La musicista australiana Xandra Metcalfe var il
progetto Uboa con lunghi brani in una vena che fondeva
L'album Sometimes Light (2010) contiene
lunghe e intense composizioni che raccontano tristi storie (senza parole) di
disperazione e desolazione. Da un lato, Uboa scatena il doom-metal distorto,
con parti vocali pesantemente danneggiate, di Eyes Do Not Belong There. Da un altro lato, indulge nei dieci
minuti calmi e pastorali di Seen And Not
Heard, reminescente (nella prima met ) delle solenni odi degli ultimi Pink Floyd. I 18 minuti di Boyeater/Ponydance
iniziano come musica ambientale di esplorazione spirituale, ma ben presto un
rombo sinistro e una donna che urla spalancano l'ingresso a un paesaggio di
rumori confusi, fatto di feedback di chitarra, percussioni casuali e
singhiozzi/grida di una donna abusata con ferocia. Uno psicodramma straziante.
Uboa urla fuori di testa nei 14 minuti di Event
Horizon Girl, ma questa volta la musica non la segue. Tutto sommato,
l'album un'esperienza infernale, l'equivalente musicale dell'essere scuoiati
vivi.
L'album Jouissance (2013) sembra un tentativo di
recuperare una qualche sembianza di formato canzone. Una voce pulita e una
melodia compaiono in Hair Skin Nails (con
le liriche epiche "hair, skin, nails, veins, bile, semen, ovum, womb,
rectum, teeth, vagina, anus, colon, phallus, eye, lymph node, spine, heart,
brain, and no body"). I Will Choke
You Until You Like It, di otto minuti, si affida per coerenza ad un
ripetitivo pattern semi-industriale. Gli otto minuti di Become Meat costruiscono la suspence mediante un ritmo lento e
drammatico e voci da suora. I Am Taking All Of You With Me, di dieci
minuti, una ballad melodica shoegaze avvolta nel rumore di chitarra. Jouissance, di tredici minuti, un
diabolico (ed estenuante) tour de force, una colata lavica di grida e
distorsioni chitarristiche, ma su un ritmo pi regolare. I battiti e gli urli,
inizialmente, sono un po' ripetitivi, ma conducono ad un folle finale in
crescendo. Ad eccezione che in questo brano, la maggior parte dell'impatto
brutale del primo album andato perduto.
Fa meglio negli EP. Il brano di 22 minuti
dell'EP Coma Wall (2015) il suo capolavoro: rumore ed urla viscerali
ed estremi, con atmosfere cupe e percussioni martellanti, una forma caotica di
post-metal suonato durante l'apocalisse da un isterico e trionfante Lucifero,
una versione death-metal di Diamanda
Galas; o i Khanate dopo un incubo davvero brutto, e dopo 15 minuti un drone
sporco, sibilante e distorto si impenna lentamente in un maestoso inno
doom-metal.
Il brano di 27 minuti dell'EP Hook
Echo (2016) emerge lentamente da uno stato meditativo fatto di tintinnii,
per poi entrare in uno stato di nevrosi profonda, attraverso un'ondata titanica
di rumore.
Dopo sette minuti la musica inizia a vagare per una terra
desolata e radioattiva, spazzata infine da un vento sinistro che muta in un
coro lontano, mentre la chitarra intreccia una spirale di riff epici. Se questa
la resurrezione dopo l'olocausto nucleare, il finale pessimista: un coro
addolorato come in un requiem. Questa musica ambientale per una vita in
disintegrazione.
Il mini-album The Sky May Be (2018) gioca con un
tipo di caos pi complesso. Uboa diventata un'artista del montaggio dei
suoni. La frenesia di questi collage vicina ai freak-out psichedelici dei Red Crayola degli anni sessanta e al
noise-core giapponese degli anni ottanta, pi che al soundpainting digitale
contemporaneo. La shockante apertura Standards
of Living solo l'antipasto, seguito dal bombardamento a tappeto di Thigh High Cat Tights, che
sostanzialmente musica concreta innestata nel death-metal, che termina con una
donna che grida su un imponente drone di organo da cattedrale, che a sua volta
prosegue nell'implacabile power-elettronica di Salivate on Cue (che
termina, in maniera appropriata, con la musicista che dipinge nelle nostre
orecchie). Uboa si diletta a traumatizzare l'ascoltatore con giustapposizioni
estreme di stati d'animo e toni: paragonato al trittico iniziale, I Can't Love Anymore musica new age
(chitarre acustiche e voci angeliche). I contrasti sono particolarmente
ossessivi (o forse terapeutici per l'artista) nella suite in quattro movimenti The
Sky May Be, dove motivi delicati mutano in follia industrial e poi in
sibili assordanti (Dementia). Una nube cosmica emerge maestosa in Entropy,
ma viene presto bombardata da ogni sorta di mostruosi rumori stridenti,
perforanti e martellanti. La cantante urla come se fosse spellata viva, mentre
l'elettronica applica una strategia da terra bruciata. E, improvvisamente, uno
strumento a corda intona una quieta melodia Zen (Extus), interrotta dal
rumore statico di una trasmissione radio difettosa e chiusa da un ultimo,
disperato grido (Zenith).
La collaborazione con il giovane noisemaker australiano
Muddy Lawrence (a.k.a. Reece Prain), The
Apple of Every Eye (2018), invece deludente.
L'album The Origin
of My Depression (2019) prosegue nella direzione di un suono pi concettuale
(meno viscerale), con maggiori competenze digitali. Detransitioning sposa
una nebulosa elettronica alla deriva con il suo marchio di fabbrica fatto di
mine elettroniche. La sua voce sussurra in The
Origin Of My Depression, mentre un'altra voce cerca di emergere da un
battito quasi pschedelico e ipnotico-Zen, finch la sua voce esplode nella
disperazione estrema. Voci spettrali e percussioni confuse generano un vortice
disorientante in Lay Down And Rot,
prima che le sue urla risorgano dall'inferno. I contrasti dell'album precedente
continuano anche in questo. Epilation Joy
una ballata regolare (con arpa e campanelli), mentre Please Don't Leave Me un muro di rumore (timido, al confronto con
gli standard dei suoi EP migliori). In quello che probabilmente il picco di
pathos, gli otto minuti di An Angel Of
Great And Terrible Light inizia come una lenta litania marziale e
costruisce pian piano la tensione, trasformandosi poi in un melodramma
magniloquente. Gli undici minuti di Misspent
Youth non finiscono mai. E' il brano pi confessionale, cantato con voce
pulita, con un semplice sottofondo di droni e piano, e sembra a tratti un lied
pianistico.
L'EP The Psychoses (2019) contiene tre lunghi brani: Lice and Caviar (9:10), Null and Void (10:19), and Entropy and Rose (8:46).