- Dalla pagina sui Current 93 di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Il progetto Current 93 di David Tibet, vero nome David Michael Bunting (Batu Gajah, 1960), che spesso coinvolgeva Steve Stapleton dei Nurse With Wound, John Balance dei Coil e/o Fritz Haaman dei 23 Skidoo, era incentrato su cerimonie lugubri. Nature Unveiled (1984), la quintessenza delle messe nere tibetane, che fondeva mantra e invocazioni gregoriane, "svelava" un'ode alla sofferenza eterna, un terrificante affresco del Giudizio Universale. I suoi esperimenti sulla voce umana raggiunsero l'apice con Dogs Blood Rising (1985), un altro puzzle sonoro volto a creare atmosfere sinistre. Il nuovo corso di Tibet fu annunciato da Imperium (1987), una suite di elegie sepolcrali intrise di temi del cristianesimo medievale, ritmate dalle consuete sonorità infernali e impreziosite da strumenti rinascimentali. Questo bardo di ballate folk apocalittiche, non particolarmente musicali fino a Island (1991), cambiò direzione e adottò arrangiamenti fluidi e coinvolgenti. Il folk acustico pagano di David Tibet (che ricordava l'Incredible String Band), che difficilmente si avvicinava ai suoi esordi, sarebbe diventato un genere a sé stante.
Bio:
David Tibet è stato forse il sacerdote macabro dei più imponenti rituali occulti della storia del rock. Membro di Nurse With Wound e di Psychic TV, nel 1982 fondò i Current 93, un collettivo ispirato alle cerimonie di magia sessuale del guru Aleister Crowley ("The 93rd Current" è la definizione del culto di Thelema). I suoi principali collaboratori furono Steve Stapleton (Nurse With Wound), John Balance (Coil) e Fritz Haaman (23 Skidoo).
Le suite raccolte sulla cassetta Live At Bar Maldoror (Laylah, 1983) costituiscono uno dei primi picchi sinistri della saga satanica dei Current 93. Alone Into The Alone, di 19 minuti, continua a mixare e remixare urla infernali ed elettronica fragorosa, distorta e riverberata attraverso lo spazio galattico, che a volte ricorda Diamanda Galas e Karlheinz Stockhausen. Only Shadows Of Hooks (23 minuti) rappresenta un brano più oscuro e statico che ruota attorno a un loop di voci monastiche.
Contemporaneamente Current 93 pubblicò l'EP Ekki Er Allt Gull e la cassetta del suo amico Tiny Tim.
L'EP Lashtal (Laylah, 1983), dedicato agli esperimenti condotti da Crawley in Sicilia, fu una sorta di manifesto ideologico.
Nature Unveiled (Laylah, 1984) è la messa nera per eccellenza di Current 93, un album che sarebbe rimasto un punto di riferimento per il futuro della musica esoterica. Ach Golgota, un brano di 25 minuti, si apre con un coro di monaci e poi si dissolve rapidamente in uno spaziotempo deformato. Tibet conia una musica elettronica per voci ultraterrene in cui la dissonanza elettronica fonde invocazioni mantriche, gregoriane e teatrali. The Mystical Body Of Christ In Chorazaim, della durata di venti minuti, si apre con musica sinfonica e corale. Qui le voci si accumulano e prevalgono sulle invocazioni, e il senso del poema elettronico è un macabro viaggio attraverso un inferno traboccante di anime dannate. Questi due lunghi brani costituiscono un inno infernale all'Anticristo, alla perdizione universale e a un'apocalisse sacrilega; un'ode al dolore eterno; un affresco musicale del giudizio universale.
Tibet si è ulteriormente addentrato nella sperimentazione vocale con Dogs Blood Rising (Laylah, 1985). Christus Christus è un altro vortice alla Diamanda Galas, mentre Falling Back In Fields Of Rape, di 15 minuti, usa la musica concreta come contrappunto al kammerspiel espressionista di Tibet. La liturgia infernale si avventura nelle caverne oscure e angosciate di Raio No Terrasu, di 14 minuti (l'apice del pathos), evocando una popolazione di dannati, sacerdoti, demoni, profeti e bambini, tutti deformati e sfigurati dai riverberi e dal rumore elettronico.
Tibet ha anche registrato concerti con lo pseudonimo di Dogs Blood Order, così come documentato su 93 Presents Dogs Blood Order (Durtro, 1997).
Gli arrangiamenti divennero sontuosi, e meno toccanti, con Killkillkilly, dall'EP Nightmare Culture (Layla, 1986), e con le due suite di In Menstrual Night (United Dairies, 1986), fondamentalmente una collaborazione con Steve Stapleton. La cacofonica Sucking Up Souls non ha musica propriamente detta: solo un soprano lirico, preghiere femminili criptiche, filastrocche per bambini, sussurri, ecc.
La percussiva To Feed The Moon suona come un remix infantile di una hit dei Talking Heads.
Dawn (Mimort, 1987) era uno sterile riassunto di tecniche di loop e collage. Include una versione di 18 minuti di Maldoror Is Dead e i 14 minuti piuttosto banali di Great Black Time (un festival di campane di chiesa che si trasforma lentamente in un background estremamente dissonante per una ragazza che canta in stile medievale e per una vecchia hit dei The Mamas & The Papas).
Una nuova fase iniziò di fatto con Imperium (Maldoror, 1987), una raccolta di elegie sepolcrali recitate sullo sfondo del solito rumore infernale. Imperium è un poema sibilante di 22 minuti in quattro movimenti, permeato dai temi lugubri del cristianesimo medievale e decorato con icone sonore (flauti, liuti) del Rinascimento (primo movimento), languida elettronica cosmica (secondo movimento), droni distorti (terzo movimento) e solo chitarra acustica (quarto movimento). C'è ben poco per redimere il resto: Locust, di dieci minuti, spreca un ritmo disco sintetico; Or, di nove minuti, presenta solo tenui tastiere metalliche e rarefatte percussioni rimbombanti; e Alone, di sette minuti, ha solo un battito cardiaco di sintetizzatori. Gli arrangiamenti scheletrici sono troppo pochi per bilanciare il "super-io" prolisso e poco musicale di Tibet.
Le pubblicazioni del 1987-88 sono confuse e dilettantesche. L'artista sembra ebbro della propria dottrina, ma incapace di articolarla in musica.
Christ And The Pale Queens Mighty In Sorrow (Maldoror, 1988) includeva la recitazione di nove minuti al pianoforte di Forever Changing (una delle recitazioni più noiose dell'epoca) e The Ballad of the Pale Christ (una semplice invettiva folk con chitarra). David Tibet sopravvalutò chiaramente il valore dei suoi testi. Questi lunghi brani erano ripetitivi come la tortura dell'Inquisizione medievale. La loro unica ragione d'essere erano i testi. L'ambientazione e lo svolgimento dei venti minuti di Christ and the Pale Queens Mighty in Their Sorrow potrebbero essere intriganti se non durassero così a lungo, perché questa volta la recitazione inutile di Tibet fluttua in una nuvola di voci femminili ultraterrene, mentre delicati fischi elettronici combattono contro un orribile clangore industriale. La versione su CD include il singolo Breath And Pain Of God (1988), un brano molto più inquietante: droni elettronici subliminali, canti monacali distanti, linee di basso fluttuanti, campanelli e sonagli. Il brano Mighty in Sorrow, aggiunto su CD, è semplicemente una ripetizione di 18 minuti dello stesso accordo (più e più volte).
Il singolo Crowleymass (Layla) suona come una parodia sarcastica dei seguaci del profeta ambientata in uno stile synth-pop da cabaret.
Swastikas For Noddy (Laylah, 1987) completava la regressione verso il formato breve della canzone, nonostante tra gli ospiti ci fossero HoH (Hilmar Orn Hilmarsson, ex Psychic TV) e Boyd Rice (alias Non). Oh Coal Black Smith suona come un'imitazione amatoriale dei sermoni di Nick Cave. Tibet indossa il cappello del cantautore folk da pub in Black Flowers Please e Stair Song, vantando un'enfasi che rivaleggia con quella di David Peel, uno stile che raggiunge l'apice con gli otto minuti di demenziale canto corale di Beausoleil. Il canto è molto più intenso, spesso ispirato a canti religiosi di varie culture (Benediction, Blessing, Panzer Rune).
Il blasfemo EP Happy Birthday Pigface Christus (1993) venne pubblicato come disco natalizio.
Abbandonando le sfumature horror della sua fase "industrial", Tibet ha intrapreso un processo catartico che richiamava le radici pagane della sua terra.
Il mini-album Earth Covers Earth (United Dairies, 1988 - Free Porcupine Society, 2005), il secondo capitolo del "folk apocalittico" di Tibet, con le chitarre di Tony Wakeford (Sol Invictus) e Douglas P (Death In June), oltre alle occasionali voci di Rose MacDowell, evocava ballate folk-rock cantate come se la fine del mondo si stesse rapidamente avvicinando: Rome for Douglas P, Hourglass for Diana (un'altra recitazione con chitarra e violino, che il crescendo di violino rende quasi ascoltabile), e soprattutto l'onirica Earth Covers Earth. La versione CD aggiunge She Is Dead And All Fall Down, un'altra litania incredibilmente statica, la paradisiaca The Blue Gates Of Death - Before And Beyond Them, il cui accompagnamento principale è il canto corale di una ragazza, e la spaventosa poesia musica-concreta di venti minuti The Dreammoves Of The Sleeping King (finalmente un po' di azione).
Le due opere di folk apocalittico colmarono il divario (apparentemente drammatico) tra la comune esoterica degli anni '80 e la comune hippy degli anni '60 (in primis, l'Incredible String Band) e, musicalmente, colmarono il divario tra la musica elettronica industriale degli anni '80 e la musica folk da camera degli anni '60.
Ora che si erano allontanati dalle atmosfere magiche degli esordi, i Current 93 erano poco più che un veicolo per il folk pagano acustico di David Tibet, con la musica composta principalmente da Michael Cashmore dei Nature And Organisation.
Dopo una pausa di tre anni, comunque piena di bootleg, compilation e album dal vivo, nel 1991 Tibet aumentò il numero di collaboratori scandinavi (oltre a HoH) su Island (United Diaries, 1991), un'euforica approvazione dei metodi di produzione mainstream che Tibet tentò di sposare con la sua musica folk sognante. La fusione di percussioni tribali, archi fluttuanti e canti femminili intrecciati in Falling evocava un matrimonio tra Peter Gabriel e Nick Cave. L'ipnotica e cullante The Dream Of A Shadow Of Smoke vanta un arrangiamento squillante da cui si eleva un elegante coro femminile (probabilmente il momento più melodico della sua carriera). Il delicato madrigale neoclassico Fields Of Rape vanta pura suspense ed estasi (probabilmente il momento più toccante della sua carriera). Le tastiere scintillanti, il violino melodico e le voci multitraccia di Oh Merry-Go-Round compongono un commovente requiem. Il teatro di Tibet suona qui molto più sicuro e avvincente: recita le sue visioni nel glaciale paesaggio sonoro dissonante di Lament For My Suzanne, tra i suoni orchestrali e corali enfatici di Passing Horses, sui rombi e i brontolii strazianti di Anyway People Die, sui ritmi tribali poliritmici e le tastiere minimaliste di The Fall Of Christopher Robin. Poi, all'improvviso, Tibet salta su un palco disco per i sette minuti di Crowleymass Unveiled, che appartiene al synth-pop degli anni '80, e si lancia persino nell'esotica lounge dance di Paperback Honey. Alla fine dell'album, Tibet è diventato un vero bardo, non solo un (mediocre) attore: Fields Of Rape e Oh Merry-Go-Round sono tra le migliori canzoni di qualsiasi genere di quell'anno.
Thunder Perfect Mind (Durtro, 1992 - Jnana, 2005), con Stapleton ma non HoH, che inaugura la collaborazione con Michael Cashmore dei Nature And Organisation, contiene melodie più umili ispirate a stili antichi: The Descent Of Long Satan And Babylon di ispirazione medievale, la barocca e danzante A Song For Douglas After He's Dead, la dolce e ancestrale A Sadness Song e l'angelica When The May Rain Comes, simile a una polka.
Alcune di queste sono ormai "troppo" umili: Tibet canta (invece di recitare), ma c'è troppo poco per sostenere l'atmosfera (solo chitarra acustica e pochi secondi di strumenti orchestrali). Il bardo è epico in In The Heart Of The Wood And What I Found There, uno dei brani più brevi e probabilmente il migliore. Ritorna alla sua recitazione demoniaca ispirata al pub solo nei nove minuti di All The Stars Are Dead Now (troppo lungo e prolisso come i suoi predecessori degli anni precedenti). Hitler As Kalki, di sedici minuti, per chitarra, violino e flauto, appartiene idealmente a un altro album: una jam raga-folk-jazz-rock che sfuma il confine tra Neil Young e It's A Beautiful Day.
I testi si allontanano dall'occultismo estremo degli esordi dei Current 93 e si rivolgono a una confusa ideologia eretica cristiana, ma in definitiva a una visione più positiva del mondo.
Tibet diede un seguito a Thunder con Of Ruine Or Some Blazing Starre (Durtro, 1994), ma questo è un album dominato da elegie prive di canto e praticamente senza sviluppo musicale, solo una noiosa recitazione su uno sfondo di finta musica rinascimentale (Steven And I In The Field Of Stars, i sette minuti di The Teeth Of The Winds Of The Sea). Un arrangiamento più denso e un accenno di canto affiorano in Moonlight You Will Say e The Great, Bloody And Bruised Veil Of The World, ma è decisamente troppo poco. All'altro estremo dello spettro, i sette minuti di The Cloud Of Unknowing aboliscono praticamente l'accompagnamento, lasciando solamente una traccia di ronzio elettronico e strumenti tintinnanti.
Il mini-album Lucifer Over London (Durtro, 1994) è stato il primo lavoro a tradire un po' di rabbia e passione, pur tornando a temi infernali.
The Fire of the Mind (Durtro, 1994) è la colonna sonora delle recitazioni di James Low.
Il mini-album Where The Long Shadows Fall (Durtro, 1995), contenente l'inquietante Where The Long Shadows Fall (19 minuti) per canti femminili ripetuti e accordi di chitarra radi (rovinati dalla consueta recitazione di Tibet), è stato l'inizio della trilogia di Inmost Light.
La seconda parte fu l'album All The Pretty Little Horses (Durtro, 1996), che sfruttò la sua confusa carriera unendo la sua esperienza sia con la musica d'avanguardia che con la musica folk da camera, con Michael Cashmore a comporre la maggior parte della musica. All The Pretty Little Horsies e The Bloodbells Chime offrono fondamentalmente una versione più evocativa e toccante delle elegie parlate di Of Ruine. Il cantautore di strada riemerge brevemente in This Carnival Is Dead And Gone. Sfortunatamente, gli otto minuti di The Frolic rispecchiano maggiormente la noiosa routine di Of Ruine. Solo gli otto minuti di Twilight Twilight Nihil Nihil abbandonano ogni pretesa e si immergono in un vortice demoniaco di ronzii e voci straziate. L'apice del pathos si raggiunge nei nove minuti di The Inmost Light Itself, che sostituisce la musica concreta (principalmente un collage di voci infantili) alla musica rinascimentale di Ruine, e il cui finale è davvero straziante (i bambini sono avvolti e portati via da un vento di canti ultraterreni).
Il mediocre mini-album The Starres Are Marching Sadly Home (Durtro, 1996) ha chiuso la trilogia.
Il triplo CD Inmost Light Trilogy (Jnana, 2006) avrebbe poi raccolto l'intera trilogia: Where The Long Shadows Fall, All The Pretty Little Horses e The Starres Are Marching Sadly Home.
In a Foreign Town in a Foreign Land (Durtro, 1997) fa da colonna sonora alla penna di Thomas Ligotti. I quattro brani mostrano le abilità più segrete di Tibet.
Tibet diventa chansonnier sofisticato e mostra la sua sagacia prima nell’EP A Gothic Love Song (Durtro, 1998) e successivamente nell’album Soft Black Star (Durtro, 1998), pianoforte e lieder (per lo più parlate), accompagnate da corde e fiati, probabilmente il suo lavoro più minimale. L’autore delle musiche è il collaboratore effettivo più collaudato Michael Cashmore dei Nature and Organisation.
Calling For Vanished Faces (Durtro, 1999) è un doppio CD, antologia dell’intera carriera dei Current 93.
Sleep Has His House (Durtro, 2000) include l'omaggio di Tibet al suo defunto padre, il requiem Sleep Has His House, che consiste in soli 24 minuti di tragici ronzii, ripetuti in loop, con qualche borbottio sconsolato di Tibet. Purtroppo, il resto della raccolta è dedicato al formato preferito di Tibet: la monotona (e spesso pomposa) arte parlata con accompagnamento in stile rinascimentale. L'unico brano degno di nota è The Magical Bird In The Magical Woods, di otto minuti, per la sua surreale parte finale strumentale (Per dimostrare la sincerità del suo dolore, Tibet pubblicò l'album in edizione limitata, in una versione da collezione in vinile colorato, super costosa...).
Tibet tornò finalmente alla malefica grandezza di Nature Unveiled con la sua colonna sonora per il Faust (Durtro, 2000). La piece da 36 minuti è fondamentalmente un collage in due parti di voci trattate elettronicamente, un gradito cambiamento rispetto alle noiose recitazioni di Tibet. Nessuna musica rinascimentale, nessun ritmo, solo voci che fluttuano senza peso nello spazio.
Il singolo I Have a Special Plan for This World (2000) contiene I Have a Special Plan for This World (22 minuti) e Excerpts from Bungalow Tapes (19 minuti) e, ancora una volta, sembra rimpiangere la fase dark-ambient di Current 93.
Tibet ha riassunto la propria carriera con un gigantesco collage di tutti gli album dei Current 93, The Great In The Small (Durtro, 2001), certamente un mattone primo (anche se grottesco) nella storia della musica.
Tibet rischiò di morire nell'estate del 2000 (a causa di un'appendicite) e Bright Yellow Moon (Durtro, 2001), ufficialmente una collaborazione tra Current 93 e Nurse With Wound, avrebbe dovuto essere la "colonna sonora" di quell'esperienza.
L'inferno di Stapleton sembra prevalere sul purgatorio di Tibet in collage espressivi come Mothering Sunday (forse il pezzo forte), mentre Tibet si sfoga nelle ballate lunari Nichts, Butterfly Drops e Walking Like Shadow.
La collaborazione è particolarmente impressionante nel solenne requiem Disintegrate Blur 36 Page 03 (17 minuti), ma l'album trabocca di riempitivi e idee poco elaborate. Il folk apocalittico di Tibet è un po' un portafortuna: non appena inizia a strimpellare la chitarra e a pronunciare testi pretenziosi (e terribilmente banali) con la sua voce assonnata (e terribilmente limitata), capisci che il divertimento è finito.
All Dolled Up e Cats Drunk On Copper sono album dal vivo.
In A Foreign Town In A Foreign Land (Durtro, 1997) è fondamentalmente la colonna sonora di un racconto dello scrittore horror Thomas Ligotti e segna un ritorno al cupo rumore dei primi album dei Current 93.
La suite da 40 minuti Ares And Telos è apparsa in uno split album con Nurse With Wound (Durtro, 2002).
A Little Menstrual Night Music (United Durtro, 2003) è un remix di In Menstrual Night.
Halo (Durtro, 2004) è un album dal vivo.
How He Loved The Moon (Beta-Lactam Ring, 2005) è stato presentato come tributo a John Balance dei Coil, sebbene contenga semplicemente quattro remix di In Menstrual Night.
Il doppio CD How I Devoured Apocalypse Balloon (Durtro Jhana, 2005) documenta le esibizioni dal vivo.
Judas As Black Moth (Castle, 2005) è un'antologia su doppio disco del decennio "da camera" 1995-2004.
Dal gennaio 2005 David Tibet ha cambiato nome in David Michael.
Il primo album veramente serio dei Current 93 dal 2000, Black Ships Ate The Sky (Durtro, 2006) è costruito attorno a otto versioni dell'inno di Charles Wesley Idumea (1763), ciascuna eseguita da un cantante diverso (Cosey Fanni Tutti, Will Oldham, Antony, Shirley Collins, Marc Almond, ecc.).
Gli arrangiamenti di Tibet utilizzano chitarra (Michael Cashmore, Ben Chasny), violoncello (John Contreras), viola (William Breeze), arpa, pianoforte (Antony), armonium e tastiere elettroniche. Uno sfoggio di orchestrazione lussureggiante che non si vedeva dai primi anni '90.
Idum di Marc Almond ricorda i canti spiritual, Idum di Will Oldham suona come un requiem (quasi a cappella), ecc.
Gli altri brani di questo album tentacolare introducono una notevole varietà. Il tono apocalittico dei sermoni di Tibet è diluito efficacemente nel crescendo psichedelico di Black Ships In The Sky, nella tragica musica cerimoniale di This Autistic Imperium Is Nihil Reich (una delle poche occasioni in cui la sua passione per la musica rinascimentale ha dato i suoi frutti), e soprattutto nel vortice quasi metal di Black Ships Ate The Sky (del tutto insolito nella sua carriera). Oscilla come un fantasma intrappolato in una dimensione intermedia tra l'incantevole eden di Bind Your Tortoise Mouth e il rumoroso purgatorio di Vauvauvau (Black Ships in their Harbours).
L'EP Inerrant Rays Of Infallible Sun (Neurot, 2006 - Durtro, 2006) è uno split con il gruppo stoner-metal Om.
Aleph at Hallucinatory Mountain (Dutro, 2009) rappresentò un'improvvisa incursione nel rock da parte di un musicista che raramente aveva mostrato apprezzamento per la storia di quel genere. Affiancato da un esercito di collaboratori (Steve Stapleton, Michael Cashmore, James Blackshaw, Rickie Lee Jones, Andrew W.K. e Chavez, l'arpista Baby Dee), Tibet si trasformò in un rocker.
L'influenza di Black Ship Ate The Sky è evidente negli otto minuti di Invocation Of Almost, nei dieci minuti di Not Because The Fox Barks e negli otto minuti di On Docetic Mountain (anche se quest'ultimo ha semplicemente sostituito la musica rinascimentale con chitarre heavy metal, mantenendo però la noiosa recitazione di Of Ruine). Purroppo non è un Lou Reed e non è un Neil Young.
Baalstorm Sing Omega (Coptic Cat, 2010), terza parte della trilogia iniziata con Black Ships Ate the Sky, vede la partecipazione di Eliot Bates (oud, erbane e daf), James Blackshaw (chitarra a dodici corde, slide ed elettrica, glockenspiel e voce), John Contreras (violoncello), Baby Dee (pianoforte e organo Hammond), Andrew Liles (chitarra, basso ed elettronica), Alex Nielson (batteria e percussioni), e suona come una meditazione collettiva su temi religiosi. È forse più importante chi non compare in questo album: Cashmore, che era stato il compositore principale per quasi vent'anni. Il sound è completamente diverso da quello precedente: invece dell'hard rock, Current 93 torna alla sua fase pagan-folk, in particolar modo con la suadente ninna nanna acid-folk Passenger Aleph in Name e l'angosciante lied neoclassico con archi I Dreamt I Was Aeon. Il suo flusso di coscienza è raramente interessante. Moderate eccezioni sono i brani più teatrali, come December 1971, I Dance Narcoleptic (con organo da fiera, tamburi da circo, tuoni e voci trovate), e soprattutto Baalstorm! Baalstorm!.
Haunted Waves Moving Graves (2010) contiene due collage sonori infantili: She Is Naked Like The Water, di 37 minuti, e The Sound Of The Storm Was Spears, di 34 minuti. Autoparodia?
La sua passione per l'antica mitologia eretica cristiana permeava Honeysuckle Aeons (Coptic Cat, 2011), un'opera scheletrica alla Soft Black Stars che, purtroppo, si concentrava principalmente sulle invettive di Tibet e non abbastanza sull'accompagnamento (più intrigante) di theremin (Armen Ra) e pianoforte/organo (Baby Dee). Eliot Bates suona oud, bendir ed erbane in Cuckoo e Lily. Michael Cashmore e Steven Stapleton mancavano moltissimo. Il suo canto è una pessima imitazione del cantante dei Comus, Roger Wootton, e la sua voce parlata è così apertamente melodrammatica da sembrare un'autoparodia.
Hypnagogue (2013) e My Name Is Nearly All That's Left (2014) sono album di spoken word.
I Am the Last of All the Field That Fell - A Channel double (Spheres, 2014) vedeva la partecipazione di Jack Barnett dei These New Puritans all'organo, di James Blackshaw al basso, di Ossian Brown alla ghironda, di Nick Cave e Antony Hegarty alla voce, del pianista classico olandese Reinier van Houdt al pianoforte, di Tony McPhee alla chitarra, di Jon Seagroatt dei Comus al clarinetto basso e al flauto, di Carl Stokes alle percussioni, di John Zorn al sassofono, ecc.
Raramente un talenti assortimento di talenti è stato sprecato per il gusto di trasformare in musica una recitazione così sconclusionata e monotona (non proprio cantata). A volte, il goffo mix di accompagnamento strumentale è così poco coeso da far sospettare che sia stato registrato in luoghi diversi e in momenti diversi. The Invisible Church ha la qualità di un jazz lounge notturno e I Remember The Berlin Boys ha il sapore marziale di un fumoso cabaret tedesco degli anni '20. I nove minuti di Those Flowers Grew smussano il crescendo della sua declamazione con pianoforte marziale, batteria tesa, chitarra distorta e sassofono dissonante. Vorremmo che Tibet tacesse così da poterci concentrare sui cori femminili, sul piano anemico e sul feedback di chitarra di Kings And Things, o sul lavoro pianistico di With The Dromedaries, o sul contrasto tra flauto pastorale e chitarra gigantesca in The Heart Full Of Eyes. Gli otto minuti di And Onto PickNickMagick, concepiti come un struggente kammerspiel, sono i peggiori, con poco pianoforte e chitarra a giustificare la narrazione infinita. Persino la recitazione di Nick Cave in I Could Not Shift the Shadow ostacola un duetto sommesso di pianoforte e sassofono. Quando Antony Hegarty intona il madrigale per pianoforte in stile rinascimentale Mourned Winter Then, sembra una boccata d'aria fresca.
Tibet è tornato allo stile dark-ambient dei vecchi album dei Current 93 quando ha pubblicato un'antologia di storie horror e ne ha composto una sorta di colonna sonora: The Moons at Your Door (2015) e poi The Stars on Their Horsies (2018) sono collage sonori che uniscono musica concreta e musica ambient.
Alasdair Roberts (Appendix Out), Ben Chasny (Six Organs of Admittance), Michael York (cornamuse, fischietto, duduk, campane), Andrew Liles (chitarra elettrica ed elettronica), Reinier Van Houdt (pianoforte elettrico, synth e basso), Rita Knuistingh Neven (pianoforte e organo) e Aloma Ruiz Boada (violino) hanno aiutato Tibet a dar forma a The Light Is Leaving Us All (The Spheres, 2018), una raccolta di semplici canzoni popolari pagane, alcune ispirate a danze medievali (The Policeman Is Dead) e altre a quelle celtiche (The Kettle's On). Per apprezzare il tintinnio ipnotico dello xilofono di 30 Red Houses, dobbiamo tollerare una quantità infinita di musica sdolcinata. Come al solito, c'è troppa recitazione e troppo poca musica.
Mirror Emperor (2018) è nato dalla collaborazione con Zu.
Tibet ha remixato parte della musica dei Current 93 per creare la colonna sonora di una delle sue installazioni artistiche, Invocations of Almost (2019), un'altra avventura nella musica dark ambient.
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