of The Immutable Force Of Nature (2009): il glaciale festival di droni glitch What Blood Still Flows From These Veins e la strumentale post-rock Acceptance.
Il pezzo forte del mini-album Peasant (2008) è An Age Imprisoned, di undici minuti, un rimbombo più ortodosso e monolitico con una lunga coda ronzante, sebbene anche l'introduzione di Burning Black Coals And Dark Memories sarebbe rimasta memorabile.
Se Degradation of Human Life (2009), un EP diviso con Mohoram Atta, è indulgente e irrilevante, Our Enemy Civilization (2009), un EP diviso con Salome, contiene i 12 minuti di The Song of Illuminate Darkness, uno dei loro sproloqui più vibranti ma chiuso da una onirica coda strumentale.
War Is the Force That Gives Us Meaning (2011) è stato un altro album diviso, questa volta con Cower.
L'EP di quattro canzoni Baton Rouge You Have Much To Answer For (Robotic Empire, 2010) contiene i nove minuti di Baton Rouge Louisiana, che si trova a cavallo tra musica doom-metal e musica d'avanguardia, perché sovrappone un discorso campionato a un drone sporco senza fine.
Le soffocanti nenie di Summit (Gilead Media, 2010) si sono allontanate ancor di più dallo standard narcolettico del doom-metal. By Endurance We Conquer è violento, catastrofico, barbaro. Grissecon è leggermente più regale e marziale, ma con un finale altrettanto vertiginoso, gigantesco e psichedelico. Gli undici minuti di Prometheus si aprono con grappoli di riff e ringhi a cascata ma, dopo una breve pausa, si trasformano in una danza blues che suona come una versione più lenta di How Many More Times dei Led Zeppelin.
L'esteso Heathen (Gilead Media, 2014) contiene i 15 minuti di Free Will, denso, ronzante e pesantemente panzer, la tonante e antemica Feral Faun , e la funebre e marziale At The Foot Of Mount Driskill. La melodia è qui metabolizzata in ogni sorta di forma. L'inquietante introduzione e l'inno conventuale di Emily McWilliams in Immortality Dictates vengono poi ripresi da Funck come una melodia circolare, quasi una filastrocca per bambini. La processione culmina gloriosamente con glitch undici minuti di Ode To Physical Pain, marziali e implacabili, il pezzo più potente dal punto di vista emotivo.
L'EP Released From Love (2014) e You Whom I Have Always Hated (2015) sono state collaborazioni con il duo dell'Oregon The Body (Chip King e Lee Buford).
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