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Alan Paton (South Africa, 1903)
"Cry the Beloved Country" (1948) Intanto si e` compiuta la tragedia di Arthur Jarvis, un intellettuale che aveva sempre difeso la causa dei neri: viene trovato ucciso nel suo appartamento e dell'omicidio si sospettano tre giovani neri. Suo padre, James, un anziano possidente che nutre invece ogni sorta di pregiudizio nei confronti dei neri, e` distrutto dal dolore e chiede pronta giustizia. Recatosi nell'appartamento del figlio legge l'ultima lettera del giovane, in cui egli accusa la societa` dei bianchi e difende i neri. James si sforza di capire il figlio. Arrestano i tre giovani di colore e uno di loro confessa di aver sparato ad Arthur: e` proprio Absalom. Kumalo si ricongiunge con suo figlio in carcere. Absalom non nega di aver sparato, sostiene pero` di averlo fatto perche' terrorizzato. Fra i due complici c'e` anche il figlio di John. Kumalo va a trovare la ragazza incinta di suo figlio e decide di prendersi cura di lei e di cercare di convincerli a sposarsi. Un giorno Kumalo si reca a compiere una commissione che gli e` stata chiesta da un compaesano e si trova faccia a faccia con James. Gli rivela di essere il padre del giovane che ha ammazzato suo figlio. Fra i due si instaura un rapporto di reciproco rispetto: entrambi stanno vivendo il peggior dramma della loro vita. Absalom viene condannato a morte, mentre il figlio di John viene assolto per insufficienza di prove. Mentre si aspetta l'esecuzione della sentenza, Kumalo torna al paese. James va a trovarlo nella sua umile chiesa. Il giorno in cui Absalom viene impiccato i due si incontrano di nuovo: James gli offre una chiesa nuova. Kumalo ringrazia, poi si incammina verso la cima della montagna. "Too Late the Phalarope" (1953) |
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