- Dalla pagina su Brock Zeman di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il cantautore canadese Brock Adam Zeman (1981) ha debuttato con Cold Winter Comes Back (2003), un album poco innovativo ma certamente sincero e diligente, che contiene la desolata Dust, la country Ridin' on the Rims e soprattutto l'epica di otto minuti Billy n' Me.
Una metà di Songs From The Mud (2005) rappresenta un'opera piÃđ riflessiva, mentre l'altra metà contiene l'esuberante 50 Dollar Bill, la trotterellante Dear Father, l'apocalittica Stan Ridgway The Sun Went Down e persino il breakdown bluegrass vecchio stile di Caroline
Ha formato i Dirty Hands (con Steve Smith al dobro e alla chitarra pedal steel) per And The Dirty Hands (2005) e Welcome Home Ivy Jane (2006), album che richiamano l'era classica del country-rock, a band come gli Eagles. Sweet Charlotte ÃĻ il pezzo forte del primo, seguito da Talking Reality Show Blues in stile Don McLean, da Blood of Christ Blues con venature rockabilly e da White Freight Liner con venature bluegrass.
The Bourbon Sessions (2007), una collaborazione con il chitarrista Dan Walsh, ha prodotto Places to Fall e The Cuckoo Song.
$100 Difference (2008), un album generalmente piÃđ rumoroso, non ha l'energia esplosiva di Neil Young e dei Crazy Horse, e le canzoni di Zeman perdono parte del loro pathos quando sono abbinate a una band chiassosa. Moccasin Road ÃĻ quasi cowpunk.
Il fulcro di Ya Ain't Crazy Henny Penny (2010) ÃĻ Ya Ain't Crazy Henny Penny (otto minuti), prima angosciante e poi solenne come un requiem e infine romanticamente nevrotico.
Me Then You (2011), il suo album piÃđ radiofonico finora, spazia dal blues-rock rumoroso (Push Them Stones) al country-pop orecchiabile (Until It Bleeds), dal power-pop propulsivo (Someone For You) al blues strisciante (Claws), con un cenno a Bob Dylan in Triple Crown e tanta enfasi melodrammatica in Rain On the Roof #2.
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