- Dalla pagina sulla Incredible String Band di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
La Incredible String Band era formata da degli hippie scozzesi di prim'ordine. Il loro album 5,000 Spirits or the Layers of the Onion (1967) introdusse la musica medievale e mediorientale nel folk-rock. Il loro capolavoro, The Hangman's Beautiful Daughter (1968), è uno mix iper-creativo di esorcismi ipnotici, rituali magici e pagani, musica indiana, ninne nanne alla Donovan e musica barocca, il tutto intriso di strumentazione esotica e canto psichedelico.
Bio:
L'Incredible String Band fu per diversi anni l'emblema delle comuni hippie
in Gran Bretagna. Suonava la musica folk che era di moda durante il folk
revival, ma la suonava con la libertà formale che era tipica della
civiltà hippie.
All'inizio a Edinburgh c'era il duo di Clive Palmer (banjo) e Robin Williamson
(chitarra), che divenne un trio intitolato Clive's Incredible String Band.
Quando i due conobbero a Glasgow Mike Heron, nacque l'album
Incredible String Band (Elektra, 1966).
L'album contiene i primi gioielli naif di
Heron (When the Music Starts to Play, Everything's Fine Right Now)
e Williamson (October Song, Womankind), entrambi improvvisati
polistrumentisti.
Palmer partì per l'India e l'ISB si ridusse al duo di Heron e Williamson.
Heron impersonava l'anima naive, gioviale e curiosa del gruppo. Il suo
apporto consisteva nel tingere di music-hall, kitsch, calypso, le visioni
esotiche, magiche e medievali di Williamson.
5,000 Spirits or the Layers of the Onion (Elektra, 1967) fu l'album che ne fece un nome di culto. Più che di un'opera musicale si tratta di una celebrazione gioiosa della civiltà hippie dell'epoca. un disco pregno di umori indiani (Chinese White) e di quarti toni (First Girl I Loved, uno dei classici di Williamson), con punte di esuberante surrealismo (Blues For The Muse), fra ninnananne filosofiche di Heron (Hedgehog Song) e visioni esoteriche di Williamson (Madhatter's Song, My Name Is Death).
Le loro eclettiche feste d'amore tribali (principale punto di riferimento degli hippie inglesi) si servivano liberamente di ogni reminescenza musicale e di ogni strumento dotato di corde, i loro inni folk sapevano un po' di coro a cappella, un po' di mantra indiano, un po' di ritornelli infantili, un po' di tropici e di cabaret, un po' di spiritual e di music-hall.
Il duo era maturo per comporre una capolavoro della statura di
Hangman's Beautiful Daughter (Elektra, 1968),
una raccolta di rituali magici, ora macabri ora pagani ora ludici,
ambientati in un mondo di streghe, minotauri, licantropi.
Questi salmi fanno leva su armonie spettrali, costruite sovrapponendo
vocali allungatissime a textures strumentali disgregate
(sitar, tablas, violino, kazoo, etc) e queste a ritmi liberi.
Ma ogni brano prende ispirazione da una tradizione diversa e l'album nel
suo insieme appare come un collage surreale di stili musicali.
Rispetto al disco precedente, le piece sono più estese, più libere e
più dense di suoni (Williamson da solo suona 15 strumenti).
La dolce Koeeoaddi There è un tenue ritornello alla Donovan con equilibrismi
vocali "tibetani" alla Buckley e cori da ballata popolare scozzese.
In Swift As The Wind il lamento nostalgico della prima voce si incrocia
con il canto libero di un'altra voce, estasi o subconscio, sogno o
allucinazione.
Marziale, epica, enfatica, Minotaur Song si fa contrappuntare, a ritmo di
clavicembalo, da un coro quasi gregoriano di bassi e voci bianche, ma nella
dizione e nella melodia ricorda piuttosto un ibrido di trovatore, di operetta
e di straniamento brechtiano.
Gli esperimenti abbondano in tutti i pezzi e talvolta sfiorano lo sgangherato
acid-folk degli Holy Modal Rounders:
danze rinascimentali e flauti arabi in Witches Hat, clavicembali ed arpe
nel barocco Waltz Of The New Moon, percussioni equatoriali e sciacquii in
Water Song, vaudeville e balli da cowboy in Mercy I Cry City.
La lunga meditazione Three Is A Green Crown è cantata, a ritmo incalzante di
sitar, con un'inflessione che ondeggia fra l'invocazione del muezzin e
la litania buddista. La grand folk suite di
A Very Cellular Song (tredici minuti) è un carnevale di travestimenti: prima un semplice
ritornello di "good night" viene ripetuto a ritmo di sonagliere e clapping,
poi il tema
centrale, un gaio intermezzo rinascimentale a ritmo sbrigliato di clavicembalo,
flauti e kazoo, procede come il corteo di un circo, con subitanei mutamenti
d'umore, ora sospendendosi nel lamento accorato di un violino tzigano,
ora assumendo le cadenze mediterranee di una chitarra e uno scacciapensieri,
e nel finale il complesso fraseggio fra un organetto e un flauto eleva la
stornellata a inno mantrico in un crescendo di percussioni indiane.
Il doppio Wee Tam and the Big Huge (Elektra, 1968) accentuò il tono da parabola biblica ma ridusse anche la sperimentazione, peraltro confermando l'eclettismo stilistico del duo, capace di svariare dalla fiaba bambinesca di Puppies al raga di Yellow Snake all'arcobaleno buffo di Douglas Traherne Harding.
L'atmosfera si distese del tutto dopo l'abbandono della cultura lisergica e l'adesione alla scentologia. Gli album divennero ottimisti, sereni, con Heron sempre nella parte del giullare (Job's Tears) e Williamson in quella del visionario (The Circle Is Unbroken e soprattutto Maya).
Changing Horses (Elektra, 1969), con White Bird e Creation (16 minuti), e I Looked Up (Elektra, 1970), con la quadriglia di Black Jack Davy, e le due lunghe suite Pictures in an Mirror e When You Find Out Who You Are, costituiscono un momento interlocutorio, povero di ispirazione. Non a caso corrispondono alla crisi storica del fenomeno hippie.
La pantomima di U (Elektra, 1970), in collaborazione con il polistrumentista e ballerino Malcolm LeMaistre, accrebbe l'importanza della parte visiva. L'album, doppio, indulgeva in toni elegiaci e imitazioni medievali, fra strumentali orientaleggianti (Elwool Suite) nenie indiane (Cutting The Strings), vaudeville operatici (Juggler's Song) e saltarelli folk (Puppet Song). Williamson era all'apice della sua creatività, come dimostrano Queen of Love, Invocation e la chilometrica suite Rainbow. Frammentato, pretenzioso e a tratti stucchevole, l'album svelava la scarsa consistenza dell'utopia comunitaria del complesso.
Nel frattempo Clive Palmer, tornato da un viaggio in India, aveva formato la Famous Jug Band, titolare di Sunshine Possibilities (Liberty, 1969), e poi la Clive's Original Band (COB), che pubblicava due pietre miliari del folk psichedelico, Spirit Of Love (CBS, 1971) e Moyshe McStiff and the Tartan Lancers of the Sacred Heart (Polydor, 1972 - Radioactive, 2005). Il sound esotico, eccentrico e malinconico del secondo, dominato dall'harmonium, rimarrà un punto di riferimento per il genere.
Dopo la colonna sonora del film Be Glad for the Song Has No Ending (Island, 1970) e dopo l'antologia Seasons They Change (1971), contenente la suite inedita Queen Juanita, l'album Liquid Acrobat As Regards the Air (Island, 1971) aprì l'ultima fase del gruppo: musica ancora incantevole e suggestiva, fatta di accorati salmi spirituali (Worlds They Rise And Fall) e di arrangiamenti preziosi (la suite Darling Belle di Williamson, che mescola musica medievale, dixieland, liturgica, etc), ma priva dell'effervescenza naif dei primi tempi. è significativo che la canzone d'apertura di Earthspan (Island, 1972) sia scritta da LeMaistre, l'orecchiabile My Father Was a Lighthouse Keeper. L'album tentava di fatto di proporre un folk-rock da classifica.
Ciò non toglie che canzoni ancora curiosamente freak come Old Buccaneer e Circus Girl, su No Ruinous Feud (Island, 1973), altro album commerciale, e un'altra lunga suite, Ithkos (1974), che occupava una facciata intera di Hard Rope and Silken Twine (Island, 1974), nonchè la Dreams Of No Return di Williamson, continuassero a tener in vita quell'arte acrobatica al limite fra canzonetta e sperimentalismo, ogni album essendo un fiabesco e visionario collage di melodie liquide intrise d'innocenza mistica e di humour malizioso.
Il gruppo si sciolse, ma
i due leader avevano già intrapreso le carriere soliste. Heron (con LeMaistre)
avrebbe semplicemente continuato l'opera dell' ultima ISB.
Mike Heron (Casablanca, 1969) e
Smiling With Bad Reputations (Elektra, 1971) furono i suoi primi e
migliori album post-ISB. il secondo si avvale della partecipazione degli Who
(in incognito), di John Cale e di Richard Thompson.
Robin Williamson si trasferì a Los Angeles e si attrezzò con una
Merry Band di strumenti ad arco per eseguire ballate celtiche di argomento
mitologico.
Myrrh (Island, 1972) non è particolarmente originale, ma
Journey Edge (Flying Fish, 1977)
è forse il suo capolavoro. Orchestrato per
arpa, clavicembalo, flauto, fisarmonica, violino, chitarra, contrabbasso e percussioni, il disco contiene
brani soavi come Mythic Time e Lullaby For A Rainy Night, riflessioni realiste come
Rap City Rhapsody e uno strumentale suggestivo come Voices Of The Barbary Coast.
Lo stile prezioso di composizione e di arrangiamento di Williamson
è altrettanto in vista su
American Stonehenge (Flying Fish, 1978).
Dopo il meno riuscito Glint At The Kindling (Flying Fish, 1979),
su Songs Of Love And Parting (Flying Fish, 1982) predomina invece il
sintetizzatore.
La Music For The Mabinogi (Flying Fish, 1983)
e la colonna sonora di The Dragon Has Two Tongues (Towerbell, 1984)
chiusero la sua stagione maggiore.
Williamson registrò molti altri album ispirati alla musica scozzese e celtica, ma tornò a pubblicare opere rilevanti solo con Wheel Of Fortune (Flying Fish, 1993), una collaborazione con John Renbourn, e con At The Pure Fountain (Pig's Whisker, 1999), un album collaborativo con Clive Palmer.
Nel 2000 Williamson, Heron e Palmer si riunirono per una nuova versione della Incredible String Band.
Dopo Seed At Zero (2000), un album di transizione, Williamson coronò una resurrezione personale e collettiva con Gonnaing the River Road (ECM, 2002), con la partecipazione dei musicisti jazz Mat Maneri e Barre Phillips.
The Iron Stone (2006) è stato un album derivativo inferiore.
Clive Palmer è morto in Cornovaglia nel 2014, dopo una lunga malattia, all'età di 71 anni.
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