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Wu Ming

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Logo ufficiale del collettivo: i caratteri semplificati wú míng, che significano «senza nome».

Wu Ming è un collettivo di scrittori italiani fondato a Bologna[1] nel gennaio del 2000 dagli autori del romanzo Q. Il romanzo, pubblicato nel 1999, era ancora firmato Luther Blissett in adesione all’omonimo progetto (1994-1999). A differenza del "nome di uso multiplo" Luther Blissett, lo pseudonimo collettivo "Wu Ming" indica un preciso nucleo di persone[2].

Il collettivo

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Significato del nome

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Nella sua pagina di autopresentazione il collettivo scrive: "Come mai un nome in cinese? Dopo un quarto di secolo le ragioni, quali che fossero, non hanno più grande importanza", dopodiché rimanda ai significati del lemma 无名 nel dizionario cinese-inglese Cambridge[3]

In cinese, wu ming (無名T, 无名S, wú míngP) significa "senza nome", “anonimo”. Inizialmente il nome del collettivo conteneva un gioco di parole, perché pronunciando in tono diverso la prima sillaba si ottiene 五名S, wǔ míngP, che significa "cinque nomi". Dal 2008 Wu Ming non è più quintetto dunque il gioco di parole è caduto.

Logo utilizzato da Wu Ming dal 2001 al 2008, periodo in cui il collettivo era un quintetto. Dal 2008 al 2015 è stato un quartetto. Dal 2015 i membri sono tre.

Il fatto che Wu Ming significhi "senza nome" ha spesso generato equivoci sul presunto anonimato dei suoi membri, i cui nomi anagrafici sono invece noti[4] e riportati anche sul loro sito ufficiale[5], dove si legge:

«i nostri nomi anagrafici non sono segreti. Semplicemente, non ha senso usarli quando si scrive dei nostri libri o in vario modo ci si riferisce al nostro lavoro. Nella nostra attività letteraria e culturale, come tante e tanti prima di noi, adottiamo nomi d’arte. Nomi d’arte che fanno riferimento al progetto collettivo (Wu Ming) e sono parte essenziale della nostra poetica.»

Dal 2015 la formazione è composta da:

Ciascuno dei membri ha un nome d'arte individuale, una produzione "solista" ed una "voce" autoriale autonoma, riconoscibile dai lettori.

In passato hanno fatto parte di Wu Ming anche:

  • Wu Ming 3 (Luca Di Meo, 1964-2023, uscito dal collettivo nel 2008)[6]
  • Wu Ming 5 (Riccardo Pedrini, uscito dal collettivo nel 2015)[7]

Apparizioni e immagine pubblica

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Il collettivo Wu Ming organizza tour di presentazioni, reading musicali e incontri con i lettori e i suoi membri appaiono spesso in pubblico, ma solo ed esclusivamente di persona, "in carne e ossa". Adottano infatti la politica di non apparire in foto né in video. Nemmeno sul loro sito ufficiale sono disponibili immagini dei loro volti. Per questo motivo chiedono a lettori e lettrici di non pubblicare sui social network foto scattate durante presentazioni e reading.

Il gruppo ha spiegato questa posizione molte volte. Fra le trattazioni più approfondite, quella svolta in un'intervista rilasciata a Loredana Lipperini nel giugno 2025:

«Ci teniamo ad apparire solo in carne e ossa, il che ci porta a valorizzare al massimo e con ogni mezzo necessario i momenti di incontro faccia-a-faccia, di partecipazione fisica e condivisione di un luogo. Non un generico “spazio”: un luogo, con la sua storia, il suo senso, la sua affettività e importanza per le persone. Se qualcuno ci riconosce per la strada, non è perché ci ha visti in effigie, attraverso mediazione elettronica: vuol dire che ha vissuto con noi uno di quei momenti concreti e tangibili, e lo ha fatto col corpo insieme ad altri corpi [...] Noi abbiamo questo “pallino” del corpo, dei corpi. Senza il corpo non vai da nessuna parte, letteralmente. Tornare a fare cose insieme coi corpi è l’unico vero modo di arginare l’epidemia di solitudini, il terribile sfilacciarsi delle relazioni. Sempre più persone, prive di amicizie, passano le ore parlando con un chatbot. In questo quadro di desolazione, chi muove le terga per venire alla presentazione di un libro sta già facendo qualcosa di importante [...] Incontrare lettrici e lettori è già politico, mi spingo a dire che è già lotta. La letteratura non è politica tanto per il suo contenuto, quanto per i legami che può stabilire[8]

La ricapitolazione più recente di questa poetica e della sua importanza anche politica per il collettivo si trova nel discorso di accettazione della Targa Anser Anser, conferita al collettivo dall'Officina Roversi di Bologna nel 2025:

«Nei primi anni della nostra carriera, difendere questa “clausola di stile” era più facile. Circolavano molte meno fotocamere e videocamere. Oggi sono onnipresenti, chiunque le ha nel proprio telefono, e soprattutto si è affermata, travolgendo ogni freno inibitore, la compulsione a fotografare o riprendere chiunque, qualunque cosa, in qualunque momento, e a diramare in un baleno quelle immagini – sui social, nelle chat, chissà dove. Eppure noi cerchiamo caparbiamente di far rispettare la nostra filosofia, e quasi sempre ci riusciamo. Spesso ci chiedono: come fate? La risposta è semplice: spieghiamo. Spieghiamo il valore, anche politico, che ha per noi questa scelta. E le persone comprendono. Comprendono oggi più di ieri, e comprenderanno sempre di più, perché nell’epoca in cui si può usare il volto di chiunque per qualunque deepfake che un’app come Sora può generare in pochi secondi; nell’epoca in cui i nostri selfie vengono venduti a miliardi e usati per affinare il riconoscimento facciale e rendere più letali i droni killer… In un’epoca così, non farsi fotografare è al tempo stesso un atto di diserzione e di resistenza. O almeno, di sottrazione e di attrito.[9]
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Dal precedente progetto Luther Blissett, Wu Ming eredita una particolare posizione in ordine al diritto d'autore: diverse opere del collettivo sono gratuitamente scaricabili dal loro sito[10].

Posizione sui premi letterari

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Dopo la partecipazione – descritta come "guerriglia"[11] – con Q al Premio Strega 1999, il collettivo Wu Ming ha solitamente rifiutato candidature a premi letterari, come quella al Premio Campiello nel 2025[12], pur accettando riconoscimenti che non implicassero gare tra autori. Nel 2026 ha sintetizzato su Giap le ragioni di questa politica:

«Competizione, gare, giurie, “eliminazioni”, gamification… Tutto questo non fa per noi, e si sa pure che evitiamo cerimonie e apparizioni mediatiche. Dunque, premi et similia è raro che ne riceviamo. Ma può capitare di ricevere premi senza “vincerli”, cioè senza dover competere né mostrarsi. Sono «premi» nel senso di riconoscimenti per il lavoro fatto, non nel senso di trofei[9]

Il collettivo gestisce un suo blog, nato come newsletter, il cui nome, Giap[13], è ispirato a quello dal generale Võ Nguyên Giáp. Nelle parole di Wu Ming, "si [tratta] di un’allegoria"[14]. La spiegazione dell’allegoria è stata data nel saggio introduttivo all’opera collettanea Totò, Peppino e la guerra psichica 2.0[15]: il nome ‘’Giap’’ era inteso segnalare un cambio di strategia dal Luther Blissett Project a Wu Ming, cambio realizzato con la pubblicazione di Q. Quest’ultima era paragonata alla battaglia di Dien Bien Phu, l’attacco alla forza d’occupazione francese, ideato e condotto da Giap, che nel 1954 pose fine alla Guerra d’Indocina.

«Come suggeriscono tutti i grandi teorici della guerra, è sempre necessario scartare da una qualsiasi tattica che sia diventata prevedibile. Dopo aver costruito passo passo la rete di sentieri di montagna e tunnel intorno all'altopiano, conquistando a Blissett un peso specifico nei confronti dell'industria dell'informazione e della cultura, diventa necessario spendere tale peso e pianificare l'offensiva in grande stile […] Con l'uscita del romanzo Q nel 1999 la fama di Luther Blissett ha toccato i suoi massimi storici e si è inaugurata una seconda fase, non più necessariamente legata all'uso di questo nome collettivo, ma che apre prospettive nuove. Per dirla con il Generale Giap, l'Operazione "Q" dà l'avvio all'offensiva contro Dien Bien Phu.»

La newsletter Giap fu spedita dal 2000 al 2010, anno in cui fu trasformata in un blog, oggi sito ufficiale di Wu Ming.

Wu Ming Foundation

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Il collettivo Wu Ming fa parte di una “costellazione di progetti", la Wu Ming Foundation, che comprende "progetti artistici, culturali e politici, laboratori, gruppi d’inchiesta, collettivi”, il più delle volte nate da discussioni su Giap.[16] Le peculiari dinamiche e le strutture aperte della WMF sono divenute oggetto di diversi studi e ricerche transdisciplinari[17] e anche di un documentario[18]

Wu Ming Contingent

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Lo stesso argomento in dettaglio: Wu Ming Contingent.

Il Wu Ming Contingent (in cinese 无名军队, pinyin wu ming jun dui[19]) è un gruppo musicale punk rock italiano, formatosi a Bologna nel 2012 come "sezione musicale" della Wu Ming Foundation[19]. La band ha pubblicato due album, Bioscop e Schegge di Shrapnel, entrambi per l'etichetta Woodworm.

Nicoletta Bourbaki

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Dal 2012 al 2026 Nicoletta Bourbaki è stato un collettivo di ricerca storiografica dedito alla verifica di false notizie a tema storico e al contrasto di narrazioni riabilitanti il fascismo e il colonialismo.

Il gruppo, nato su Giap, firmava i propri interventi usando lo pseudonimo collettivo, oppure delegando singoli membri che, pur firmandosi con nome e cognome, dichiaravano l’appartenenza al collettivo. Alternando queste modalità Nicoletta Bourbaki ha pubblicato su riviste di storia contemporanea (Diacronie[20], Storie e linguaggi[21] e Zapruder[22]), collaborato con diversi periodici di informazione (Internazionale[23] e Jacobin Italia)[24] e culturali (Doppiozero)[25], preso parte a convegni accademici e scritto libri, oltre a pubblicare le proprie inchieste su Giap[26].

Nel 2022 Nicoletta Bourbaki ha pubblicato il libro La morte, la fanciulla e l’orco rosso. Il caso Ghersi: come si inventa una leggenda antipartigiana [27][28][29].

Il gruppo ha annunciato il proprio scioglimento in un comunicato apparso su Giap il 4 giugno 2026[30].

Quinto Tipo è stata una collana-laboratorio diretta da Wu Ming 1 e Pietro De Vivo per le Edizioni Alegre. Dal 2014 al 2024, anno in cui Wu Ming 1 ne ha annunciato la chiusura, ha pubblicato ventidue titoli. Prendeva il nome da una tipologia di incontri ravvicinati non presente nella classificazione dell'ufologo J. Allen Hynek: "Incontri bilaterali posti in essere tramite iniziative umane coscienti, volontarie ed attive, o tramite la comunicazione cooperativa con intelligenze extraterrestri"[31].

Quinto Tipo non pubblicava romanzi ma quelli che Wu Ming ha a lungo chiamato «oggetti narrativi non-identificati» o UNO (Unidentified Narrative Objects), ovvero

«opere che, ciascuna alla propria maniera e con approcci radicali, mettono in pratica l’idea di "non-fiction creativa", spingendo molto in là l’ibridazione [...] Esistono diverse classificazioni dei tipi testuali. La più frequente è basata sulla loro funzione, e i tipi risultano così enumerati: narrativo, descrittivo, argomentativo, espositivo, regolativo/prescrittivo, e qualcuno aggiunge il rappresentativo [...] un UNO è un’opera che passa da un tipo all’altro in modi azzardati, che producono sorpresa, spiazzamento, straniamento».[31]

La definizione era stata proposta per la prima volta nel 2000, con riferimento al libro di Wu Ming Asce di guerra, ripresa nel 2008 nel memorandum sul New Italian Epic e usata per definire opere wuminghiane come Il sentiero degli dei, Point Lenana, Un viaggio che non promettiamo breve o La Q di Qomplotto. Il «Requiem» con cui Wu Ming 1 ha annunciato la fine di Quinto Tipo contiene anche un'autocritica riguardo al concetto e al suo utilizzo:

«Concetto che doveva essere operativo, performativo, ma che non siamo, anzi, non sono mai riuscito a far capire bene. Prova ne sia che è spesso usato in modo impreciso. È frequente, ad esempio, veder definire "oggetti narrativi non identificati" libri che sono inequivocabilmente romanzi [...] Da tempo pensavo di fare autocritica su come ho introdotto e usato il concetto. Se "oggetto narrativo non identificato" è diventato un passepartout vuol dire che il concetto non era ben messo a fuoco. Non sono stato bravo a spiegarlo, anche quando l’ho spiegato meglio non sono stato in grado di far circolare il messaggio, e almeno da un certo punto in avanti l’ho dato troppo per scontato.»[31]

Altri progetti

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  • Alpinismo Molotov, associazione escursionistica e dedicata al territorio montano [32]
  • Wu Ming Lab, officina di narrazioni da cui sono nati diversi libri.
  • Melologos, «laboratorio di fonologia narrativa» con sede a Bologna, dedito ad audioproduzioni e sperimentazioni sonore.[33]

Opere principali

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Lo stesso argomento in dettaglio: Opere di Wu Ming.

Romanzi collettivi

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Romanzi solisti

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Premi e riconoscimenti

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  1. Nonostante i media spesso li definiscano "autori bolognesi", in realtà soltanto un membro del collettivo, Wu Ming 2, è nato a Bologna (Intervista a Wu Ming 2 sul settimanale bolognese "La Stefani", su lastefani.it (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2012).)
  2. Cfr. * Marco Deseriis, Improper Names: Collective Pseudonyms from the Luddites to Anonymous, Minneapolis/St.Paul, Minnesota University Press, 2015, p. 296, ISBN 978-0-8166-9487-7.. Deseriis conia il concetto di "nomi impropri" [improper names], che include due sotto-categorie: gli "pseudonimi collettivi" [collective pseudonyms], il cui utilizzo è controllato e centralizzato, e i "nomi di uso multiplo" [multiple-use names], soggetti a utilizzi "decentrati e idiosincratici". Per Deseriis "Luther Blissett" non è uno pseudonimo collettivo – com'è invece Wu Ming - ma un nome di uso multiplo. "Nome multiplo" [multiple name] è invece l'espressione usata dallo scrittore, artista e saggista inglese Stewart Home per una serie di nomi di uso multiplo – come Monty Cantsin e Karen Eliot – antesignani di Luther Blissett, usati tra gli anni settanta e gli anni novanta nell'ambito della Mail art e di avanguardie artistiche come il Neoismo, cfr.Stewart Home, Assalto alla cultura. Le avanguardie artistico-politiche: lettrismo, situazionismo, fluxus, mail art, Milano, ShaKe Edizioni, 2010, ISBN 978-88-8886-590-4.
  3. Wu Ming. Chi siamo, cosa facciamo Giap, pagina consultata il 3 agosto 2026.
  4. In occasione dell'uscita del primo romanzo, Q, quando non erano ancora conosciuti i nomi dei veri autori, diverse ipotesi furono avanzate negli ambienti letterari, tra le quali quella di una produzione firmata Umberto Eco, ipotesi che fu, peraltro, prontamente smentita. Forse per via di questo precedente, nel 1997 un pamphlet anonimo intitolato "Il nome multiplo di Umberto Eco", da più parti ritenuto una pubblicazione di estrema destra, accusò Eco di essere la mente dietro il progetto Luther Blissett, asserzione ridicolizzata tanto dall'interessato quanto dagli aderenti al progetto. Solo nel 2021 Wu Ming 1 ha rivelato che il pamphlet era a sua volta una beffa blissettiana, che KMA “stava semplicemente per Kiss My Ass” e che “il vero autore del pamphlet è un membro del Luther Blissett Project, oggi filosofo dei media, apprezzato docente in un’università tedesca e teorico del cosiddetto ‘accelerazionismo’”, cfr. Wu Ming 1, La Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema, Roma, Alegre 2021, p. 571]
  5. Che cos’è la Wu Ming Foundation, cit.]
  6. Il 16 settembre 2008 il gruppo ha annunciato l'uscita di Luca Di Meo dal collettivo, avvenuta nella primavera precedente, cfr. Un dispaccio col cuore in mano e l'anima oltre le fiamme, da Giap n. 1, nona serie, settembre 2008. Nonostante ciò, nel periodo 2011–2019 Di Meo si è a volte associato a iniziative ed eventi del collettivo, in quelle occasioni tornando a utilizzare lo pseudonimo "Wu Ming 3”. Il 31 luglio 2023 Wu Ming ha dato la notizia della morte di Di Meo, avvenuta il giorno prima "nel suo appartamento di Bologna, nove giorni dopo aver compiuto 59 anni, quindici anni dopo aver lasciato Wu Ming, quattro anni dopo l’ultimo evento insieme, quasi sei mesi dopo l’ultima seduta di chemio, ché tanto non serviva più a niente". Cfr. Wu Ming, In morte di Luca Di Meo, già Luther Blissett, già Wu Ming 3 (1964 – 2023), su Giap, 31 luglio 2023. URL consultato il 31 luglio 2023.
  7. Il 15 febbraio 2016 il collettivo ha annunciato l'uscita di Riccardo Pedrini, avvenuta nel giugno precedente.Cfr. Zeppo's Gone. Riccardo / Wu Ming 5 è uscito dal collettivo Wu Ming, su Giap, 15 febbraio 2016. URL consultato il 23 marzo 2021.. Nel maggio 2016 la scelta di Pedrini di utilizzare la firma "Wu Ming 5" anche dopo la sua uscita e “contro il parere del collettivo", ha causato polemiche e una presa di distanza da parte dei suoi ex-soci, cfr. E forse una ragione c’è. Su un libro firmato «Wu Ming 5», su Giap, 12 maggio 2016.; Con Ms Kalashnikov Wu Ming perde pezzi, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 23 marzo 2021.; Cultura, Wu Ming 5 è uscito dal gruppo: "Ora scrivo con Francesca", su la Repubblica, 12 maggio 2016. URL consultato il 23 marzo 2021.
  8. Loredana Lipperini, Come salvare l’editoria italiana? Wu Ming 1 ha un’idea, su lucysullacultura.com (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2025)..
  9. 1 2 L’Officina Roversi di Bologna ci ha assegnato la Targa Anser Anser 2025, Giap, gennaio 2026.
  10. I nostri liberi ebook. Liberi e senza DRM., su wumingfoundation.com. URL consultato il 24 aprile 2015.
  11. Vent'anni fa, la non-apparizione di Luther Blissett al Premio Strega Giap, 9 luglio 2019.
  12. Il 10 marzo 2025 Wu Ming 1 ha declinato per iscritto l'invito a partecipare al Premio Campiello col suo romanzo Gli uomini pesce: "Gentile Giuria dei Letterati, apprendo dalla casa editrice Einaudi che fra i libri presi in considerazione per il Premio Campiello c’è anche il mio Gli uomini pesce. Ringrazio per l’apprezzamento e l’attestato di stima, tuttavia non posso accettare l’invito. In virtù delle regole che disciplinano le attività del collettivo Wu Ming e la gestione della nostra immagine (intesa in senso stretto, ovvero: il nostro apparire), non potrei partecipare a nessuno dei momenti pubblici legati al premio. Viene a mancare una conditio sine qua non. Coi miei migliori auguri per il lavoro che vi attende, porgo cordiali saluti. Wu Ming 1" (Trecentonovantaquattro giorni | «Gli uomini pesce», speciale n. 10 Giap, 12 dicembre 2025.
  13. Giap, il blog di Wu Ming, su wumingfoundation.com, Wu Ming Foundation. URL consultato il 10 giugno 2014.
  14. Che cos’è la Wu Ming Foundation, cit.
  15. ‘’Seppuku! Ovvero, il piano quinquennale di un nome multi-uso’’, introduzione a Luther Blissett, Totò, Peppino e la guerra psichica 2.0, Torino, Einaudi, 2000, ISBN 9788806154110
  16. Che cos'è la Wu Ming Foundation - Giap, in Giap. URL consultato il 1º agosto 2023.
  17. "La 'factory' di Wu Ming rappresenta un esempio significativo di come la scrittura collettiva possa emergere nel panorama dei nuovi media del XXI secolo. Da un lato, i Wu Ming (come gruppo di scrittori) scrivono romanzi collettivi e poi incoraggiano i lettori ad ampliare il contenuto dei loro testi attraverso il blog Giap, inteso come una piattaforma online dove i lettori diventano scrittori di spin-off dei romanzi; dall'altro, Giap è allo stesso tempo un laboratorio di diverse scritture collaborative. Quando alcune discussioni sui contenuti dei romanzi si sono approfondite, gli utenti del blog hanno deciso di formare i propri collettivi per sviluppare i contenuti attraverso ulteriori ricerche e studi", Fabrizio Di Maio, “Wu Ming’s ‘Factory’. A Laboratory of Collective Writings through Participatory Culture and Creative Networking”, in: Beppe Cavatorta, Federica Santini (a cura di), Deconstructing the Model in 20th and 21st-Century Italian Experimental Writings, Cambridge Scholars Publishing, Newcastle upon Tyne 2019, ISBN 978-1-5275-3659-3. Cfr. anche Giuliana Benvenuti, «Autori collettivi e creazione di comunità: il caso Wu Ming», in: A. Barbieri, E. Gregori (a cura di), L'autorialità plurima. Scritture collettive, testi a più mani, opere a firma multipla, Esedra, Padova 2015, ISBN 978-88-6058-042-9; Irene Cacopardi, "Une libre fédération de collectifs : la Wu Ming Foundation", in: Les Cahiers du numérique 2022/1,2-3, 4 (Vol. 18), Cachan 2022.
  18. Armin Ferrari A noi rimane il mondo. Sui sentieri della Wu Ming Foundation, presentato al Biografilm Festival 2022 e al Trento Film Festival 2023, vincitore del Premio speciale della giuria al F.I.D.U.CI.A. Festival (festival internazionale del documentario urbano e del cinema ambientalista) 2023;
  19. 1 2 Wu Ming, Wu Ming Contingent breaks out!, su Giap, 19 settembre 2013. URL consultato il 30 marzo 2022.
  20. Tommaso Baldo, Riflessioni sulla narrazione storica nelle voci di Wikipedia, in Diacronie, n. 29, gennaio 2017.
  21. Benedetta Pierfederici e Salvatore Talia, La narrazione della storia in Wikipedia: pratiche, ideologie, conflitti per la memoria nell’Enciclopedia libera, in Storie e linguaggi, n. 5, 2019.. Atti del convegno "Testual Philology Facing 'Liquid Modernity': Identifying Objects, Evaluating Methods, Exploiting Media", tenutosi presso La Sapienza Università di Roma dal 18 al 20 aprile 2018.
  22. Lorenzo Filipaz, Wi chi? Battaglie per il sapere in rete, in Zapruder, n. 39, gennaio 2016, pp. 142-149.
  23. Nicoletta Bourbaki, La storia intorno alle Foibe, in Internazionale, 10 febbraio 2017. URL consultato il 25 novembre 2025.. Forum con interventi degli storici Federico Tenca Montini, Piero Purini, Anna Di Gianantonio, Eric Gobetti, Carlo Spartaco Capogreco, Sandi Volk e Jože Pirjevec.
  24. Luca Manucci, La smemoria collettiva, in Jacobin Italia, 10 febbraio 2020. URL consultato il 25 novembre 2025.; Luca Casarotti, Bibliografia ragionata degli attacchi all’antifascismo, in Jacobin Italia, 25 aprile 2022. URL consultato il 25 novembre 2025.; Selene Pascarella, La costruzione del mostro partigiano, in Jacobin Italia, n. 20, autunno 2023. URL consultato il 25 novembre 2025.; Luca Manucci, Il conflitto memoriale, in Jacobin Italia, 14 febbraio 2024. URL consultato il 25 novembre 2025.; Salvatore Talia, Difendere la memoria dal conformismo, in Jacobin Italia, 23 marzo 2024. URL consultato il 25 novembre 2025.
  25. Nicoletta Bourbaki, Fare storia collettivamente, in Doppiozero, 30 marzo 2023. URL consultato il 26 novembre 2025.
  26. Chi è Nicoletta Bourbaki?, su https://www.wumingfoundation.com/giap/nicoletta-bourbaki/, 3 settembre 2023. URL consultato il 30 novembre 2025.
  27. Nicoletta Bourbaki – La morte, la fanciulla e l’orco rosso - L'Indice dei Libri del Mese, su lindiceonline.com, 3 aprile 2023. URL consultato il 19 aprile 2025.
  28. “La morte, la fanciulla e l’orco rosso. Finalmente in libreria l’inchiesta storica sul caso Giuseppina Ghersi”, Giap, 14/10/2022.
  29. "Sbaglierebbe chi pensasse che la valenza militante dell’opera di Nicoletta Bourbaki si concentri nell’aver smontato i cliché della vulgata antipartigiana. La vera forza eversiva del progetto che fa riferimento a Nicoletta Bourbaki sta nella sua irriducibile dimensione collettiva. In tempi in cui domina, anche nella storiografia, la tirannide dell’io, è prezioso poter tornare alle basi dialettiche del sapere storico, che passano ineludibilmente dalla consapevolezza che i fondamenti epistemologici della disciplina necessitano del confronto collettivo, orizzontale e fecondo tra chi pratica la ricerca.”, Marco Meotto, La morte, la fanciulla e l’orco rosso, Doppiozero, 09/01/2023.
  30. Nicoletta Bourbaki: un epilogo e un commiato, su Giap, 4 giugno 2026. URL consultato il 3 agosto 2026.
  31. 1 2 3 La collana Quinto Tipo: un bilancio, un requiem e un’autocritica sul concetto di «oggetto narrativo non identificato», su wumingfoundation.com.
  32. Tra le sue iniziative, l'organizzazione di Diverso il suo rilievo, festival di tre giorni che ha avuto due edizioni nel 2017 e nel 2018, rispettivamente ad Avigliana, Val di Susa, e sull'altopiano di Macereto, versante occidentale dei Monti Sibillini. Tra gli ospiti delle due edizioni, oltre agli stessi Wu Ming, gli scrittori Matteo Melchiorre ed Enrico Camanni, il collettivo di architetti e geografi Italian Limes, l'artista e attivista Post-porno Slavina, cfr. "Diverso Rilievo 2018: il racconto della festa cosmica di Alpinismo Molotov", Radio Onda d'Urto, 14 giugno 2018.
  33. Cfr. «Radio Piemonte International, il primo podcast prodotto da Melologos. Per meglio dire: un radiodramma da Ufo 78», Giap, 03/01/2023 e «Majakovskij a Mirafiori… e alla GKN. Volodja, storia di fantasmi e lotte operaie», Giap, 03/04/2023. Melologos ha anche prodotto per la Rai dell’Alto Adige e per RaiPlay Sound il podcast Morte di un giallista bolzanino, cfr. «Morte di un giallista bolzanino su RaiPlay Sound e altre produzioni», Giap, 06/03/2023.
  34. Premi: a Wu Ming lo Stellfox Award 2022, Ansa, 11/04/2022.
  35. L’Officina Roversi di Bologna ci ha assegnato la Targa Anser Anser 2025, Giap, 12/01/2026.
  • Luca Muchetti, Storytelling. L'informazione secondo Luther Blissett (ZIP), Arcipelago edizioni, 2008, ISBN 978-88-7695-376-7.
  • Gaia De Pascale, Wu Ming. Non soltanto una band di scrittori, Il Nuovo Melangolo, 2009, ISBN 978-88-7018-719-9.
  • Giuliana Benvenuti, Il romanzo neostorico italiano. Storia, memoria, narrazione, Carocci, Roma 2012, ISBN 978-88-4306-651-3
  • Giuliana Benvenuti, «Autori collettivi e creazione di comunità: il caso Wu Ming», in: A. Barbieri, E. Gregori (a cura di), L'autorialità plurima. Scritture collettive, testi a più mani, opere a firma multipla, Esedra, Padova 2015, ISBN 978-88-6058-042-9
  • Simone Brioni, “Pratiche ‘meticce’: Narrare il colonialismo italiano ‘a più mani’” in Postcoloniale italiano: Tra letteratura e storia, ed. by Franca Sinopoli, Latina: Novalogos, 2013, pp. 89-119, ISBN 9788897339489.
  • Simone Brioni, ‘“Un pas que ma jambe se refuse à faire’: expériences collaboratives et croisement de regards sur le colonialisme italien”, in Le littératures de la Corne de l’Afrique. Regards croisés, ed. by Paola Cabot-Ranzini, Paris: Karthala, 2016, pp. 173–202, ISBN 2811114890.
  • Simone Brioni, “Rethinking Italy’s Margins Through Walking: Environmental Activism in Wu Ming 2’s Il sentiero luminoso (2016) and Giuliano Santoro’s Su due piedi (2012).” California Italian Studies 11.2 (2022), pp. 1-18.
  • Simone Brioni, “Postcolonialismo, subalternità e New Italian Epic: Intervista con Wu Ming 1”, in Subalternità italiane. Percorsi di ricerca tra letteratura e storia, ed. by Valeria Deplano, Lorenzo Mari, and Gabriele Proglio (Roma: Aracne, 2014), pp. 275–290. ISBN 978-88-548-7735-1.
  • Nicholas Thoburn, Anti-Book: On the Art and Politics of Radical Publishing, Minnesota University Press, 2016, ISBN 978-0-8166-2196-5
  • Emanuela Piga Bruni, La lotta e il negativo. Sul romanzo storico contemporaneo, Mimemis, Milano 2016, ISBN 978-88-5754-455-7
  • Zuela Maniscalco, Wu Ming: dalla fake news al romanzo «neostorico» 54, La Zisa, Palermo 2019, ISBN 978-88-3199-040-0.
  • Fabrizio Di Maio, «Wu Ming’s “Factory". A Laboratory of Collective Writings through Participatory Culture and Creative Networking», in: Beppe Cavatorta, Federica Santini (a cura di), Deconstructing the Model in 20th and 21st-Century Italian Experimental Writings, Cambridge Scholars Publishing, Newcastle upon Tyne 2019, ISBN 978-1-5275-3659-3.
  • Kate Elizabeth Wilman, Unidentified Narrative Objects and the New Italian Epic, Legenda, Oxford 2019, ISBN 978-1-7818-8819-3
  • Irene Cacopardi, De Luther Blissett à Wu Ming: Une république littéraire démocratique?, L’Harmattan, Parigi 2022, ISBN 978-23-4324-837-0
  • Armin Ferrari, A noi rimane il mondo. Sui sentieri della Wu Ming Foundation, documentario, 78’, prodotto da Altrove Films in collaborazione con Albolina Film, Kiné Società Cooperativa, 2022.
  • Irene Cacopardi, "Une libre fédération de collectifs: la Wu Ming Foundation", in: Les Cahiers du numérique 2022/1,2-3, 4 (Vol. 18), Cachan 2022.
  • Paolo Saporito, Wu Ming's Transmedia Activism: Ethical and Political Challenges to Neoliberalism, Springer International Publishing, 2024.

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