- Dalla pagina su Laurent Garnier di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Laurent Garnier, disc jockey formatosi all'“Hacienda” di Manchester nel 1987, divenne uno dei protagonisti della techno al “Wake Up Club” di Parigi.
Dopo alcuni singoli, fra cui Lost In Alaska, Virtual Breakdown, Wake Up, Moonbeam, Acid Eiffel, poi raccolti su Early Works (Arcade, 1998), Laurient formÃē la sua etichetta personale e pubblicÃē Shot In The Dark (F Communications, 1995 - Mute, 2001), che comprende brani di techno e house all'antica (scuola di Detroit) ma eseguiti con classe, come Astral Dreams.

Raw Works (F-Communications, 1996) (Never, 1996) ha ancora Orgasm e Pigalle, ma gran parte del disco sembra raffazzonato.

30 (F-Communications, 1997 - Never, 1997) con Deep Sea Diving, For Max, Crispy Bacon e Flash Back, ÃĻ alquanto dispersivo e soltanto nei singoli trova qualche spunto sopra la media del genere.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Spinto dal singolo di successo The Sound Of The Big Babou, Unreasonable Behavior (F-Communications, 1999) ÃĻ un'altra macchina techno per eccellenza (Cycles D'Oppositions, The Sound Of The Big Baboo).

Excess Luggage (F Communication, 2003) documenta tre mix dei brani techno preferiti di Garnier.

The Cloud Making Machine (Mute, 2005) ÃĻ un contro-esperimento, nel senso che Garnier prende uno o due tracce dalle nuove generazioni e cerca di "promuoversi" come rocker neo-futurista (Waiting For My Plane, Jeux D'enfants).


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