Alea (gioco)

Alea è un antico gioco da tavolo, di perizia e dadi, predecessore del gioco della tabula, entrambi progenitori del backgammon.
Sia alea che tabula appaiono in stretta relazione con il gioco noto come Ludus duodecim scriptorum: quest'ultimo, però, prevedeva una tavola con 36 caselle (3x12 con una fila centrale), anziché 24 (2x12, con le sole file laterali), caratteristica, quest'ultima, degli altri tre giochi[1]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Sembra ci sia un nesso tra il gioco dei dadi e l'astragalomanzia. Svetonio, infatti, parlando dell'imperatore romano, Augusto,[2] riferisce:
In un'altra lettera ancora Svetonio racconta:
Scrivendo alla figlia, Augusto, le diceva:
Si sa che l'alea era molto diffusa ed era il gioco preferito dall'imperatore romano Claudio: Svetonio narra di come l'imperatore non riuscisse a privarsene nemmeno durante i viaggi, tanto da portarne un tavoliere attaccato al carro durante gli spostamenti[1].
Al pari del tabula, il gioco dell'alea andò incontro a deprecazioni e divieti ecclesiastici (canone 79 del Concilio di Elvira, Spagna, 307 d.C.; Isidoro di Siviglia, Etymologiae, XVIII)) e civili (Codice Giustinianeo, 739‑742 d.C.)[1].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 P. Canettieri, Introduzione (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2010). all'edizione del Libro de los juegos, da Knol
- ↑ Svetonio, Augustus, 70.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Paolo Canettieri, ALFONSO X EL SABIO - Il Libro dei giochi - Introduzione, edizione e commento., originariamente da Knol, con licenza licenza Creative Commons Attribution 3.0
