- Dalla pagina sugli Slackers di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Ennesimo combo di ska a tentare di sfruttare il momento favorevole del genere, questa band di New York, capitanata dal cantante e tastierista Victor “Vic” Ruggiero, aka “Rugaroo”, ha il pregio di gettare nel mix un vasto spettro di influenze, dalla bossanova al punk-rock, dalle big band dell'era swing al rhythm and blues degli anni '50.
Il loro primo disco, Better Late Than Never (Moon, 1996), conteneva le loro classiche Sarah, Run Away e Our Day Will Come, nonchè due strumentali pittoreschi, Cuban Cigar e Contemplation.
Redlight (Hellcat, 1997) è ancor più eclettico. Lo strumentale di apertura, Cooking For Tommy, è una fanfara dominata dai fiati, mentre Tin Tin Deo rende omaggio niente meno che a Dizzy Gillespie. Il reggae classico di Lee Perry permea Watch This, Red Light e Rude And Reckless, ma brani come Married Girl si rifanno alla musica leggera degli anni '60 e Come Back Baby è pura bossanova. Qua e là (soprattutto in Fried Chicken) fa capolino anche il reggae latino, il cosiddetto "boogaloo".
The Question (Hellcat, 1999) è un album mostruoso da venti tracce, permea un totale di 68 minuti. Poiché toccano il gospel (Mountainside) e il soul (No More Crying), il dub e il pop (The Time), questo è il loro Sandinista! (The Clash). Ma The Question, Manuel, The Mummy, Power, Face in my Crowd, mantengono l'adrenalina al limite.
Wasted Days (Hellcat, 2001) continua l'espansione stilistica con il lamento quasi blues di Wasted Days, la ballata quasi country Dave's Friend e Made Up My Mind, venata di violino, mentre Wasted Days e The Nurse fanno ballare i fan.
Close My Eyes (Hellcat, 2003) è pura routine.
Peculiar (2006), che include l'EP International War Criminal, è leggermente più interessante ma, fondamentalmente, è un omaggio a un'epoca che fu.
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