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Giuseppe Tomasi (Italy, 1896)
"Il Gattopardo" (1956) +
Il principe Fabrizio Salina regna sovrano nel suo stupendo palazzo, contornato
da uno stuolo di fedeli sudditi: il gesuita Pirrone, il cane Bendicò, la
moglie Maria Stella, le figlie Concetta, Caterina e Carolina, il figlio
Francesco Paolo, mediocre e inerte, e soprattutto il nipote Tancredi, orfano di
genitori incauti e spendaccioni, rimasto senza patrimonio, ma vispo e
coraggioso. Tutti lo trattano con rispetto e venerazione, e lui ama fare il
padrone.
Si prepara lUnità dItalia, e Tancredi decide di unirsi ai picciotti
filogaribaldini. La nobiltà trema, ma Fabrizio ha fiducia nel futuro; non
ne ha nei siciliani, da sempre schiavi di popoli invasori.
Quando Garibaldi vince e nasce il nuovo Regno dItalia, Fabrizio resta
indifferente e mantiene il suo dominio. Il primo segno di cambiamento gli giunge
quando il sindaco, don Calogero Sedara, divenuto ricco quanto lui, si presenta
a casa sua come suo pari, e quando Tancredi, rifiutando lamore di Concetta, si
fidanza con la bellissima figlia del sindaco, Angelica.
Fabrizio rifiuta di essere coinvolto negli affari del neonato Stato, mentre
Tancredi, esponente dei tempi moderni, è sempre attivo.
L'anno dopo il fidanzamento, Fabrizio ad un ballo di aristocratici intuisce la propria
decadenza e lavvento di un mondo più barbaro. Due anni dopo muore,
sereno e grandioso, espletando con somma grazia un altro dei rituali ancestrali
della sua casata.
Trentanni dopo la villa è rimasta alle tre sorelle zitelle, che sono
sospettate dalla chiesa per una cappella in cui collezionano presunte reliquie.
La chiesa le obbliga a liberarsi dei falsi, e Concetta sente il peso del
ridicolo. È finita così la grande dinastia dei Salina. Il nipote
Fabrizietto, figlio di Angelica, cresce in un ginnasio come tanti altri ragazzi.
Affresco dei costumi siciliani e della decadenza di una non civiltà
negativa eppure orgogliosa. Senso del tempo che distrugge, spirito titanico e
malinconia della morte.
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