- Dalla pagina su Jacob Collier di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il cantautore inglese Jacob Collier (Londra, 1994) ha debuttato con In My Room (2016), interamente eseguito e prodotto da lui nella sua camera da letto. I brani appartengono al genere dance-pop più banale, dalla breve Woke Up Today all'estesa Don't You Know (nove minuti). Ma tutto suona "algoritmico", proprio come se un algoritmo avesse "studiato" gli stereotipi e sputasse in output imitazioni di imitazioni di imitazioni.

Collier ha poi iniziato a lavorare a un album in quattro volumi e 50 brani intitolato Djesse, pubblicato in volumi nell'arco di sei anni.
Djesse Vol 1 (2018) è composto principalmente da brani pop-jazz orchestrali, così insipidi e generici da sembrare cover anche quando non lo sono. In effetti, si è dimostrato soprattutto un maestro delle cover (All Night Long di Lionel Richie e Every Little Thing She Does Is Magic dei Police). Altrimenti imita le colonne sonore delle commedie romantiche degli anni '50 in Ocean Wide Canyon Deep e la musica dei cartoons Disney in Djesse, e un'intera tradizione di crooner sentimentali (Bing Crosby, Frank Sinatra, Dean Martin, Tony Bennett e Perry Como) nell'eterea Once You (nove minuti).
Ancora una volta, il pezzo forte di Djesse Vol 2 (2019) è una cover: una cover a cappella di nove minuti di Moon River di Henry Mancini. Emblematica delle sue produzioni sofisticate e insipide è la lenta e sensuale ballata dancehall di sette minuti Lua (una collaborazione con la cantante portoghese Mariana “Maro” Secca), ricca di assoli di pianoforte da cocktail lounge. Ma per la prima volta Collier dimostra di saper essere anche un vero cantautore nello spartano Nick Drake-iano Time to Rest Your Weary Head.
Abbandonando le sue nostalgiche revisioni del pop pre-rock, Collier ha adottato i groove e gli arrangiamenti della musica pop contemporanea in Djesse Vol 3 (2020). Da qui ballate come Count the People, In My Bone e soprattutto Time Alone With You, che imitano le produzioni di Max Martin, dei Neptunes, di Timbaland, ecc.
Tra i pezzi meno derivativi, si possono citare il sonnolento He Won't Hold You e soprattutto Light It Up on Me, una decostruzione cubista della stessa musica pop che ha imitato.
I singoli Never Gonna Be Alone (2022) e Little Blue (2023), un duetto con Brandi Carlile che suona come un canto natalizio, sono stati l'introduzione a Djesse Vol 4 (2024).


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