Vai al contenuto

Emmanuele

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Disambiguazione – Se stai cercando il nome di persona, vedi Emanuele.
Cristo Emmanuele, icona di Simon Ushakov, 1668. Secondo il Vangelo di Matteo, Emmanuele è un titolo che indica Gesù.

Emmanuele o Emanuele è un nome che compare nelle profezie di Isaia (Is 7,14[1], Is 8,8-10[2]), e che il vangelo di Matteo applica a Gesù. Significa "Dio (è) con noi" e proviene dall'ebraico Immanu'el, cioè עִמָּנוּאֵל, composto dalle parole: אל (El, che significa "Elohim") e עמנו (Immanu, cioè "con noi").

Contesto storico della profezia

[modifica | modifica wikitesto]

Il Regno di Giuda era minacciato dalla coalizione siro-efraimita e il suo re, Acaz, si appellò all'Assiria anziché affidarsi alle promesse fatte da Dio a Davide. Il testo di Isaia promette l'aiuto divino contro l'Assiria, purché i giudei si astengano dall'idolatria e dalle ingiustizie, altrimenti l'Assiria diventerà lo strumento della punizione divina.

Interpretazione ebraica

[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Giudaismo, la profezia di Isaia in Is 7,14-17[3] deve essere riferita solo a un bimbo nato durante il regno del re Acaz, al quale venne fatta la profezia. Essa perciò non si riferirebbe anche al Messia.[4] Sull'identità del bambino non ci sono certezze[5]. Secondo alcuni potrebbe essere un figlio di Acaz, ad esempio Ezechia[6], che governò il Regno di Giuda dopo di lui. Secondo i calcoli di Rashi, però, Ezechia aveva già nove anni al momento della profezia. Egli perciò suggerì che il versetto si riferisse a un figlio dello stesso Isaia.

Interpretazione cristiana

[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal vangelo di Matteo il cristianesimo ha ritenuto che la profezia di Isaia riguardasse il Messia (di cui parla Isaia in altre profezie) e il particolare rapporto di vicinanza fra Dio e l'umanità prefigurato dall'Arca dell'Alleanza e dal Tempio di Gerusalemme, ma realizzatosi completamente solo con l'Incarnazione.

Questa convinzione nasce da diversi fattori:

  • Il bambino di Isaia è descritto con un linguaggio mitico-poetico molto più ricco rispetto alle possibili figure storiche, con cui si è cercato di identificarlo;
  • La natura divina del bambino si deduce indirettamente da un passo di Isaia (Is8,8[7]), in cui il Regno di Giuda è chiamato terra di Emmanuele, benché altrove sia detta terra o eredità di Dio,[8] per cui Emmanuele sembra essere identificato con Dio o almeno col suo Messia. Inoltre nel testo ebraico di Is8,9-10[9] il profeta predice che i tranelli tesi dai nemici della Palestina saranno resi vani da Emmanuele;
  • Le caratteristiche del bimbo Emmanuele, descritte in Is9,6-7[10], sembrano di tipo messianico. Anche le benedizioni portate da Emmanuele sulla terra e descritte nel cap. 11 (Is11,1-16[11]) sono di tipo messianico.

Al di là dei risultati di questa analisi testuale, sulla quale discordano i non cristiani, la convinzione cristiana è basata sul vangelo (Mt1,23[12], che cita Is 7,14 e Mt4,15-16[13], che cita Is 8,23 e 9,1) ed è stata adottata dai padri della Chiesa, fra cui: Ireneo, Lattanzio, Epifanio di Salamina, Giovanni Crisostomo, e Teodoreto.

Anche il prologo del Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,14) afferma che il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo al genere umano (kai o Logos sarx egeneto kai eskenosen [lett. "piantò le tende"] en emin). [14][15]

Applicazione a conflitti militari

[modifica | modifica wikitesto]

Il testo letterale della profezia ("Dio con noi") e il fatto che fosse stata formulata in una circostanza di conflitto politico-militare hanno determinato la tendenza di alcuni paesi (Svezia, Prussia e Germania) a utilizzarne le parole come un'affermazione della giustezza della propria causa e perciò come una richiesta del favore divino per il proprio esercito in guerra (cfr. Gott mit uns).

Secondo alcuni biblisti, invece, l'applicazione della profezia di Isaia a Gesù, pacifico sino ad accettare la morte in croce, sarebbe stata introdotta nel vangelo di Matteo in contrapposizione agli zeloti ebrei, che nel I secolo interpretavano il Messia solo come un capo militare che avrebbe dovuto liberare Israele dal dominio romano. La vicinanza divina, cioè, non dovrebbe mai essere intesa come appoggio a una parte politica, ma solo come presenza reale nel cuore del fedele.

  1. Is 7,14, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  2. Is 8,8-10, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  3. Is 7,14-17, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  4. IMMANUEL, su Jewish Encyclopedia.
  5. Beyer, Bryan, Encountering the Book of Isaiah, Baker Academic. 2007. 76-77.
  6. Timothy D. Finlay, The Birth Report Genre in the Hebrew Bible, Mohr Siebeck, 2005
  7. Is8,8, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  8. Isaia 14:2, 25; 47:6; Osea 9:3; Geremia 2:7; 12:14; etc.
  9. Is8,9-10, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  10. Is9,6-7, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  11. Is11,1-16, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  12. Mt1,23, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  13. Mt4,15-16, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  14. nelle letture della domenica delle antecedente all'epifania questo passo concorda con Siracide 24,8: " fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele, affonda le tue radici tra i miei eletti".
  15. Florio Scifo, LOGOS. UN PERCORSO TERMINOLOGICO, in Humanitas Nova, 1º gennaio 2020. URL consultato il 4 gennaio 2026.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]