Dalla pagina su Bernhard Günter di Piero Scaruffi
(Translation by/Tradotto da Davide Carrozza)

Bernhard Günter (Germania, 1957), uno studente di Pierre Boulez (1980), è diventato il guru del minimalismo digitale subsonico, prossimo al silenzio. Scolpisce colonne sonore subatomiche che raccolgono suoni dalle crepe tra un evento quantico e il successivo.

Un Peu De Neige Salie (Selektion, 1993 - Table Of The Elements, 1996) è un'opera in cinque parti di musica concreta che manipola rumori della vita comune al punto da renderli irriconoscibili, e li trasforma in strutture fredde, oscure, monolitiche di silenzio, profondità terribili da cui emergono improvvisi scoppi sonori non identificati e udibili a malapena. (Le tracce Untitled II/92 e Untitled III/92 si fonderanno in seguito in Whiteout of Tokyo).

Details Agrandis (Selektion, 1994 - Table Of The Elements, 1999) contiene tre pezzi lunghi (dedicati a Jim O'Rourke, Richard Long, Giancarlo Toniutti), con toni altissimi e paesaggi sonori brulli e lenti. La musica è viva a malapena e collabora alla creazione di un genere "micro-sound".

Dopo Home Unspeakable (Trente Oiseaux, 1996), una collaborazione con John Duncan, e Univers/Temporel/Espoir (Trente Oiseaux, 1999), che rielaborava vecchie composizioni come Un Lieu Pareil A Un Point Effacé (1997) e The Ant Moves (1996), apparse su compilations, la natura zen impressionistica della sua arte fu svelata nei mini-album Buddha With The Sun Face/Buddha With The Moon Face (Digital Narcis, 1999) e Slow Gestures/Ceremonie Desir (Trente Oiseaux, 1999).

Brown, Blue, Brown On Blue (Trente Oiseaux, 2000), dedicato al pittore Mark Rothko, e Time, Dreaming Itself (Trente Oiseaux, 2000) sono lavori più complessi e (relativamente) vivaci, che spesso ricordano Morton Feldman.

Then Silence (Trente Oiseaux, 2001), dedicato a Morton Feldman e Luigi Nono, continua questa nuova fase di esplorazione sonora, "attiva" più che "passiva"; e Crossing The River (Trente Oiseaux, 2001) chiude questa tetralogia con un calmo oceano di frequenze criptiche, dove si aggirano modelli microtonali di due note.

Il doppio Monochrome White - Polychrome (On Line, 2001) è dedicato principalmente a Monochrome White, il cui dogma è: "usare solo spettri ad alta frequenza perché ci si sollevi dal suolo, tanto per dire... usare solo intervalli vuoti (quarte e none) ... per tenersi armonicamente fluttuanti e sospesi". Polychrome è un "remix" della stessa composizione. Un'ulteriore degradazione della stessa composizione appare sul doppio Monochrome Rust - Differential (On Line, 2002), dedicato a Morton Feldman, con Richard Chartier e Steve Roden. Günter esplora i mormorii dello spazio interiore, lasciando che i micro-eventi compongano musica subliminale sub-ambient. La musica di Günter sarebbe una colonna sonora ideale per le fluttuazioni dei quanti nel vuoto.

Particles/Waves, sullo split Japan (Trente Oiseaux, 2001) con Steve Roden, ritorna al suo originario stile iperminimalista.

Redshift - Abschied (Trente Oiseaux, 2002) contiene due composizioni, la prima un calmo e determinato studio di trame statiche, la seconda un degradatissimo pezzo da camera i cui strumenti emettono suoni a malapena.

+ Minus (Trente Oiseaux, 2004) e Message Urgent (Trente Oiseaux, 2004) sono mediocri collaborazioni con due improvvisatori. In Ataraxia (Trente Oiseaux, 2005) collaborano Günter a vari tipi di shakuhachi e Heribert Friedl ai cembali.


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