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giovedì 21 ottobre 2021

Covid e post verità.

Forse ve l'ho già detto ma è una cosa che mi ha talmente sconvolto, disilluso e fatto crescere in fretta da diventare per me quasi un'ossessione.
Avete presente quando sei giovane e ingenuo e credi a tutto quello che leggi, pensi ai buoni e ai cattivi, credi che i fatti siano fatti da distinguere dalle invenzioni e dalle sciocchezze? Bene, poi succede che cresci, all'improvviso ti rendi conto che non sempre quelli che pensavi fossero "i buoni" lo siano realmente e non per forza "i cattivi" sono veramente cattivi. Poi vedi che quello che leggi non è sempre vero, anzi, c'è da chiedersi quando sia vero perché le volte che è tutto falso sono tante.
Insomma, in questi anni di divulgazione, di internet e di confronto con le persone mi sono reso conto che c'è una realtà oggettiva, normale, esistente e un'altra creata da chi dovrebbe descriverla: i giornali, i giornalisti, i media, i politici, chi comunica con gli altri.

Quello che leggiamo non è sempre vero. Mi spingo a dire che è raramente completamente vero.

Dipende chi lo scrive, perché lo scrive. Dipende cosa vuole ottenere. Non c'è sempre una realtà oggettiva o meglio, c'è ma se questa realtà non conviene a qualcuno o lo danneggia, ecco che viene trasformata, stravolta e capovolta.
Senza mezzi termini inoltre. Cioè avviene che chi deve stravolgere la realtà non si fa nessun problema a farlo, anche se è evidente lo faccia.
Concetti come la dignità, la deontologia (per chi fa un lavoro rivolto al pubblico), la correttezza e l'onestà, sono malleabili, trasformabili, si possono manipolare e scolpire a proprio uso e consumo, a propria convenienza. La deontologia professionale neanche a parlarne. Ognuno dice quello che vuole, qualsiasi posizione occupi e a qualsiasi persona si rivolga. Non si dice ciò che è vero ma ciò che conviene.


Ogni tanto ho raccontato qualcuno di questi episodi ma non finisco mai di stupirmi.

La ginecologa che inventò la "fascia per il parto naturale", da fare comprare a tutti gli ospedali italiani, una fascia gonfiabile che schiaccia la pancia della partoriente facilitandone (dice chi l'ha costruita, che poi è il marito della ginecologa che l'ha pubblicizzata) il parto. Ma non c'è nessuna prova questo avvenga e per evitare questo spreco di denaro (e salute) pubblica si sono dovuti mobilitare esperti e professionisti del settore (anche il sottoscritto) beccandosi anche le minacce e le querele di chi vedeva i propri affari messi in crisi. Tutto sfumato.
Poi l'affare vaccini.

Una commissione parlamentare (quindi non un gruppo di pazzi di passaggio, un gruppo di persone "dentro" i palazzi) ha preso un documento redatto da esperti di vaccinazioni che avevano studiato gli effetti dei vaccini sui militari. Bella notizia: non ci sono effetti negativi, le vaccinazioni nei militari non causano (secondo quel rapporto) tumori, malattie o altri problemi e i problemi che sono stati segnalati in certi reparti militari sono in media con quelli che avvengono da sempre, nessuna anomalia e niente da segnalare. Bene, questa commissione parlamentare prende questo rapporto, ne stravolge il senso, capovolge le prove, cambia termini e parole e conclude: i vaccini fanno male e hanno causato gravi danni ai militari.
Lo ripeto: nel rapporto degli esperti è scritto chiaramente che di danni non ce ne sono, i politici concludono che ci sarebbero gravi danni come...dicono quegli esperti. La post verità è questa.

E ora arriviamo al Covid.

Di bufale ne sono state diffuse tante. Talmente tante che è impossibile stare dietro a tutte e smentirle, lo fai con una (con un dispendio enorme di energie, studi, link, ricerche, documentazione, tempo) ne appaiono altre dieci. E le persone se la bevono. Non solo perché le bufale sono create ad arte, come si deve (altrimenti non sarebbero bufale) ma anche perché per molte persone "conviene" credere alle bufale. Perché confermano le loro opinioni, appoggiano le loro idee politiche o perché danneggiano l'immagine del governo, di un partito, di una persona.
Le bufale possono servire. Solo che se diffondi una bufala non danneggi solo il ministro della salute del partito avversario ma anche i cittadini, i consumatori, i malati.
Quelli che cercano notizie reali. Danneggi le persone, chi vorrebbe sapere la verità. E queste bufale le diffondi con canali "ufficiali": giornali noti, telegiornali, giornalisti conosciuti. Le dici seriamente, come fosse l'ovvia verità.
Centinaia di false notizie che si rincorrono, spesso si ripetono.

Ricordate gli antivirali efficacissimi che guarivano dal Covid? Erano di volta in volta russi o giapponesi, grande clamore ma poi tutto passava, nessuno ne parlava più. Perché? Perché era una bufala, una notizia falsa.
E poi si scopriva un'altra cura. Ma dopo un paio di settimane di talk show feroci e pareri di esperti "non c'è nessuna prova scientifica che...", dopo qualche giorno tutto sfumava, tutto finito.
E poi avevano proibito le autopsie. Cosa ci nascondono? Perché le proibiscono? Non sarebbe meglio farle?
E certo. Una falsa notizia, nessuno ha mai proibito le autopsie, semplicemente (e come è ovvio) veniva consigliato di farle solo quando necessario e solo in ambiente attrezzato, adatto e sicuro (parliamo sempre di una malattia infettiva virale eh?). Ma ancora oggi troverete persone che ripetono con sicurezza assoluta che "hanno proibito le autopsie". No, non è vero.

E il famoso "per Covid e con Covid"?

Se io sono diabetico e muoio affetto da Covid, sono morto per il diabete o per il Covid? Sono morto per il Covid (e ho il diabete) o per il diabete (e con il Covid)?
Voi che dite?
Se io fossi diabetico e a sessanta anni morissi di infarto, sarei morto per il diabete o per l'infarto?
Una causa di morte ci deve essere, giusto? Certo, il diabete favorisce le malattie cardiovascolari e certo, se non avessi avuto il diabete magari l'infarto mi sarebbe venuto a settanta anni o forse a ottanta e chi lo sa, quindi il diabete ha forse (quasi sicuramente) favorito la mia morte ma sono morto per l'infarto, non per il diabete. Ci siamo?
Se avessi il diabete, la pressione alta e novant'anni e morissi, forse nessuno si stupirebbe, l'età, le  malattie, prima o poi la nostra vita finisce, va così. Ma se un giorno vengo colpito da un'influenza e muoio, a prescindere da queste malattie, sono morto per l'influenza. Certo, ero a rischio ma è stata l'influenza a uccidermi, purtroppo.

Se fossi non vedente e morissi investito da un'auto perché non l'ho potuta vedere sopraggiungere non sono morto per il mio handicap visivo ma per colpa della macchina. Se il deficit visivo ha contribuito? Certo, forse, quasi sicuramente ma la "colpa" non è dell'impossibilità a non vedere ma dell'incidente. Non si muore se si è ciechi. Non si muore se si è diabetici, deve esserci una causa.
Bisogna spiegarlo? Ribadirlo?
Sono concetti logici, elementari, non servirebbe farne una discussione. Se una persona malata anche gravemente, è colpita da Covid e muore, è stato il Covid a ucciderla. Forse il destino è stato favorito dalle condizioni di salute ma è stata la malattia infettiva a causare la morte. In questa sede non sottolineiamo più di tanto che l'ISS prima di dire che un decesso è causato dal Covid studia il caso, c'è una commissione apposita che deve decidere e lo stesso istituto in collaborazione con l'ISTAT ha dichiarato che nell'89% dei casi il Covid è stato causa diretta di morte, a prescindere dalle malattie preesistenti. 89% dei casi.

Che poi il Covid sia particolarmente pericoloso per chi ha patologie croniche e per gli anziani è una cosa nota dall'inizio della pandemia (lo ricordate?) tanto che si è sempre puntato a proteggere anziani e fragili per primi: il Covid difficilmente uccide persone giovani e sane. Quasi mai.

E allora qui come possiamo inventare la bufala per disorientare le persone?
Facilissimo: prendi una notizia ovvia e stravolgila, ometti, trasformala. 

Secondo il nuovo rapporto (che non veniva aggiornato da luglio) dell'Istituto superiore di Sanità sulla mortalità per Covid, il virus che ha messo in ginocchio il mondo avrebbe ucciso assai meno di una comune influenza. Sembra un'affermazione strampalata e da no vax, ma secondo il campione statistico di cartelle cliniche raccolte dall'istituto solo il 2,9% dei decessi registrati dalla fine del mese di febbraio 2020 sarebbe dovuto al Covid 19.
Cosa leggete?
Non è una notizia presa da chissà quale fonte, lo dice chiaramente: "secondo il nuovo rapporto dell'ISS..." quindi notizia ufficiale. Questo rapporto dell'ISS ci fa una rivelazione, i morti per Covid non sarebbero stati quasi 131.000 ma "solo" (anche nell'articolo è scritto così, "solo") 3.783. Avete capito? Meno dell'influenza. E gli altri? Come sono morti tutti gli altri?
Ma allora, mannaggia a loro, i vaccini, le chiusure, le paure, che cavolo è successo.
Un "pasticciaccio" lo definisce il giornale. A firma del suo direttore, un giornalista invitato in TV a fare l'opinionista e che è considerato uno "normale", non un pazzo antivax.
Avete capito il punto?
3783 sono state le persone morte di Covid che non avevano nessuna malattia, tutte le altre erano malate, una o più patologie, quindi non è stato il Covid a ucciderle ma la loro patologia. Il famoso "con Covid o per Covid", una delle bufale più odiose di questi mesi.

Quindi se domani, tu diabetico o iperteso, prendi il Covid, non farti speranze. Non ne hai. Lo ha deciso Bechis e quelli come lui. Anche se sei anziano, in fondo. Non farti illusioni.

Già, la bufala dice anche questo. Queste persone con altre malattie, non avevano già speranze, che ci agitiamo a fare.
Secondo l'Iss il 65,8% degli italiani che non ci sono più dopo essere stati infettati dal Covid era malato di ipertensione arteriosa, e cioè aveva la pressione alta. Il 23,5% era anche demente, il 29,3% aggiungeva ai malanni un po' di diabete, il 24,8% pure fibrillazione atriale. E non basta: il 17,4% aveva già i polmoni ammalati, il 16,3% aveva avuto un cancro negli ultimi 5 anni; il 15,7% soffriva di scompenso cardiaco, il 28% aveva una cardiopatia ischemica, il 24,8% soffriva di fibrillazione atriale, più di uno ogni dieci era anche obeso, più di uno su dieci aveva avuto un ictus, e altri ancora sia pure in percentuale più ridotta aveva problemi gravi al fegato, dialisi e malattie auto-immuni.
Capite il nostro giornalista che giro di logica ha fatto? Siccome queste persone avevano già malattie, non sono morte di Covid ma di altre malattie, quindi quelli che sono morti di Covid sono pochissimi. Non abbiamo capito nulla, "scienziati" (con virgolette d'ordinanza) compresi.
Che diabete non significhi per forza morte glielo spiegate voi. Che ipertensione non significhi per forza morire per una malattia virale, glielo spiegate.
Che oggi tante malattie le controlliamo con i farmaci mentre il Covid ha interrotto vite, famiglie, amori e affetti glielo spiegate voi, perché a me tutto questo fa schifo.
Scusatemi ma mi amareggia.
E secondo il nostro giornalista (si chiama Franco Bechis, è il direttore del giornale Il Tempo) a questo punto potevamo lasciare queste persone a morire, così gli ospedali non venivano intasati e si potevano curare i sani, quelli che rischiavano di morire per Covid. Che in fondo 'sta cosa mi conviene. Se domani operassi una persona per tumore e questa morisse per colpa di un mio errore, che cavolo, aveva una malattia, è morta per quella, mica per il mio errore. 
Ecco. La post verità è questa.
Pur di criticare un avversario (politico in questo caso, tutto questo è fatto per criticare il governo, per dire che ha sbagliato tutto), non si guarda in faccia a nessuno. Non si informa bene il lettore, si dicono bugie, si danno dati falsi, si inganna e si lascia capire che la realtà è un'altra rispetto a quella che conosciamo.
E poi ci dicono che dovremmo comprare i giornali.
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Come capire i fatti.

Un piccolo paragrafo per chi è davvero interessato a conoscere i fatti, potete passare oltre se non interessa. Oltre alla logica che certo fa differenza tra chi muore di Covid essendo un soggetto a rischio (con una o più malattie o per età o sesso) e chi muore senza fattori di rischio, c'è un mezzo statistico molto utile a capire l'impatto di un fatto (in questo caso di una malattia) sulla popolazione. Il calcolo dell'eccesso di mortalità. Se normalmente (è un esempio) in Italia muoiono 1.000.000 di persone l'anno ma in un certo anno ne muoiono due milioni c'è stato un problema. Se in Italia morissero 200.000 persone al mese ma nel mese di maggio ne morissero 500.000, c'è stato un problema.
Ecco, per noi questo problema si è chiamato Covid. Una malattia che è potenzialmente pericolosa e letale, soprattutto per le persone a rischio che sono rappresentate da chi ha già una malattia (soprattutto ipertensione, diabete, obesità) e da chi ha un'età superiore ai 75 anni.
In genere si nota un aumento di mortalità nei mesi di picco dell'influenza, questo è un dato abbastanza costante da noi. Se controlliamo però i dati della pandemia ci accorgiamo che abbiamo avuto un (netto) eccesso di mortalità proprio nei picchi di infezione Covid. Se confrontiamo il periodo 2015/2019 (fuori epoca Covid) con quello 2020/2021 (pandemia Covid) noteremo come ci siano state molte morti in più. Se inseriamo nel grafico i contagi (e i picchi) durante la pandemia, noteremo che l'eccesso di morti corrisponde esattamente ai picchi della malattia. In pratica il Covid ha ucciso molte più persone di quante ne muoiono normalmente in Italia.

In azzurro i decessi del 2015-2019, in rosso quelli del 2020-2021, in verde i decessi con diagnosi di Covid.

In Italia c'è stato un eccesso di mortalità evidente e che segue i picchi della pandemia. Per esempio, se nel mese di giugno 2020 non c'è stato praticamente eccesso di mortalità (numero di morti simile a quello della media mensile in altri anni senza Covid), a novembre 2020 abbiamo avuto più del 50% di morti in più. C'è da aggiungere che i decessi da Covid sono quelli nei quali la malattia è stata diagnosticata, si stima quindi che in realtà dovrebbero essere molti di più (tutti i casi sfuggiti alla diagnosi).

Nel 2020 il totale dei decessi totali (per tutte le cause) è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra: 746.146 decessi, 100.526 decessi in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso).  
Non è un caso nemmeno il fatto che la complicanza più frequente nei decessi registrati (nel 93,6% dei casi) sia stata l'insufficienza respiratoria. Certo che un diabetico, un iperteso o una persona con demenza, non muoiono di insufficienza respiratoria. 


Questi sono fatti, documentati. Numeri. Il resto sono false notizie.
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Non sono solo bugie, sono bugie pericolose e irrispettose.
Avete capito il "giochetto" del giornalista? I morti con altre malattie non sono morti da Covid, quindi il governo e gli "scienziati" (virgolettato eh? Dal "giornalista") hanno fatto un pasticciaccio e quindi ci hanno mentito, hanno sbagliato tutto e ci hanno ridotto allo stremo per niente.
Un gioco pericoloso.

Perché se un giorno Bechis entrasse in ospedale (sia mai!), io prima dovrei accertarmi se è "con Covid" o "per Covid" e se ragionassi come un cinghiale, come ha fatto lui, spendere soldi, tempo e fatica per chi ha già altre malattie forse non ne vale la pena, lasciamo spazio ai giovani e forti, a casa tutti gli altri.
Fossi in lui direi una bugia anche a chi si occuperà del suo ricovero, scommetto che in quel caso avere o meno una malattia o un fattore di rischio diventerà molto più importante di quanto descrive nel suo giornale.

Alla prossima.

Aggiornamento 25-10-21: L'ISS, visto il diffondersi della bufala ha voluto precisare che non è vero che il 2,9% dei decessi siano dovuti al Covid ma è l'89% come già evidenziato in tutti i report.

domenica 9 agosto 2020

Potere all'ignoranza, ignoranza al potere.

Avete presente quando si parla di "post verità"? Qualcosa di molto simile a un altro termine: fake news, falsa notizia.
La post verità è la manipolazione di una notizia, di un fatto, creata ad arte per manipolare l'opinione pubblica, per scopi politici, personali o di interesse privato. Un atto scorretto e pericoloso.

Per me che mi occupo di salute e false notizie di medicina è sempre sconsolante e provoca molta rabbia notare quante siano le falsità dette al pubblico, alle persone. È ancora più assurdo quando le falsità sono sparse non da uno a caso o qualche disturbato ma da professionisti, persone ufficialmente serie, persino da politici.
Usare la salute delle persone come mezzo per ottenere consensi, prendere in giro la popolazione, spaventare la gente per attirarla è scorretto e può essere anche pericoloso. Ieri un politico laziale, Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio, a chi gli chiedeva se esistono studi sulla pericolosità del 5G (conoscete? La prossima tecnologia che farà funzionare le nostre comunicazioni) ha risposto con un sito internet. In una pagina c'era il link a ben 23.840 studi (!) che avrebbero dimostrato "i danni del 5G" sull'uomo.



Ora. La tecnologia 5G è semplicemente un'evoluzione, un passo in avanti di quella già esistente, la 4G (5G significa "quinta generazione", il 3G arrivò nel 2001), rispetto alla quale questa è più efficiente, veloce, migliora le coperture e l'efficacia delle connessioni. Un progresso, quasi inevitabile.
Non abbiamo ancora certezze ma tutti gli elementi e i dati in nostro possesso ci dicono che questa nuova tecnologia non è particolarmente dannosa o rischiosa, ha i rischi di qualsiasi mezzo che funziona con le onde elettromagnetiche (dal frigorifero al cellulare, dal computer alla lavatrice). Le onde elettromagnetiche della telefonia sono una delle tante forme di onde elettromagnetiche esistenti. La luce del Sole è formata da onde elettromagnetiche, il forno a microonde funziona grazie a onde elettromagnetiche, non sono queste a essere pericolose per definizione ma l'uso che se ne fa e il motivo d'uso. Per cui è stupido e falso dire che le onde elettromagnetiche (o il 5G) siano pericolose.
Bene.

Se il politico sostiene che quei 23.840 studi dicono che il 5G sarebbe dannoso stiamo parlando di una cosa importante. Una notizia che può cambiare addirittura la nostra vita. Se un passo avanti della tecnica fosse pericoloso per la salute, ci dovremmo fermare o almeno riflettere, fare un bilancio rischi benefici, vedere fino a che punto ci convenga rischiare.
Questo politico, che si dipinge come paladino del popolo contro i poteri forti, risponde alla richiesta di un utente (oltretutto un conduttore televisivo) che gli chiede di mostrare eventuali studi che notino la pericolosità di questa tecnologia, quei 23.840 studi sarebbero una pietra definitiva sulle opinioni sul tema. Ora, a parte che 23.000 studi non esistono forse nemmeno per la pericolosità del fumo di sigaretta figuriamoci per il 5G che è una tecnologia relativamente recente, lasciamo perdere che il nostro politico abbia come fonti il sito "alleanza italiana stop 5G" (eh?) ma davvero esistono questi 23.000 e rotti studi?
Ma chi vuoi che vada a vedere 23.840 studi?
Io intanto comincio, quante volte ho detto che il modo più semplice di scoprire la realtà delle cose è andare a controllare?

Vado a vedere questi studi. Il primo, il secondo, il terzo. Poi proseguo. Una pagina, venti studi, trenta. C'è qualcosa che non va. Quegli studi non solo non parlano della pericolosità del 5G (ce ne sono addirittura alcuni che dicono che può essere anche una tecnologia vantaggiosa) ma quasi tutti non c'entrano nulla. Quello è un elenco che studia i campi elettromagnetici, argomento vastissimo e scientifico. Il sito che raccoglie gli oltre 28.000 studi "sulla pericolosità del 5G" è in realtà un sito (serio) che aggiorna sugli studi (non che parlano di danni ma su tutti gli studi) che escono riguardanti le onde elettromagnetiche, argomento assolutamente serio e degno di studio.
I campi elettromagnetici non sono "il 5G" ma sono i campi prodotti da praticamene tutti gli strumenti elettrici (e anche dall'ambiente terrestre, spontaneamente) che ci circondano. Un televisore produce campi elettromagnetici, così uno spazzolino elettrico, una radio, un cellulare, una lampadina. Come se per dimostrare la presunta pericolosità dell'acqua di casa elencassi gli studi che si occupano di oceano.
Quell'elenco studia gli effetti delle onde elettromagnetiche in vari ambiti e nemmeno "gli effetti negativi" ma le applicazioni di questi campi. Punto. Il 5G non c'entra nulla.

Basta leggere gli studi della lista.
Uno per esempio studia il volo della farfalla del tabacco, che sembra condizionato dai campi elettromagnetici, uno studia la possibilità dell'uso di campi elettromagnetici per allontanare gli insetti (una sorta di "pesticida elettrico"), un altro studia l'effetto dei campi elettromagnetici nella crescita dei peli nelle cavie, un altro studia la localizzazione di capsule endoscopiche grazie a risonanze magnetiche e un altro il trattamento chirurgico delle ustioni da elettricità pediatriche.

Cosa c'entra tutto questo con il 5G o con i presunti suoi danni?
Niente. Nulla.
Barillari ha dato una falsa informazione, una falsa notizia. Sparge allarme, confonde, aizza. Tratta chi legge da stupido, da credulone.
Ho fatto presente al politico il problema. Secondo voi qual è stata la reazione?


Sei uno scansafatiche. L'assessore insulta. Non discute, non chiede chiarimenti, insulta.
Perché certo che si può sbagliare ma cosa fa una persona perbene? Si accorge dell'errore e chiede scusa, a maggior ragione se sei un rappresentante del cittadino: lavori per lui, per i suoi interessi, quello che fai deve andare a SUO vantaggio non a vantaggio personale. Ma la reazione è tutt'altro che serena:



Scuse?
Ha detto di essere stato frainteso? Di aver capito male? Ha chiesto spiegazioni perché lui non è del campo?
No.


Prende in giro.
Il politico non discute, dice la sua (sbagliata) e chiesta una rettifica o una discussione non la fa. Questa è la cosa più grave il fatto che messo davanti alle sue responsabilità non sono non ha risposto, non solo non ha chiesto scusa o ammesso l'errore (chiamiamolo così, dai) ma è scappato, tra grasse risate e prese in giro. Mi ha anche consigliato di "lasciare perdere" perché "sprecherei tempo". Non si assume le sue responsabilità davanti al cittadino, non risponde delle sue azioni.

Ha lanciato la falsa notizia (allarmante, se dici che una cosa è pericolosa allarmi la gente) ed è scappato ridendo. Come i bulli, come un teppista. Siamo ormai a questo.
Così il politico ha lanciato il suo allarme interessato, i suoi seguaci (che magari per ingenuità o perché non vogliono porsi domande, pigramente) danno per scontato che esista un allarme e le opinioni e i fatti sono falsificati. Poi è passato ad altro, la falsa notizia è già vecchia, non ne parla.

Questa è la post verità. Manipolare la realtà a proprio vantaggio per ottenere qualcosa. 

Attenzione, queste cose non sono esclusiva di un partito politico o di uno schieramento, visto con i miei occhi: nessuno escluso. Non commettete quindi l'errore opposto, dare una patente a qualcuno quando in realtà la patente ce l'hanno già tutti. Anzi, io spererei che proprio le persone, i cittadini, si rendano conto di chi è colui che devono votare. Non ha importanza l'idea politica, lo schieramento, gli ideali, se una persona dice bugie, se è ignorante, se è potenzialmente un danno non facciamolo salire al potere. Mai. Sarebbe un pericolo, un danno per tutti, non solo per noi. Nessuno metterebbe un incapace alla guida di un aereo supersonico sul quale voliamo.

Ma davanti a questo scenario squallido ci sono due piccoli poteri che noi cittadini abbiamo.
Primo, il più classico, quello del voto.
Un politico dice bugie? Manipola la realtà? Ci tratta da stupidi? Non dimentichiamolo. La prossima volta lasciamolo a casa, imparerà a gestire meglio la sua persona.
Secondo: non beviamoci tutto ciò che leggiamo, nemmeno se ciò che leggiamo ci può dare ragione o conferma le nostre idee. Trasformiamoci in esseri pensanti, non diventiamo tifosi.
Dobbiamo farlo per noi, per i nostri discendenti e, in fondo, per il mondo intero.

Alla prossima.