Color che ragionando andarono al fondo,
s'accorser d'esta innata libertate;
però moralità lasciaro al mondo.
Onde, poniam che di necesitate
surga ogne amor che dentro a voi s'accende,
di ritenerlo in voi è la podestate.
“Ma chi me l'ha fatto fare, fumare roccie, tirare, calare, rollare...”
Ma, acchitta acchitta, biascicando e caracollando, alla fine Cappuccino Acido si perse nel bosco senza piante. “e che cazzo di bosco è?!?!” si chiese giustamente. Ma subito ancora “ l'ho pensato o l'ho detto? Cazzo, forse era meglio mangiare sano, forse....”. E s'addormentò fiera e ipoventilata dentro una teca di cristallo che guardacaso stava proprio li dove passava. “Certo che, eh cotrec, un posto così era meglio non attraversarlo” fu l'ultimo pensiero prima di lasciarsi andare. Ora, lei faceva finta di dormire, credeva di farlo, o meglio, si chiedeva: “ma sto dormendo davvero o lo immagino solo” e poi ancora “ma l'ho detto o l'ho pensato?”. Era tutto molto difficile allora per lei.
Ecco, Cappuccino non si può certo chiamare al telefono a notte fonda e pretendere ti capisca al meglio, ma di sicuro è una brava persona. Brava fintanto non gli salgono le scimmie. Tre scimmie scalatrici e tenaci, che purtroppo, a differenza delle cugine disagiate, ci vedono ci sentono e parlano. Tre urlatrici pericolose che cacano il cazzo di brutto, per farla breve.
Disse: “sto sarcofago de vetro me sta stretto, manca l'aria, aira lac nam!...Oddio sto male, elam tsoid do!! O luna silente o cielo altero, sto male, STO MALE!!!”. E grida e rigrida che ti arrivò un principe assonnato, vagamente scocciato: “esci da li allora, porca di quella troia impunita! Non bastano i draghi, le armate delle tenebre, le singolar tenzoni e le emorroidi dal troppo cavalcare. No! Pure le urla notturne della principessa spaurita! Ma vaffanculo papà, baciami le chiappe genitore-Re: “Odi le grida nella notte oscura? Le odi figliolo? Vai ragazzo mio, vai! Salva la donzella! Falla tua! Sii eroe come io lo fui per la tua venerabile madre...” vecchio regale rompicoglioni!!“ Ma in tutto questo logorroico lamentio Cappuccino era attonita, lo guardava e non capiva: “ma chi cazzo t'ha chiamato brutto pezzo di fango infetto! Levatevi dalle palle tu e le tue fisime perverse da figlio d'una sega fuori controllo!” Il principe, che pure non era un francescano, ci rimase male, chiuse la mano a cinquina e la traslò modello valanga sulla guancia sinistra di lei che sputando qualche molare misto a bile schioccò le dita. Povero principe, le tre scimmie psicotiche furono assai contente di smembrarlo per conto terzi ma ancor di più di poter succhiare midollo osseo fresco senza rischi penali. Alle grida del giovane infatti non accorse nessuno. Finalmente Cappuccino potè tornare a rilassarsi e a tentare il contatto telepatico con il bianconiglio, che gli sfuggiva sistematicamente. Faceva il vago, il fattone salterino, gli doveva bei soldi. Erano amici un tempo, poi lui s'era perso con le carte, fra allucinazioni mistiche e miste. Con la scusa che non c'era mai tempo, che la regina di cuori era infuriata e che il cappellaio era matto, disse che s'era dato alla macchia per il bene di tutti, invece era solo perso nel tunnel. Il bastardo però non sarebbe potuto scappare per sempre...Così ghignava fra se Cappuccino pregustando lo sventrio senza anestesia del batuffolo e la cena che si sarebbe poi fatta.
Certo questa non è una storia moralizzatrice nè costruttiva. Questa è solo una storia probabile. Una storia, come dire, airot sanu, che non so bene se l'ho pensata o l'ho scritta. Le scimmie stanno salivando brutte e affamate, mi guardano, il coniglio, detto anche la merda pavida, c'ha il cellulare staccato, il principe gocciola dalle pareti, sarà una rottura di palle domani raschiarlo via, io sorseggio un dubbio caldo: chi me l'ha fatto fare di fumare roccie, tirare, calare, rollare. Cazzo, forse era meglio mangiare sano, forse.... Era meglio stancarmi dell'infinitamente piccolo, dell'infinitamente grande e dedicarmi all' infinitamente medio.
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martedì 25 novembre 2008
lunedì 5 maggio 2008
sabato 29 marzo 2008
giovedì 13 marzo 2008
NOthing IS possible (nois'thing possible)
Cosa voglio. Se lo chiedeva un signore distinto all’entrata della metro. Urlava contro il muro tutto il suo veleno per il mondo, il suo mondo, chissà quale.Li voglio tutti fuori entro stasera! La sono tutti delle merde! Falsi! Come hanno potuto estromettermi! Sto andando ora all’ aeroporto!
Non era poi così matto, aveva l’auricolare di quelli nuovi, attaccati come i cyborg dei film anni 80, col microfonino. Sono io che sto indietro, che sogno la terra e l’orticello. Sto fuori di testa, o a balconcino, ingarito, preno de demenza, infoiato perso, bruciato, incajato, del futuro conosco solo lo slang spicciolo. Comprendo il mio stato di latenza rispetto agli eventi davvero importanti, ma è che mi fanno i trabochetti.
Pensa che volevo capirci un po’ di questa politica del gruppo allo stato attuale e, tornando a casa, bramoso di attualità raccolgo il primo giornale di strada che vedo, già partendo male, che era di ieri. Ma importa poco nell’era dell’informazione veloce - a quale informazione ci arriveremo poi- così leggendo e spulciando il mio corpo leso dagli anni a disinformarmi volontariamente, che ti trovo? Niente, tutti sms informativi su cose pure interessanti ma così, i fatti fini a se stessi , non è che aiutino.
La carta digitale, ecco cosa ci vuole, manca poco ed entra sul mercato, così approfondisci in tempo reale, salti in diretta dal foglio al flusso delle informazioni.
Però ora no, non servono a niente ste notizie così - a che tipo di notizie ci arriveremo poi- Allora ricorro al metodo antico degli informatori. Chiamo Luc, il timido bibliotecario del servizio civile, sempre connesso al terminale, per esigenze personali. Gli chiedo dunque se è vero che la nostra punta di primo piano sia stata declassata a mera panchina, futura cessione. Cioè in che senso, mettono davanti quel cervo senza cervello e a lui lo spediscono in siberia?
Controlla, la talpa, e mi tira fuori l’ansa di questa mattina, chiara, esplicita, incontrobattibile: Il presidente smentisce categoricamente ogni possibilità di cessione prossima e remota dell’elemento in questione, attribuendo le responsabilità di questi equivoci a personalità occulte che a tempo debito verranno ricompensate.
Nero su bianco, la parola da internet fino a far vibrare il mio timpano e di nuovo microsegnale nel cervello. Informazione veloce e, indolore, soprattutto, è ciò che voglio, Dio dell’effimero e dell'artificiale, alleggerito della sostanza scomoda. Aria, aria tanta aria. E un po’ di fuoco per le micce.
sabato 1 marzo 2008
Solo nei sogni

-Grazie, grazie e ancora grazie a tutti voi che da anni seguite con affetto il nostro programma. Niente di nuovo all’orizzonte quest’anno. Lassù in regia, amabile come sempre, il grande Mario, insostituibile pilastro de “l’era dei dubbi”, vi guiderà ancora fra immagini e suoni familiari. E ancora un abbraccio di sincera stima a tutto lo staff tecnico, nessuno escluso, che con la sua totale abnegazione rende il nostro lavoro artistico naturale e soprattutto lineare.
Bando ai sentimentalismi però che siamo solo all’inizio e quest’oggi la scaletta è satura di vere ed emozionanti storie. Nelle prossime due ore scoprirete alcune delle verità relative che spesso ci circondano, le quotidianità nascoste di chiunque.
Ma...prima di proseguire, dura legge della tivvù, qualche minuto in compagnia degli spot, a tra poco.-
-E no è!! Così non è accettabile! .... Ma ci rendiamo conto?!? E siamo solo alla prima puntata! Com’è possibile che non siate in grado di far partire un cazzo di contributo video in tempo?! Io mi chiedo che le facciamo a fare le prove! Allora lo dite, io me ne sto a casa, comoda, invece di venire qui a perdere tempo! E va come va! Dio mio che massa di coglioni! Tu! Tu, razza di imbecille! Non avevamo detto che al mio cenno ti avvicinavi con la camera ai centralini? Zitto!! MARIO! Ma chi ce l’ha messo questo qua?!?.... ah, è uno dei migliori nel campo? Lo sai che c'è? Che tu sei un coglione peggio di lui. Ah, ma mò me so rotta è! Mò parlo con Rigotti e andate a fanculo tutt-i Bentornati all’ “era dei dubbi”, dove ai problemi che quotidianamente e naturalmente ci toccano, rispondiamo con un sorriso comprensivo. Si perché, gli affezionati lo sanno già, siamo qui per capire e migliorare. Un passo alla volta. Senza giudizi ne campanilismi. Oggettivi.
Ma entriamo nel vivo della serata. Molti ospiti illustri stasera tra cui, con nostro immenso onore, niente meno che Francois truffaut, il grande autore di pop italiano. Non dovrei dirvelo ma...
...Ci delizierà più tardi con la sua nuova canzone “nuvelvog” tratta dall'ultimo album "4hundred hits"shhh...
Ora però vorrei cominciare a parlare con Emiliano, ragazzo difficile dai trascorsi burrascosi che ha trovato la forza di andare oltre ed oggi è qui per renderci partecipi della sua incredibile esperienza. Vieni, vieni pure. Si proprio tu, caro, è il tuo momento. Mica ti mangiamo...Non cedere proprio ora, ad un passo dalla vetta…dai..vieni. Qui!
Bene, accomodati, rilassati e…raccontaci…
...
Vuoi un po’ d’acqua, magari ti tira sù? ... No? Va bene. Ho un'idea...tranquillo.
Signori vi prego di avere pazienza. Capendo bene le remore del ragazzo a lasciarsi andare credo sia meglio anticipare la pubblicità, così lasceremo il tempo necessario al timido Emiliano di ambientarsi e farsi coraggio…dai, sorridi che non è successo niente, a fra poco-oh DiomioDiomioDiomio!!
...
Ma come si fa ad invitare certa gente! Dove la trovano? Al manicomio?
Tu devi solo raccontare quello che hai già detto a milleduecento autori. Che è, non ti ricordi più le modifiche?!? Cambi ancora idea? Non ti piacciono più? Te lo hanno spiegato, non basta la tua misera storia, sono necessarie!
...No? E allora me lo spieghi qual’è il problema cazzo!! … Hai firmato un contratto!
Parla! Si può sapere che c’è che non và? Ci vuoi sabotare? Ti diverti a rovinare il lavoro altrui? Sei scemo?!?... Ma Cristo parla!!
...Cosa?
...
...Ah, tu sei il nuovo fonico…Ho sbagliato persona…ah…Che dire…Un’attimo, mi suona il telefono…si? Dottor Rigotti…salve…si…vengo subito su in regia…
...la puntata sospesa? Ma come...si, una scusa…
...come vuole…
...arrivo...-
lunedì 11 febbraio 2008
E-DANCE
Chi si è stufato delle discoteche in città o delle lunghe trasferte in automobile per passare una notte a ballare, ora ha a disposizione un alternativa incredibile che arriva, neanche a dirlo, dalla rete. Il sito Awdio (www.awdio.com) diffonde in streaming (a pagamento), dal vivo, il sound dei migliori club di tutto il mondo.Senza muoversi da casa, potrete vivere uno shock culturale dal quale è difficile uscire indenni: le bestiali notti house del Yumla di Hong Kong, l’elettro-bolliwood dello Zenzi di Bombay, il free-style elettro-jazz dello Smart Bar di Chicago, i placidi remix del Peppermint di Dubai. E ancora lo Zouk di Singapore, il Just 4 U di Dakar, il Cookies di Berlino, di cui magari non avete mai sentito parlare e dove difficilmente passerete una serata. A seconda dell'orario, si può andare a dormire all’alba nella Sonotheque di Chicago o svegliarsi al Lounge di Melbourne. Insomma un giro del mondo in dancefloor aperti 24 ore su 24. Tutto questo grazie all’ AwdioBox, un congegno piazzato nei locali che oltre alla musica riesce a cogliere, per rendere completa l’esperienza, anche il rumore ambientale dei locali. Benvenuti nella quarta dimensione del mondo delle discoteche.
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