Scoprire Nuova Musica Fa Bene All’Anima.

Ciao a tutti e ben ritrovati sul mio blog.

Da poco ho ripreso a scrivere su un blog. Non lo facevo da molti anni. (Per maggiori info, ecco il link del mio post precedente, primo post del nuovo blog. – https://henryguitarman.wordpress.com/2016/04/30/il-mio-primo-post-dopo-molti-anni/

Oggi vi volevo parlare del fatto che, qualche sera fa, ero in giro in auto con un mio carissimo amico. Grande esperto di musica, è sempre il primo ad essere sul pezzo. Grazie a lui ho scoperto tantissime band interessanti come i The Boxer Rebellion, Baby Strange, Explosions In The Sky, Bon Iver, i Django Django, i Foals e i grandi Black Rebel Motorcycle Club, dei quali parlavamo proprio l’altra sera. Mi ha fatto ascoltare un paio di pezzi dell’ultimo disco uscito nel 2013, dal titolo “Specter At The Feast”, e devo dire che sono rimasto molto colpito dalla bellezza dei pezzi contenuti in questo disco. In particolare dal pezzo intitolato “Let The Day Begin”, bello potente, coinvolgente. E ho rivalutato molto i B.R.M.C., non che io li considerassi una band inferiore. Anzi, ma negli ultimi anni mi avevano dato la stessa impressione di band come i Mando Diao che avevano dato tutto quello che potevano dare nei primi dischi e poi si erano spenti, perdendo la loro magia. Ascoltate il primo disco dei Mando Diao e mettetelo a paragone con l’ultimo e poi mi direte.

Mentre i B.R.M.C. sono riusciti a sfornare un disco, il 7°, davvero eccezionale, 12 anni dopo il loro debutto. E lì mi sono reso conto di aver valutato male i loro lavori dopo il loro 3° disco, “Howl” del (2005), nel quale è presente uno tra i pezzi più particolari della band: “Ain’t No Easy Way”. Anche se il mio preferito è “Stop”, presente sul disco del 2003: “Take Them On, On Your Own”, che ne fa da apertura. Ed un disco che inizia con un pezzo del genere, non può che essere un grande disco.

Del resto ero più giovane e non approfondivo molto le discografie dei gruppi, a differenza di oggi. Devo dire che in questo mi hanno aiutato molto questo mio caro amico e la scoperta dei dischi blues, che ascolto spesso per intero.

Sempre sotto consiglio del mio fidato amico, ho scoperto un’altra band davvero fenomenale: i Calibro 35, il cui è genere è da classico stile film poliziesco anni ’70 ed un po’ alla Tarantino. Non c’è altro modo per definirli. I loro dischi sono composti prettamente da brani strumentali, ma la precisione con la quale sono incisi è esemplare. Perfetti per un viaggio in auto.

Ve li consiglio, così come le altre bands che ho citato prima.

Ci sentiamo al prossimo post.

Ascolto consigliato per la lettura: The Boxer Rebellion – Diamonds

Il Mio Primo Post Dopo Molti Anni.

Per chi non mi conoscesse, mi presento con due parole su di me.

Mi chiamo Enrico, ho 29 anni. Sono un musicista da ben 18 anni, precisamente un chitarrista.

Stasera è un venerdì sera e, da bravo quasi trentenne, mi rompo il cazzo di uscire di venerdì sera. Così ho messo su “Ok Computer” dei Radiohead e ho deciso di rimettermi a scrivere aprendo un nuovo blog. Non lo facevo da anni. L’ultima volta che ho scritto su un blog avrò avuto 21 o 22 anni. Credo che questo nuovo blog sarà incentrato prettamente sulla mia passione più grande e, cioè, la musica. Argomento grazie al quale ho trovato una moltitudine di amici, ma ho ricevuto anche molte critiche. Soprattutto dalle persone non appassionate di musica, quando ho espresso la mia opinione riguardo a gruppi dei quali, a parer mio, potremmo farne tranquillamente a meno. Ma a questo, poi, ci arriveremo con la dovuta calma.

Come ho scritto poco fa, amo molto chiacchierare di musica con le persone. Sempre nel massimo rispetto delle opinioni altrui, è chiaro. E’ una mia grande passione, oltre al basket e al cinema. Mi piace molto esplorare nuova musica, nuovi generi, artisti dei quali ignoravo l’esistenza.

Per anni sono stato un grande estimatore del Britpop e dell’Indie (di quest’ultimo sono ancora un ammiratore, in quanto c’è sempre tanta bella roba da scoprire). Ultimamente mi sono dato parecchio al blues, da B.B. King ad Eric Clapton, da Freddie King a John Mayer. L’anno scorso ho scoperto con vero piacere il disco di John Mayall ed Eric Clapton, “Bluesbreakers” del 1966. Ogni traccia è perfetta. Quei sound anni ’60, diversissimi da oggi, ti catapultano in quell’era così lontana da noi e che ci ha regalato certi tesori come questo disco. E se non lo avete ancora ascoltato, fatelo. Ve lo consiglio. Non ne resterete delusi.

Per il momento è tutto. Appena avrò ancora ispirazione, scriverò altri post.

Grazie per l’attenzione e buona musica a tutti.

Ascolto consigliato per la lettura: Radiohead – No Surprises