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Miss Machine

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Miss Machine
album in studio
ArtistaThe Dillinger Escape Plan
Pubblicazione20 luglio 2004
Durata39:54
Dischi1
Tracce11
GenereMathcore
Rock sperimentale
EtichettaRelapse Records
ProduttoreSteve Evetts, Ben Weinman, Chris Pennie
The Dillinger Escape Plan - cronologia
Album precedente
(1999)
Album successivo
(2007)
Singoli
  1. Setting Fire to Sleeping Giants
  2. Unretrofied

Miss Machine è il secondo album in studio del gruppo musicale statunitense The Dillinger Escape Plan, pubblicato il 20 luglio 2004 tramite Relapse Records. È il primo album del gruppo col cantante Greg Puciato e col bassista Liam Wilson, nonché l'ultimo col batterista Chris Pennie.

Il chitarrista solista Ben Weinman e il batterista Chris Pennie erano fortemente influenzati da artisti intelligent dance music;[1][2] tuttavia, prima dell'EP del 2002 Irony Is a Dead Scene, il gruppo non riuscì a mostrare a fondo le proprie influenze elettroniche, a causa della mancanza di attrezzatura e dei limiti di tempo, e le approfondì su Miss Machine.[3] Inoltre, all'incirca nello stesso periodo in cui fu registrato l'album, il cantante Greg Puciato presenziò sul primo EP del gruppo digital hardcore Error.[4]

Per evitare di essere "etichettata", la band scelse di includere nella tracklist i brani Unretrofied e Phone Home, più vicini alla musica d'ambiente che al tipico mathcore del gruppo: difatti, inizialmente queste canzoni non erano state composte nel loro stile consueto né tantomeno per un disco dei Dillinger.[5][6]

Recensioni professionali
RecensioneGiudizio
Metacritic80/100[7]
AllMusic[8]
Drowned in Sound[9]
NME[10]
Pitchfork6.8/10
Rolling Stone
SpinB+[11]
Stylus MagazineB-[12]

L'accoglienza di Miss Machine da parte della critica fu relativamente favorevole; su Metacritic l'album ha un punteggio di 80/100, e Johnny Loftus di AllMusic arrivò a dire: "Non c'è altro da aggiungere — la nuova vera essenza del rock & roll è emersa dalle paludi del New Jersey." Andrew Racher di Brooklyn Vegan affermò che definire l'album mathcore era "troppo di nicchia" e "non gli rendeva giustizia", descrivendolo invece come "rock metallico progressivo acido nervoso avant-goth da circo".[13]

Nonostante la recensione complesivamente positiva, Pitchfork osservò che "Sebbene Miss Machine mostri i DEP in ottima forma musicale, la band sembra aver perso fiducia e direzione".[14] Rolling Stone ebbe invece un giudizio negativo, scrivendo: "a meno che non stiate cercando di cacciare un dittatore del terzo mondo dal suo palazzo barricato, farete fatica ad ascoltare Miss Machine per intero".[15]

Tracce di Ben Weinman e Greg Puciato, tranne dove specificato.

  1. Panasonic Youth – 2:27
  2. Sunshine the Werewolf – 4:17
  3. Highway Robbery – 3:30
  4. Van Damsel – 2:59
  5. Phone Home – 4:15 (Chris Pennie, Puciato)
  6. We Are the Storm – 4:38
  7. Crutch Field Tongs – 0:53 (Pennie)
  8. Setting Fire to Sleeping Giants – 3:27 (Weinman)
  9. Baby's First Coffin – 4:02
  10. Unretrofied – 5:37 (Weinman)
  11. The Perfect Design – 3:50

Tracce bonus nell'edizione giapponese

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  1. My Michelle (cover dei Guns N' Roses) – 4:07
  2. Damaged Pt. 1&2 (cover dei Black Flag) – 4:55
  • Steve Evetts – produzione, ingegneria del suono, missaggio
  • Matthew Jacobson – produttore esecutivo
  • Jesse Cannon – Pro Tools
  • Tom Shumway – assistente ingegnere
  • James Russo – assistente ingegnere
  • Alan Douches – mastering
  • Mike Watkajtys – ingegneria del suono
  • Brian Montuori – copertina e coordinamento artistico
  • Dimitri Minakakis – layout e progettazione della copertina
  1. ↑ (EN) RocknRoll Beer Guy: Episode 13 w/ Chris Pennie formerly of Coheed & Cambria & Dillinger Escape Plan, su rocknrollbeerguy.libsyn.com. URL consultato il 10 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2018).
  2. ↑ (EN) Soundwave: The Dillinger Escape Plan, su Music Feeds, 5 gennaio 2009. URL consultato il 10 luglio 2026.
  3. ↑ (EN) Dillinger Escape Plan - Interview, in Penny Black Music. URL consultato il 10 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2017).
  4. ↑ (EN) MacKenzie Wilson, Error, su AllMusic, All Media Network.
  5. ↑ (EN) Adrien Begrand, The Dillinger Escape Plan: Miss Machine, su PopMatters, 8 agosto 2004. URL consultato il 10 luglio 2026.
  6. ↑ (EN) The Dillinger Escape Plan - I like hairy pussy, su Metalrage.com, 11 novembre 2004. URL consultato il 10 luglio 2026.
  7. ↑ (EN) Miss Machine, su Metacritic, Fandom, Inc.
  8. ↑ (EN) Miss Machine, su AllMusic, All Media Network.
  9. ↑ (EN) Album Review: The Dillinger Escape Plan - Miss Machine, su Drowned in Sound. URL consultato il 23 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2015).
  10. ↑ NME, 31 luglio 2004, p. 40.
  11. ↑ (EN) Spin, settembre 2004, p. 122.
  12. ↑ (EN) The Dillinger Escape Plan, su Stylus Magazine. URL consultato il 23 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2007).
  13. ↑ (EN) Andrew Sacher, 15 Seminal Albums From Metalcore's Second Wave (2000-2010), su Brooklyn Vegan, 8 marzo 2021. URL consultato il 23 agosto 2026.
  14. ↑ (EN) The Dillinger Escape Plan: Miss Machine, su Pitchfork. URL consultato il 23 agosto 2026.
  15. ↑ (EN) The Dillinger Escape Plan: Miss Machine, su Rolling Stone. URL consultato il 23 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2007).

Collegamenti esterni

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