
E vabbè, sarò strana io, ma da quanto leggo sui social sono anche in buona compagnia.
Mi riferisco all’uso di indicare l’iban sugli inviti, prima su quelli ai matrimoni, ma ora mi riferiscono anche per i compleanni!
Io personalmente lo ritengo volgarissimo, almeno in teoria l’invito dovrebbe essere “Voglio condividere con te la mia gioia, mi fa piacere la tua presenza, nulla è dovuto a parte questa”,
Che poi ognuno un regalo lo faccia va da sé, ma questa ufficializzazione di fare cassa, cioè per venire DEVI versare una somma contante (neanche la possibilità di un sacro riciclo per salvare le finanze!).
Probabile che oggi, come in passato, quando arriva un invito le famiglie meno abbienti vadano in tilt, l’invito pesi come una cartella esattoriale non rottamabile, se poi ne arrivano due è la catastrofe. Magari sono persone vicine, è d’obbligo partecipare, e mettiamoci che farebbe pure affettivamente piacere se non fosse per il problema economico. E allora che si fa, ci va un solo familiare per rappresentanza, altrimenti sembra di snobbare il festeggiato, e magari un familiare va a una di festa e uno all’altra, anche se in questo caso non si possono riciclare gli abiti (riciclabili comunque solo se sono due ambienti diversi, che so io, un familiare e un vecchio compagno d’università o un collega d’ufficio).
La festa, l’invito, a volte smettono di essere una gioia e diventano un onere, quando non proprio una mazzata tra capo e collo.
Tornando all’iban, io ritengo il chiedere, praticamente pretendere soldi, di una volgarità inaudita. Una festa dovrebbe servire a far partecipare le persone cui teniamo alla nostra gioia, non una bassa manovra per fare cassa.
Per i matrimoni, forse c’è stato un tempo – o forse ci sono stati luoghi – in cui uno organizzava quello che si poteva permettere, persino un modesto rinfresco a casa con cibo preparato a mano. Forse c’è stato un tempo quando erano i parenti più stretti quelli che si offrivano di contribuire con una somma di denaro per far sì che i festeggiati potessere organizzare qualcosa di più carino, articolato, completo, chiamatelo come vi pare.
E poi c’era il regalo. E’ vero, certi regali erano improponibili, alcuni doppi, tripli e quadrupli, ma il riciclo è sempre esistito, e risolveva il problema sia dei regali successivi sia dei doppioni.
E poi, anche ad acquistarlo, si poteva trovare un’offerta, o qualcosa che “facesse la sua figura” senza svenarsi, ma un bonifico è un bonifico e ci mancherebbe, nessuno vuole passare per pezzente.
Si usa poi che l’importo del bonifico sia proporzionato alla festa organizzata (stavo per scrivere “offerta”, ma poi ci ho ripensato, offerta un accidente, è strapagata!), e quindi una coppia fa la sparata del luogo superlussuoso, carrozza con cavalli bianchi e scenografia, e il povero invitato dovrà decidere se rivolgersi a una finanziaria, non mangiare per un mese, o in alternativa offendere con la propria assenza (ma soprattutto il proprio mancato bonifico) la persona che l’ha invitato.
Leggo su una pagina social che qualcuno sta iniziando a mettere l’iban pure sugli inviti ai compleanni.
Per me, possono pure comprarsi una tortina monoporzione e metterci sopra una candelina di rappresentanza.
Prevengo vostre eventuali critiche: non è una questione di denaro, io personalmente non ho mai riciclato un regalo, vado solo alle feste di parenti strettissimi e con questi sono ultragenerosa, perché ci tengo a partecipare in maniera concreta all’inizio della loro nuova vita o quello che sia, è il sistema che mi dà fastidio.
Per me uno dovrebbe offrire quello che si può permettere, donare quello che si sente, essere invitato per il piacere della sua presenza e andare per la gioia di essere partecipe di un lieto evento: sono una persona, un’amica, una parente, non un bancomat!
Il mio pensiero però si scontra con opinioni diverse, del tipo “Tanto il regalo ovviamente te lo fanno, tanto vale la pena togliere d’impaccio l’invitato ed evitare di ricevere regali improponibili, doppioni vari oppure semplicemente sgraditi”.
Sono andata su un sito per una ricerca e ho trovato dei consigli che mi sembrano un giusto compromesso. Tanto per cominciare, non mettere mai l’iban in bella vista sull’invito, meglio optare per un bigliettino a parte oppure una grafica discreta. Accompagnare l’iban con una frase gentile del tipo:
- “La vostra presenza è il regalo più prezioso. Se desiderate festeggiarci ulteriormente, un contributo per il nostro futuro sarà molto apprezzato.”
- “La nostra casa è già colma d’amore. Se volete farci un dono, lo metteremo nel nostro salvadanaio per i progetti futuri.”
- “I soldi non fanno la felicità, ma il viaggio di nozze sì!” (ndr, questa mi piace di meno)
Rimane il fatto che, secondo me, la donazione dovrebbe essere libera e non criticata, ognuno dovrebbe poter contribuire secondo quello che sente e che può, e per me rimane di cattivo gusto organizzare senza poterselo permettere festeggiamenti in pompa magna per poi far sapere in qualche modo all’invitato il minimo sindacale da sborsare per non passare per pezzente.
Voi che ne pensate?



