- Dalla pagina sui Roni Size di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Walter Consonni)

Roni Size, vero nome Ryan Owen Granville Williams (Bristol, 1969), incarna l'emblema dei ragazzi neri di Bristol che, intorno al 1990, provavano a suonare hip hop, reggae e soul, finendo col dar luogo ad una originale mistura di tutti questi stili stratificati su uno stile dance predominante, che nel caso di Size era il drum'n'bass. In pochi anni, Size ÃĻ diventato il leader dei Reprazent, un collettivo proveniente da Bristol che spesso si esibisce con quattro DJ, due bassisti ed un percussionista. L'opera di Roni Size si estende di gran lunga oltre i Reprazent, con innumerevoli altre realizzazioni con i nomi di Mask e Firefox, per non parlare delle collaborazioni con il collega dei Reprazenters DJ Krust (Daylight) e con DJ Die (Music Box, 1991).

I primi singoli di Roni Size, come It's A Jazz Thing, Brut Force, Timestretch, Dayz e Only A Dream, non erano particolarmente originali nel loro accostarsi alla musica rave, ma mostravano le sperimentazioni ed i progressi di Size verso un maturo approccio d'autore alla composizione. Il monumentale doppio disco New Forms (Mercury, 1997) ha suscitato scalpore per il suo miscuglio di breakbeat jungle con strumenti e canto dal vivo, ed ha persino riconciliato la forma suite della musica dance con la tradizionale forma canzone della musica rock. La musica non era meno innovativa, traendo liberamente ispirazione da un ampio assortimento di stili musicali, in maniera particolare jazz e soul. Brown Paper Bag, nove minuti di languidi ghirigori di chitarra e basso immersi in uno spettrale paesaggio sonoro di ronzii tastieristici e dissonanze, potrebbe essere una composizione della scuola di "creative jazz" di Chicago. Ancora meglio, Let's Get It On vanta la sensibilità strumentale del bebop e del free-jazz. Il duetto di chitarra e tromba in Hi-Potent miscela il minimalismo di Steve Reich e le fanfare da strada di New Orleans. Ballet Dance produce un simile senso di disorientamento, con temi divaganti, che riecheggiano vagamente Miles Davis, in una spessa fanghiglia di doppio basso, percussioni metalliche e brusii trombettistici. Jazz ed avanguardia ricorrono spesso (Trust Me, Change My Life, Jazz) in una combinazione che era stata esplorata dai Soft Machine e dai Matching Mole, non a Bristol ma a Canterbury.
Le canzoni dell'album sono ancora seducenti, per quanto meno originali. Il ritmo alieno ed il sussurrare sensuale che duettano in Digital, l'intrico dadaista di effetti sonori e duri poliritmi sincopati in Mad Cat, sono tocchi sofisticati di un maestro dell'arrangiamento. Heroes e Share The Fall sono canzoni particolarmente efficaci. L'album rimane molto lontano da ciÃē che vorrebbe esprimere ed i riempitivi non si contano, ma rivaleggia con il disco d'esordio di Goldie in termini di importanza storica. Il suo aroma jazz puÃē addirittura aver svelato un formidabile talento jazz.

L'EP Breakbeat Era (XL, 1998) ÃĻ anche il nome del nuovo progetto di Roni Size e DJ Die, un trio che comprende anche la cantante Leonie Laws.

Ultra Obscene (A&M, 1999), accreditato ai Breakbeat Era, completa la fusione della canzone pop con il jungle breakbeat che ÃĻ stato il tema dominante nella carriera di Size. Le ricche trame elettroniche e gli strati di ritmi aspri di Ultra Obscene, Anti-Everything e Life Is My Friend conducono la cantante in maniera naturale, lasciando poco o nessuno spazio all'improvvisazione. Lo stesso schema si ripete canzone dopo canzone, con piccole variazioni. Bullitproof suona piÃđ hard e Breakbeat Era ÃĻ piÃđ jazzata. Il progetto mostra un po' la corda dopo che di questi brani si ÃĻ individuata la tecnica di base, che volge il drum'n'bass nel "groove'n'refrain". CosÃŽ, il rap elementare (Animal Machine), il basso (Terrible Funk) ed il vibrafono (Rancid) devono intervenire per salvare brani che hanno pericolosamente smarrito tanto la loro attrattiva pop quanto quella dance. Ed a questo punto Control Freak tira in lungo il suo salmodiare contaminato dal gospel, le posizioni si sono ribaltate ed il canto controlla i ritmi. Prima che la jungle fosse stata inventata, i Material avevano tentato qualcosa di simile con il funk.
Comunque, Size ha successo altrove. Lo strumentale Past Life integra la base drum'n'bass con un loop di basso, con vortici di sintetizzatori lontani e con buffi rumori elettronici che suonano come versi di animali. Una chitarra new-age smorza la violenza di Late Morning e crea la piÃđ surreale delle atmosfere. Size possiede piÃđ talento di quanto lui stesso se ne riconosca.


(Tradotto da Stefano Iardella)

In The Mode (Island, 2000) presenta un suono leggermente piÃđ aggressivo, influenzato dalle conquiste contemporanee della musica hip-hop americana, e soprattutto un gradito allontanamento da un suono troppo sofisticato, che stava rapidamente diventando un clichÃĐ easy-listening. Ma la caratteristica principale di Who Told You, Ghetto Celebrity, Staircase, Play The Game, Center Of The Storm ÃĻ la loro propensione a scherzare col pop e col soul, grazie principalmente alle migliorate capacità di Size nel dirigere i suoi illustri cantanti guest. Il compositore tedesco Max Richter ha collaborato con Roni Size su questo album.

Roni Size ritorna alle sue radici da DJ con Touching Down (Full Cycle, 2002), che rispecchia le sue performance da DJ ed ÃĻ strutturato appunto come un DJ set. L'album ha un pezzo forte (Sound Advice), alcuni brani nella media (At The Movies, Forget Me Knots, Sorry for You, Siren Sounds, Keep Strong) e riempitivi. Dopo tutto non ÃĻ un genio: solo un DJ.

Proprio come In The Mode aveva reso omaggio all'hip-hop americano, Return To V (Thrive, 2004) di Roni Size, con un esercito di cantanti guest, sembra largamente ispirato al "new jack swing" americano (No More, Want Your Body, Pull Up, Sing) e forse dal "grime" di Dizzee Rascal (Problems, Time), sebbene sia reinterpretato attraverso il prisma dell'immaginazione cubista di Size. Questa svolta degli eventi aiuta a resuscitare il suo stile cosmopolita-chic nella sua forma maggiormente simile a quella di un pavone. Questo non vuol dire che l'album sia monotono. In effetti, ÃĻ uno dei lavori piÃđ "multidirezionali" della sua carriera, incluso un sottile tributo alle sue radici hardcore house (Shoulder to Shoulder, Fassyhole, Give Me a Reason, Trouble).


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