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Manfredi Talamo

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Manfredi Talamo
NascitaCastellammare di Stabia, 2 gennaio 1895
MorteRoma, 24 marzo 1944
Cause della morteuccisione da parte di truppe tedesche alle Fosse Ardeatine
Dati militari
Paese servitoItalia (bandiera) Italia
Forza armataRegio Esercito
ArmaArma dei Carabinieri
GradoTenente colonnello
DecorazioniMedaglia d'oro al valor militare alla memoria
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Manfredi Talamo (Castellammare di Stabia, 2 gennaio 1895 – Roma, 24 marzo 1944) è stato un militare italiano, Tenente Colonnello dell'Arma dei Carabinieri, vittima dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, e gli fu attribuita la medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Manfredi Talamo nacque a Castellammare nel 1895 da Francesco e Semira Cappelli.[1] A 18 anni si arruolò volontario presso la Legione Allievi di Roma e il 31 agosto 1914 conseguì la nomina di Carabiniere, intraprendendo una brillante carriera che lo porterà al grado di Tenente Colonnello. Nel mese di agosto 1915, col grado di Brigadiere, venne destinato al Battaglione RR CC presso il Comando Supremo dove partecipò alla Grande Guerra. Il 31 dicembre 1917 fu promosso Maresciallo d'alloggio ed inquadrato nella 425ª sez. Carabinieri mobilitata[2]. Nell'aprile 1920 fu promosso Sottotenente e destinato al comando del 262º Plotone RR CC, addetto al XXVI Corpo d'Armata, a Pola, ove si distinse per capacità professionale e coraggio nella cattura di tre evasi, con uno dei quali, armato di coltello, sostenne un accanito corpo a corpo; per cui ricevette la Medaglia di Bronzo al Valor Militare (17 dicembre 1920).

Dal 4 novembre 1923 conseguito il grado di Tenente, a domanda, partì per la Tripolitania, dove rimase fino al 1930, comandando la Tenenza di Jefren, dove assolse altri delicati incarichi. In tale comando fu encomiato quattro volte.

Rientrato in Italia, dal 23 novembre 1930 comandò prima la tenenza CC RR di Viterbo sino al 16 ottobre 1932 per poi essere assegnato alla Legione RR CC di Bolzano, quindi, passò a disposizione del Ministero della Guerra a Roma dal 17 marzo 1935. Assegnato al Servizio Informazioni e promosso Maggiore per meriti eccezionali nel giugno 1938 continuò a prestare la sua opera nel S.I.M. (Servizio Informazioni Militari) anche dopo il giugno 1940, data della dichiarazione di guerra.

Nel settembre 1941, fu protagonista dell'Operazione "Black code". Infiltratosi nell'ambasciata USA a Roma, riuscì ad impossessarsi delle tabelle con i codici cifrati in uso agli addetti militari statunitensi. Nel 1942, promosso Tenente Colonnello, individuò una rete spionistica tramite la quale l'Addetto Culturale dell'Ambasciata tedesca fece pervenire almeno 200 rapporti all'Addetto militare svizzero, reclutato dai Servizi britannici. Tale operazione fu talmente complessa che gli alleati nazisti si videro surclassati in casa, ed in particolar modo il Tenente Colonnello Herbert Kappler. L'Ufficiale tedesco non perdonerà mai lo smacco subito.

Dopo il 25 luglio 1943 fu chiamato a dirigere dal generale Giacomo Carboni il secondo ufficio (epurazione esercito) del SIM.

Dopo l'8 settembre 1943 rimase a Roma dove svolse attività di controspionaggio per il Regno del Sud, con la Resistenza romana[3]. Catturato dai tedeschi il 5 ottobre seguente[4] e sottoposto a torture dai nazisti durante la sua prigionia, fu poi trucidato il 24 marzo 1944 nelle Fosse Ardeatine[5]. Il suo nome fu inserito personalmente da Kappler.

Talamo è anche ricordato per aver agevolato, per quanto possibile, la liberazione di Adriano Olivetti dal carcere di Regina Coeli poiché antifascista[6]

Riconoscimenti

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L'Arma dei Carabinieri lo ha ricordato intitolandogli la caserma[7] di Roma- Ponte Salario, sede di numerosi Reparti dell'Arma, quali il Raggrupamento Operativo Speciale, il Battaglione Carabinieri "Lazio", la Scuola di Perfezionamento al Tiro. Il 153º corso allievi carabinieri ausiliari che si è svolto dal 1º maggio al 21 luglio 1990 a Torino con giuramento il 29 maggio.[8] L'Associazione nazionale carabinieri, sezione di Castellammare di Stabia è intitolata alla sua memoria[9]. Inoltre sono stati intitolati a Manfredi Talamo un piccolo largo a Roma in zona Tor de' Cenci e un viale interno alla villa comunale di Castellammare di Stabia.[10]

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria
«Nell'assolvere delicate rischiose mansioni, eccelleva per rare virtù militari ed impareggiabile senso del dovere, rendendo al Paese, in pace e in guerra, servigi di inestimabile valore. Caduto in sospetto della polizia tedesca che ne ordinava l'arresto, sopportava stoicamente prolungate torture, senza svelare alcun segreto sulle organizzazioni clandestine e sui loro dirigenti. Condotto alla fucilazione, alle Fosse Ardeatine, dava sublime esempio di spirito di sacrificio, di incrollabile fermezza, di alte e pure idealità, santificate dal martirio e dall'olocausto della vita. Fronte clandestino di resistenza dei Carabinieri. Roma, 8 settembre 1943 - 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine.»
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«"In occasione di un tentativo di evasione da parte di tre detenuti che erano riusciti a raggiungere il tetto delle carceri, con alto sentimento del dovere si recava di propria iniziativa con due dipendenti militari sul tetto stesso, ove riusciva ad arrestarne due. Veniva poscia a colluttazione con il terzo dei fuggitivi, che armato di coltello opponeva resistenza e, noncurante di poter essere colpito dal fuoco delle sentinelle, riusciva, coadiuvato dai suoi dipendenti, a ridurlo all'impotenza"»
— Pola. 262º Plotone CC.RR. R.D. 5 gennaio 1922 (B.U.CC. 1922, disp. 2^, P.117)
  1. ↑ Giancarlo Barbonetti, Oltre il dovere. I Carabinieri decorati di Medaglia d'Oro al Valor Militare., Ente editoriale per l'Arma dei Carabinieri, Agosto 2023, ISBN 9-788889-242575.
  2. ↑ M. Avagliano M. Palmieri, Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine. Le storie delle 335 vittime dell'eccidio simbolo della Resistenza., Torino, Giulio Einaudi editore, 2024, p. 533.
  3. ↑ Giancarlo Barbonetti, Oltre il Dovere. I Carabinieri decorati di Medaglia d'Oro al Valor Militare., Roma, Ente Editoriale per l'Arma dei Carabinieri, 2023, pp. 114-115.
  4. ↑ Giuseppe Governale, Accanto agli italiani, Mondadori, Milano, 2014, p. 81
  5. ↑ molto probabilmente giocò un ruolo il fatto che nel 1942 aveva scoperto in Kurt Saure, addetto culturale tedesco, un agente doppiogiochista, dimostrando una certa inefficienza dei servizi segreti tedeschi e inimicandosi così Kappler, vedi Cesare Amé. Il generale che venne dalla gavetta
  6. ↑ Antonio Spinosa, Pio XII - Un Papa nelle tenebre, Mondadori, 2004 p. 259.
  7. ↑ (IT) Google Maps, su Google Maps. URL consultato il 12 aprile 2026.
  8. ↑ ilcappalmili, Giuramento degli allievi Carabinieri ausiliari 153 corso "Manfredi Talamo" Torino 29/5/1990, 22 maggio 2018. URL consultato il 12 aprile 2026.
  9. ↑ Redirect.aruba.it, su www.stabia24.it. URL consultato il 12 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2019).
  10. ↑ villa comunale, su liberoricercatore.it (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2015).

Voci correlate

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  • G. Barbonetti (2023) Oltre il dovere. I Carabinieri decorati al Valor Militare. Ente editoriale per l'Arma dei Carabinieri, Roma. ISBN 9788889 242575.
  • M. Avagliano, M. Palmieri (2024) Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine. Le storie delle 335 vittime dell'eccidio simbolo della Resistenza. Giulio Einaudi editore, Torino, ISBN 9788806 262310.

Collegamenti esterni

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