- Dalla pagina su Yeule di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Yeule, il progetto della cantautrice e produttrice di Singapore Nat Cmiel (vero nome Natasha Chang), ha debuttato con gli EP Yeule (2014), che offre dream-pop evanescente su ritmi elettronici sincopati (Ending), quasi senza batteria (Heal) e decisamente senza beat (l'anelito infinito di Impure), Pathos (2016), che abolisce percussioni e contiene un'elegia ancora piÃđ eterea (Desire), strumentali ambient glitch (come Soul Catcher) e due canzoni rilassanti di stupore cosmico per voci senza parole ed elettronica (Promise, Angel's Wings e soprattutto About Her) e Coma (2017), sovraprodotto ma comunque a volte disorientante (How Could I Forget You) e delicatamente macabro (Death of an A.I.).
Serotonin II (2019) ÃĻ principalmente dedicato alla musica ambient eterea con voci senza parole e melodie elettroniche, in particolare Poison Arrow e Blue Butterfly. La prevalenza di dossi glitch trasforma Eva e An Angel Held Me Like a Child in qualcosa di meno rilassante e quasi nevrotico. Gioca con i loop finchÃĐ non genera il martellante ritmo techno di Pocky Boy, una contraddizione in termini in un album del genere. I droni, i glitch e le melodie creano uno scintillante arazzo di canzoni come Reverie. L'unico problema ÃĻ che la musica sembra un po' troppo statica e ripetitiva. Veil of Darkness ÃĻ l'unica canzone in cui il suo metodo viene spinto nel regno del rumore, con risultati meravigliosi.
Nuclear War Post X (2021) raccoglie principalmente cover.
Ha anche pubblicato The Things They Did For Me Out of Love (2021), composto da 4 ore e 44 minuti di suoni ronzanti.
Glitch Princess (2022), prodotto da Danny Harle, ha cercato un improbabile limbo a metà strada tra l'ambient chill e il caos industriale. Il surreale carillon spezzato di My Name is Nat Cmiel, la dilatata iper-psichedelica Flowers are Dead e la spettrale quasi ballabile Too Dead Inside sono semplici antipasti per gli sconcertanti enigmi dell'album. Il rumore propulsivo e abrasivo di Fragments non ÃĻ ambientale e non ÃĻ affatto angelico. Bites on My Neck ÃĻ un synth-pop decostruito e sfigurato. All'interno di I <3 U si sente una canzone inquietante, ma viene massacrata da un macchinario cingolato e da onde radioattive. Le sue ninne nanne sussurrate sono sepolte sotto sibili e strilli elettronici. La produzione non sempre aiuta queste fragili ninne nanne. A volte l'altisonante strato esterno uccide la vulnerabilità di quello interno (Electric); e sembra arbitrario far esplodere all'improvviso la fragile Eyes guidata dal pianoforte in un caos sonoro e distorto. Non ÃĻ chiaro come l'acustica Don't Be So Hard on Your Own Beauty sia riuscita a sfuggire all'assalto cacofonico.
Softscars (2023) di Yeule, prodotto da Cmiel e Kin Leonn, ÃĻ una raccolta di poca sostanza, ÃĻ dance-pop arrangiato alla moda per l'era dell'A.I., ed ÃĻ chiaramente un album di transizione, lacerato tra rumore glitch e candore pop da camera da letto. 4ui12 e Cyber ââMeat provano una versione elettronica del power-pop (che ricorda i Garbage). L'ipnotica litania Dazies finge di flirtare con lo shoegaze-rock ma con poca immaginazione. Tra le canzoni pop da camera da letto, Inferno ÃĻ affascinante e bizzarra, ma in generale le ninne nanne sussurrate come Ghosts sono un caso di dream-pop eccessivamente sognante.
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