- Dalla pagina su Jim O'Rourke di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Jim O'Rourke (Chicago, 1969), chitarrista degli Illusion Of Safety, introdusse nel rock un concetto astratto di musica che traeva ispirazione da artisti del calibro di John Cage, Karlheinz Stockhausen, Anthony Braxton e Derek Bailey. Le improvvisazioni per chitarra "preparata" di Remove the Need (1989), il rumore ambient/industrial di The Ground Below Above Our Heads (1991), la musica da camera manipolata elettronicamente di Tamper (1991), la musique concrete dei monumentali Disengage (1992) e di Scend (1992), il caotico free-noise di Terminal Pharmacy (1995) rivelarono una delle menti più eclettiche, visionarie e radicali del decennio. br/>Il suo primo tentativo in uno stile più accessibile fu Brise-Glace, una collaborazione con altri luminari di Chicago, che diede vita al mix ambient di jazz, rock e dub di When In Vanitas (1994). La furia sperimentale di O'Rourke si placò con gli omaggi alla "primitive guitar music" di John Fahey in Happy Days (1997) e soprattutto in Bad Timing (1997). Poi, improvvisamente, si reinventò nella tradizione del pop orchestrale e dell'easy listening con Eureka (1999).
Bio:
Jim O'Rourke (Chicago, 1969) è stato per tutti gli anni '90 un faro della musica d'avanguardia,
rock e non, anche se forse non sempre la sua sperimentazione ha sortito
risultati di grande rilievo artistico.
Il suo genio rinascimentale si è espresso anche (e forse soprattutto)
attraverso innumerevoli collaborazioni.
Laureato in composizione, esordì giovanissimo (classe 1969) registrando
nello spazio di pochi anni decine di lavori d'avanguardia che si ispiravano
tanto a John Cage e Karlheinz Stockhausen quanto a Anthony Braxton e Derek Bailey.
Come musicista rock la sua carriera cominciò
negli Elvis Messiahs, di cui uscirono due cassette:
The Messiahs Dead (Sound of Pig, 1989) e
The Elvis Messiahs EE (Sound of Pig, 1988).
Poi ebbe inizio la sua lunga partecipazione agli
Illusion Of Safety, che si protrasse fino al 1994
attraverso quattro cassette e cinque album.
Finalmente accreditati soltanto a O'Rourke, la cassetta
Remove the Need (Complacency, 1989)
e il CD Remove the Need (Extreme, 1993)
contengono improvvisazioni dal vivo per
"chitarra preparata" (l'analogo del "piano preparato" di Cage).
Le due registrazioni hanno lo stesso titolo ma contengono materiale diverso.
Le cassette Some Kind Of Pagan (Sound Of Pig, 1989), It Takes Time To Do Nothing (Audiophile, 1990) e Secure On The Loose Rim (Sound Of Pig, 1991) sono rilevanti più che altro come esempio di quanto O'Rourke metta a dura prova la pazienza del suo pubblico. In questi nastri non fa altro che sperimentare con i suoni della chitarra, mescolando saltuariamente anche rumori trovati e suoni della natura.
Il debutto su vinile, The Ground Below Above Our Heads (Entenpfuhl, 1991), è composto soltanto da due facciate di suoni/rumori ambientali/industriali.
Il successivo Tamper (Extreme, 1991 - Drag City, 2008) raccoglie tre lavori elettroacustici per violini, violoncelli, clarinetti e percussioni manipolati elettronicamente (Spirits Never Forgive, He Felt The Potent Memory, Ascend Through Unspoken Shadow).
La sua opera più monumentale è il doppio Disengage (Staalplaat, 1992), contenente due lunghe composizioni in più movimenti: Mere e A Young Person's Guide To Drowning.
Il primo movimento della prima è un semplice drone che inizia al di sotto della frequenza dell'udibile e, mentre matura, si trasforma in una cascata di toni angelici solo per decadere di nuovo in un sottile filamento di rintocchi metallici. Il secondo movimento documenta un'altra metamorfosi di un drone, prossima all'assoluto silenzio nei suoi ultimi dieci minuti. Il terzo movimento è più di un drone metabolico: sembra una melodia orchestrale mutilata. Come compositore di minimalismo dronico, O'Rourke è un po' inesperto e di certo non troppo originale. A Young Person's Guide To Drowning è molto più interessante perché il drone non solo si evolve ma anche irrompe in un tono digitale pulsante che va rapidamente fuori controllo. Questa musica concreta (...sembra manchi un pezzo...) La sua seconda parte vanta il drone più brullo dell'album, e subisce anche un processo disturbante di decomposizione, come il crepitio di un cadavere in putrefazione, o un ratto che scava la sua tana, mentre una solenne linea di violoncello sorge su questa landa desolata come un sole.
Tomorrow Knows Where You Live (Victo, 1992) e Acoustics (Victo, 1994) sono raccolte di duetti con l'altro chitarrista d'avanguardia Henry Kaiser.
La cassetta Neuro Eco Media (Nux, 1992) e New Kind Of Water (Charnel House, 1993) sono dei duetti di chitarra improvvisati con Kazuyuki Null dei Zeni Geva.
Scend (Divided, 1992) è composto da due lunghe suite che usano metodi della musica "concreta" per costruire musica ambientale. L'EP Rules Of Reduction (Metamkine, 1993) perfeziona questa tecnica.
Veil Of Tears (Matchless, 1994) e Sphyx Aeroplane (Matchless, 1994) sono album con Organum.
Third Straight Day Made Public (Complacency, 1994) sono duetti con il batterista Eddie Prevost registrati dal vivo fra il 1990 e il 1993.
Use (Soleilmoon, 1994) è musica di sottofondo, registrata perchè altri musicisti ne facciano l'uso che credono.
Molti di questi lavori sono confusi e approssimativi, denotano un cervello in fibrillazione che vuole cogliere ogni occasione che gli si presenta per mettere in pratica una nuova idea. I primi due sono, tutto sommato, quelli in cui l'enfant prodige ha dato il meglio di sè. Le opere di improvvisazione alla Bailey sono forse stucchevoli (e un po' anacronistiche); quelle di musica concreta non sono forse degne di stare al fianco di quelle storiche di Schaeffer e Henry; ma O'Rourke è oggi uno dei più audaci sperimentatori sulla forma canzone, capace di immettervi senza batter ciglio le armonie più complesse e radicali.
Una delle sue apparizioni più convincenti è stata quella nei
Brise-Glace, al fianco di Dylan Posa (chitarrista dei Flying
Luttenbachers), Thymme Jones (batterista degli Illusion Of Safety), Darin Gray (bassista dei Dazzling Killmen) e Kevin Drumm.
Jam come Restrained e One Syntactical
Unit (venti minuti), sull'album When In Vanitas (Skin Graft, 1994),
riflette il retroterra jazz dei collaboratori, ma a farla da padrone in
Neither Yield Nor Reap e soprattutto nel finale terrificante di
One Syntactical Unit sono ancora le subdole alchimie cacofoniche di O'Rourke.
E' questa forse l'opera in cui O'Rourke meglio riesce a spiegare la sua
filosofia sonora all'incrocio fra jazz, rock, industriale e ambientale.
In contemporanea era uscito anche un singolo accreditato agli stessi Brise-Flace,
In Sisters All And Felony/ Angels on the Installment Plan (Skin Graft, 1994).
Dal 1994 O'Rourke fa anche parte del complesso rock Gastr Del Sol. O'Rourke collabora anche ai Mimir con Ka-Spel dei Legendary Pink Dots.
Le due suite di Terminal Pharmacy (Tzadik, 1995) sono fra le sue composizioni più radicali: Cede, per trombone, clarinetto, basso e campionamenti, è un ardito collage di mezz'ora di accordi appena udibili, orchestre, fisarmonica e rumori "trovati" (Cage, Stockhausen, Coltrane, Mnemonists, Negativland); Terminal Pharmacy (otto minuti) è un caotico e cacofonico accumulo di "versi" atonali di violoncelli, violini, fisarmoniche e flauti.
Slow Motion (For 4 Ears, 1995), Table Chair and Hatstand (For 4 Ears, 1997) e Weighting (For 4 Ears, 1998) sono ancora improvvisazioni, questa volta in coppia con il percussionista jazz Guenter Mueller.
Il progetto Yona-Kit (Skin Graft, 1995) è la continuazione dei Brise-Glace (Jones, Gray più Null al canto), ma con uno stile meno avventuroso
e tutto sommato banale.
Apice del disco vorrebbe essere la "jam"
Slice of Life (23 minuti), ma è soltanto la ripetizione ad libitum di un riff.
Whelm (Touch, 1995), accreditato a Indicate, ovvero lui e Robert Hampson (dei Main).
Per quanto più colto e conturbante del suo omologo californiano, Boyd Rice, anche O'Rourke ne ripete spesso i vizi.
O'Rourke ha seguito per qualche tempo Thompson (Red Krayola) nel suo pellegrinaggio.
Il suo lavoro alla chitarra si può ammirare in due album dei Red Krayola: Amor and Language (Drag City, 1995) e Hazel (Drag City, 1996).
Happy Days (Revenant, 1997) è un assolo di chitarra di 49 minuti dedicato a John Fahey e Tony Conrad, e rappresenta un altro picco della sua incostante carriera. Inizia con ticchettii di chitarra che lentamente si trasformano in una delicata melodia blues. Il sibilo di sottofondo diventa sempre più forte, turbinando e contorcendosi fino a diventare un drone assordante con una frequenza più aspra. Il rumore continua ad aumentare, come se diversi droni si sovrapponessero. L'atmosfera rilassante dell'inizio viene completamente stravolta da una colossale cacofonia. Improvvisamente il rumore si placa e la melodia blues ritorna come se nulla fosse accaduto: era rimasta sepolta sotto il rumore per tutto il tempo.
Bad Timing (Drag City, 1997) è un altro delizioso tributo alla "musica primitiva per chitarra" di John Fahey: quattro suite per chitarre acustiche e ensemble da camera che esplorano il territorio tracciato dagli epici album di Fahey dei primi anni '70, a cavallo tra la musica country e la trance indiana.
Therès Hell In Hello si apre con un tema di chitarra arioso e solare, tutto fingerpicking rustico e strumming melodico alla Leo Kottke. Poi, all'improvviso, tutto ciò che ne rimane è un cupo brontolio subsonico del basso. Lentamente, un intreccio di morbide note di pianoforte e droni d'organo avvolge la realtà come una nebbia magica.
Di nuovo, 94 The Long Way si apre con calmi accordi folk, per poi sciogliersi in una languida jam acid-rock. All'improvviso, la situazione si trasforma in un crescendo esuberante, con un'intera band che si unisce a lui (pianoforte, fisarmonica, corno francese, trombone, tromba), tutti strumenti che ripetono la stessa semplice melodia.
Torniamo al punto di partenza con l'inizio di Bad Timing, con la chitarra che si accontenta di strimpellare un tema semplice, ma presto il tema viene rallentato e ripetuto in modo minimalista, e alla chitarra si uniscono altri strumenti, in particolare una fisarmonica e un organo i cui timbri ora lo fanno sembrare un canto natalizio, e poi tutto esplode in una dolce coda orchestrale alla Tubular Bells di Mike Oldfield.
Happy Trails capovolge infine lo schema: inizia con un drone rumoroso e poi adotta il country picking e poi, all'improvviso, si trasforma in una vivace fanfara Dixieland con chitarra hawaiana.
Questo album è una sorta di miracolo: una dichiarazione artistica complessa e audace, divertente e godibile. Nella tradizione di John Fahey, precisamente.
Molto probabilmente, Bad Timing rimarrà il capolavoro di O'Rourke.
A quanto pare, questo album ha segnato anche la fine di una fase (e forse di un'era), poiché O'Rourke si sarebbe presto dedicato a una musica più convenzionale.
Collaborazioni più illustri destabilizzano la discografia di O'Rourke: Fear No Fall (Lowlands, 1998), con Toshinori Kondo, Zeena Parkins, David Shea, Dirk Wachtelaer; Clouds (Victo, 1998), con Lee Ranaldo, Gianni Gebbia, William Hooker; Xylophonen Virtuosen (Incus, 1999), con Mats Gustafsson.
Come eminenza grigia del post-rock, Jim O'Rourke ha suonato in alcuni degli album più avventurosi del genere, tra cui capolavori di Gastr Del Sol e Brise-Glace.
Lasciato a se stesso, si è dedicato a difficili opere di musica d'avanguardia che gli hanno fatto guadagnare pochissimi fan, sebbene almeno il monumentale Disengage si distingua come uno dei manifesti ideologici del post-rock.
Eureka (Drag City, 1999) segna una svolta sorprendente, con l'enfant terrible che propone il suo lavoro meno impegnativo di sempre, intriso della tradizione del pop orchestrale e dell'easy listening. Gli arrangiamenti barocchi ricordano il Van Dyke Parks ai suoi albori. Il manifesto del nuovo corso è il Prelude To 110 Or 220/Women Of The World di nove minuti, una cover del delicato classico di Ivor Cutler, che suona come una vignetta country alla Leo Kottke per steel guitar accompagnata da una ninna nanna fiabesca (cantata da O'Rourke). O'Rourke suona il basso, il pianoforte e il sintetizzatore; Fred Lonberg-Holm il violoncello e Julie Pomerleau la viola. Il progetto scivola spesso in modalità easy-listening (Ghost Ship In A Storm è una ballata soul per cocktail lounge, Something Big è una bossanova leggera per feste yuppie). Il canto rovina il delicato arazzo jazz di Movie On The Way Down per orchestra da camera (Rob Mazurek alla cornetta, Jeb Bishop al trombone, Bob Weston alla tromba, Julie Pomerleau al violino, Glenn Kotchke alla batteria e lo stesso O'Rourke al basso, al pianoforte e al sintetizzatore), che altrimenti sarebbe un gioiello di pittura sonora astratta. Quando O'Rourke tace, la musica ha più spazio per respirare: pianoforte, violoncello, vibrafono e viola creano un paesaggio sonoro cromatico in Through The Night Softly prima che il sassofono intoni la sua melodia sonora e un ritmo blues lo spinga in una danza barrelhouse. Dopo che la voce introduce un leitmotiv, il resto di Eureka è una fanfara funebre per fiati, chitarra ed elettronica che lentamente si disintegra. L'idea era audace, ma i risultati sono stati, nella migliore delle ipotesi, contrastanti.
I brani dell'EP Halfway To A Threeway (Drag City, 2000) sembrano degli avanzi dell'album: stesso stile, stessi pro e stessi contro.
Un'improvvisazione di 41 minuti di Tony Conrad, Arnold Dreyblatt e Jim O'Rourke (questi ultimi due sia agli archi che all'elettronica) è documentata su Tonic 19-01-2001 (gennaio 2001).
Insignificance (Drag City, 2001) prosegue il programma di Eureka, seppur con meno ispirazione, con O'Rourke, circondato da una banda di veterani (tra cui Jeff Tweedy dei Wilco alla chitarra, Rob Mazurek dei Chicago Underground alla cornetta e Ken Vandermark al sassofono), che propone una serie di dolci canzoni rock. Immaginate una collaborazione tra Lou Reed e Billy Gibbons degli ZZ Top che interpretano Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd (All Downhill From Here), o Elton John che oscilla tra pop e bossanova (Insignificance), o un David Byrne meno nevrotico che gioca con i ritmi brasiliani (Memory Lame), o Elvis Costello che massacra un'aria di Burt Bacharach (Get A Room).
È significativo? Beh... forse il titolo dell'album è stato scelto apposta.
Particolarmente deludente è il fatto che il genio di O'Rourke per gli arrangiamenti sia in gran parte inesplorato. Da una distrazione leggera come questa, ci saremmo aspettati almeno qualche interazione strumentale originale e intrigante. Invece, tutto ciò che otteniamo è un suono morbido e sottile che difficilmente ispira il recensore. Questa semplicità si rivela efficace nei brani più semplici, le ninne nanne folk Good Times e Life Goes Off, che presentano O'Rourke nel ruolo più tradizionale, ma non riescono a ravvivare i brani più ambiziosi. In All Downhill From Here O'Rourke ci invita a “Non credere a una parola di ciò che dico”.
Lo stesso motto sembra applicarsi all'estetica di questo album, un'opera che è un confuso esercizio di mimetizzazione stilistica.
I'm Happy And I'm Singing (Mego, 2001) contiene tre lunghe improvvisazioni per tastiere elettroniche e computer. Si tratta di un minimalismo banale che qualsiasi fan della ripetizione giocosa di Terry Riley (1,2,3,4), della variazione graduale di Steve Reich (I'm Happy) e di entrambi (I'm Singing) riconoscerebbe come una goffa imitazione di qualcosa che esisteva già trent'anni prima. O'Rourke si lancia su ogni possibile carrozzone, sperando che i critici ingenui avallino il suo eclettismo come geniale. La sua curiosità è genuina, ma il suo talento è dubbio. I risultati non sono certo rivoluzionari, né entusiasmanti. Come la maggior parte degli artisti prolifici, O'Rourke non ha molto da dire. Saltando da un carrozzone stilistico all'altro, O'Rourke sta rapidamente diventando un fallimento artistico dalle mille sfaccettature.
Il disco doppio Long Night (Streamline, 2008) contiene 150 minuti di droni, l'esperienza (o tortura) definitiva di "deep listening".
O'Rourke suonò tutti gli strumenti (chitarre, trombone, batterie, piano,
banjo, clarinetto, violoncello, e così via) nella piece di 38 minuti di The
Visitor (Drag City, 2009), uno dei suoi culmini artistici. Prende in
prestito qualcosa dal flusso di coscienza folk per sola chitarra di John Fahey, qualcosa
dall'originale estetica disfunzionale del post-rock, qualcosa dalla
easy-listening orchestrale, qualcosa dalla musica new-age per solo piano, e,
ultimo ma non ultimo, qualcosa dall'arte collagistica per il modo sconnesso in
cui tutto viene assemblato e rigurgitato. A metà del pezzo O'Rourke intruglia
un'improbabile musica jazz e country simulando (da solo) una combo di veterani.
Suona un po' amatoriale e pretestuosa quando diventa musica da camera, e
O'Rourke non è granché a suonare la chitarra, ma i contrasti stilistici sono
deliziosi e forse metaforici. Tutto sommato, una Valentyne Suite degli
anni 2000.
Il doppio disco Senso (Ecstatic Peace, 2009) documenta una collaborazione live con White Out e Thurston Moore del dicembre del 2004. Contiene due pezzi da 40 minuti: Fear Of Fear (Of Fear) e The Eyes The Mouth.
Two Nice Catholic Boys (Family Vineyard, 2009) e Are You Going To Stop... In Bern? (december 1997 - 2010) documenta una collaborazione tra Loren Mazzacane Connors e Jim O'Rourke.
Bloomington Indiana/ Autumn (Streamline, 2009) contiene due lunghe improvvisazioni: Bloomington Indiana (17:56) con Lee Ranaldo e Christoph Heemann (of Hirsche Nicht Aufs Sofa fame) e Autumn (17:09)solo con Christoph Heemann.
All Kinds Of People (AWDR, 2010) fu il suo tributo al pop muzak di Burt Bacharach.
Collaborò con il sassofonista jazz svedese Mats Gustafsson parecchie volte: Parrot Fish Eye (ottobre 1994), Xylophonen Virtuosen (settembre 1999), Unreleased? (2010), Shinjuku Growl (Smalltown Superjazzz, 2010) e One Bird Two Bird (Editions Mego, 2011), in cui c'era anche Masami Akita (Merzbow).
Old News #5 (2011) raccoglie vecchi lavori per sintetizzatore e registrazione (tape): Pedal And Pedal (di sedici minuti), Detain The Man To Whom (di 20 minuti), la sessione in studio di 19 minuti di studio di It's Not His Room Anymore, e Mother and Who (di sedici minuti).
Indeed (2011) è un duetto tra Oren Ambarchi e Jim O'Rourke. Behold (Mego, 2015), registrato tra il 2012 ed il 2013, fu un'altra collaborazione tra Oren Ambarchi e Jim O'Rourke.
I due volumi di Plastic Palace People (2011) furono collaborazioni con Christoph Heemann.
il doppio disco live And That's The Story Of Jazz (registrato nell'ottobre del 2008) include Akira Sakata al sassofono (contr)alto e voce, Jim O'Rourke alla chitarra, elettronica ed armonica, Darin Grey al contrabbasso, e Chris Corsano alle batterie.
Il doppio LP Old News 6 (2011) raccoglie la composizione di
70 minuti All That's Cold Is New Again. Old News 7 (2012)
raccoglie Welcome To The Django Part One e Welcome To
The Django Part Two, registrati tra il 1996 ed il '97, Natural
Bonbon Killers, registrato in live in Giappone nell'aprile del 2011,
e Tacere Fas, registrato tra il 1993 ed il 94.
Il doppio LP Old
News 8 (2012) contiene Mere (di 65 minuti) registrato tra
il 1991 e il 1992. Old News 9 (2013) contiene i Four
Endings per elettronica e field recordings.
Tima Formosa (2010), In A Flash Everything Comes Together As One There Is No Need For A Subject (2011), Imikuzushi (2012), Now While It's Still Warm Let Us Pour In All The Mystery (Black Truffle, 2013) e Only Wanting To Melt Beautifully Away Is It A Lack Of Contentment That Stirs Affection For Those Things Said To Be As Of Yet Unseen (Black Truffle, 2014), che include un concerto del 2013, Tea Time For Those Determined To Completely Exhaust Every Bit of This Body They've Been Given (Black Truffle, 2014), I Wonder If You Noticed "I'm Sorry" Is Such A Lovely Sound It Keeps Things From Getting Worse (2016), This Dazzling, Genuine "Difference" Now Where Shall It Go (2017), e In The Past Only Geniuses Were Capable Of Staging The Perfect Crime (Also Known As A Revolution) Today Anybody Can Accomplish Their Aims With The Push Of The Button (2019) documentano delle jam di Keiji Haino, Jim O'Rourke e Oren Ambarchi.
3-Part In(ter)ventions (Setenv, 2012) documentò un duo con il turntablist (manipolatore di suoni) e chitarrista Otomo Yoshihide dei Ground Zero ed un trio con Yoshihide ed il pioniere settantasettenne del movimento artistico dei Fluxus, il compositore Yasunao Tone.
Il trio di Jim O'Rourke (chitarra), Paal Nilssen-Love (batterie) e Lasse Marhaug (elettronica) registrarono le due lunghe jam improvvisate di The Love Robots (february 2011 - PNL, 2013).
Nel 2013 cominciò a rilasciare gli album di Steamroom, perlopiù lunghe composizioni droniche. Il primo Steamroom (2013) contiene Falling Wall (19:40) e Previous Wall (19:22); il secondo contiene The Coast (2013); il quarto contiene Another Slow Night (2013); il quinto contiene String Quartet And Oscillators (2013) (di 48 minuti); il settimo contiene The World (2013); l'ottavo i 54 minuti di Not Yet (2013); ... il 42esimo contiene Flooring (2018) (di 79 minuti); il 43esimo contiene Between Midnight And One (2019) (di 77 minuti); e così via.
Yeah (Ideal, 2014) fu una collaborazione con John Duncan che comprendeva un pezzo registrato nel 1993 e una performance dal vivo del 2013.
Una performance dal vivo col duo jazz giapponese composto da Masataka Fujikake (batterie) e Takeharu Hayakawa (basso) è documentata su EDGE x Jim O'Rourke (Fulldesign Records, 2013).
I due volumi di Two City Blues (november 2010 - Trost, 2015) documentano sessioni di Keigi Haino (chitarra, shamisen e voce), Peter Broetzmann (sassofoni tenore e alto, clarinetto e tarogato), e Jim O'Rourke (chitarra).
It's Hard For Me To Say I'm Sorry (september 2015 - Mego, 2016) raccoglie improvvisazioni dal vivo di Christian Fennesz (chitarra, portatile) e Jim O'Rourke (sintetizzatore).
Simple Songs (Drag City, 2015), il primo album "pop" di O'Rourke da Insignificance, è un altro tentativo di arrivare alle eccentriche orchestrazioni delle canzoni pseudo-pop di VanDyke Parks. Si applicano le solite limitazioni: la mancanza di melodie decenti, crooning da bar di provincia, la solita ripetizione monotona della stessa canzone, ancora e ancora. I brani decenti sembrano imitazioni non tanto riuscite dei classici: That Weekend è un Elvis Costello dei poveri, e Friends With Benefits richiama il rock del sud degli anni '70 (Lynyrd Skynyrd, gli Outlaws). La sdolcinata e pensosa These Hands è Cat Stevens senza le melodie o Kenny Rogers senza l'atmosfera. Hotel Blue ha un po' del soul crooning "blue-eyes"(?) di Joe Cocker e un po' del languido deliquio Pink Floyd-iano. Gli arrangiamenti aiutano di rado, e spesso danneggiano, specialmente le imbarazzanti esagerazioni orchestrali di End Of The Road ed All Your Love.Le collaborazioni con il tastierista e compositore italiano Giovanni Di Domenico portarono a Delivery Health (Silent Water, 2015), col batterista Tatsuhisa Yamamoto, Arco (Die Schachtel, 2015), che contiene composizioni per elettronica, chitarra ed un quartetto d'archi, ed il doppio LP Duos With Guitars (Silent Water, 2015), assieme ai chitarristi Norberto Lobo e Tetuzi Akiyama.
Il doppio LP Unidentified Again (Pica Disk, 2015) è una collaborazione con PBK (il compositore acustistico losangelino Phillip Klingler) che contiene quattro pezzi lunghi: The Turning Night (18:01), Myths In Translation (17:01), End Of The Landscape (17:26), Long Lain In The Stream (20:11).
La piece da 34 minuti di Wakes On Cerulean (2017) fu una collaborazione con Kassel Jaeger (il compositore francese Francois Bonnet).
Hence (Mego, 2018), registrato tra il 2015 ed il 2016, documenta la terza collaborazione tra Oren Ambarchi e Jim O'Rourke (questa volta anche con un suonatore di tabla) seguito dalla performance live di Patience Soup (Black Truffle, 2019) che incluse anche la cantante giapponese Phew (Hiromi Moritani).
In Demons In (Ideal, 2019) documenta una collaborazione tra Jim O'Rourke ed il compositore svedese Carl Michael Von Hausswolff, registrata nel 2016 e nel 2018.
Nel frattempo, il super-prolifico O'Rourke continuò a rilasciare composizioni d'"avanguardia" come: il pezzo di 35 minuti di The Creeping Garden Soundtrack (Arrow Academy, 2017), Sleep Like It's Winter (Newhere Music, 2018) (di 44 minuti), To Magnetize Money And Catch A Roving Eye (Sonoris, 2019), di quattro ore, e così via.
Sakuraza (aprile 2021) documenta una collaborazione dal vivo tra Jim O'Rourke (sintetizzatori ed elettronica) ed Elliott Sharp (clarinetto basso, guitarabass a 8 corde Strandberg Boden, elettronica).
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