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martedì 22 settembre 2015

L'effetto Barnum delle ciarlatanerie.

Pochi giorni fa ho visitato un mercato del biologico. Chissà per quale misterioso motivo (che c'entra il biologico con la magia?), più che bancarelle o esposizioni di alimenti biologici era quasi esclusivamente un mercato di pratiche "olistiche", alternative quando non vere e proprie truffe.
Mai vista una tale concentrazione di sciocchezze.

Io sono per la libertà di scelta, ognuno faccia ciò che vuole della sua salute e dei suoi soldi ma vedere tanta gente credere a vere e proprie cialtronerie mi ha scoraggiato parecchio e mi ha fatto riflettere.
C'è la bancarella di quello che vende i libri "alternativi" (di tutto e di più, dal Reiki alla riflessologia), delle palestre che pubblicizzavano i loro corsi di discipline orientali (e qui saremmo pure nella normalità), io passeggiavo e guardavo ma più mi mescolavo al pubblico, più scendevo in un tunnel che ha cominciato a mettermi angoscia. Il mio stupore è stato tanto presente da farmi chiedere se fossi io la "persona strana", non ero a mio agio, non stavo bene.

C'era gente, adulti e bambini, sdraiata a terra mentre una persona agitava le mani sopra il loro corpo, come in una sorta di massaggio "esterno" che poi ho capito che era un "massaggio di energia" (energia? Quale energia?), buttati a terra, in pubblico, in mezzo alla strada, mentre qualcuno li "ripuliva dalle negatività". Altri che scoprivano le (presunte) intolleranze alimentari con test ridicoli (tenere due alimenti, uno in ogni mano ed un macchinario faceva diagnosi!), chi proponeva "lavaggio dell'aura", chi curava i dolori con le suole riflessoterapiche, persone che compravano delle calamite che avrebbero schermato le onde elettromagnetiche del cellulare (ovviamente mortali)...cartelli con i termini più assurdi e tipici della ciarlataneria: "biorisonanza", "onde energetiche", "luce informazionale"...un delirio e ad un certo punto, non scherzo, ho avuto la nausea. Vedere una persona adulta, apparentemente normale e sana, abbracciarsi con un "maestro di luce" (eh?) per riceverne gli influssi positivi mi ha sconvolto abbastanza. C'era chi vendeva aggeggi per curare le "geopatie" (presunte patologie dovute ad "interferenze" di vario tipo presenti sul nostro pianeta, vera pseudoscienza).
Vedere una ragazza elegante e normalissima sottoporsi ad una seduta di "lavaggio dell'aura" (una donna spostava, con le mani, l'energia negativa dal suo corpo, 20 euro) mi ha lasciato confuso e vedere tanta gente credere a certe cose mi ha fatto male.

La "pulizia dell'aura" con i "maestri di luce"

Ma davvero abbiamo bisogno di queste sceneggiate?
Ci sentiamo tanto progrediti e moderni e poi crediamo alle stregonerie? Cosa succede nella mente di una persona per sdraiarsi a terra in pubblico e farsi togliere il male da uno sconosciuto vestito come un santone? Affidarsi ad un "maestro di luce", comprare una pianta grassa che "attira le energie negative della casa" ed una addirittura che "assorbe le radiazioni elettromagnetiche", come fai a crederci?

"Armonizzatori", "biorisonanza" per curare le "geopatie".

Una bancarella che vendeva un estratto (era un integratore, quindi di estratto ce n'era ben poco) di un fungo che guariva tutto, dai brufoli al cancro (questo detto sottovoce dal venditore ma la voce bassa si sposava con un'occhiata come per dire "sìì furbo...capisci ammè").

Queste persone hanno bisogno di miracoli, di rimedi semplici a problemi difficili, di promesse e di sognare?
Chi si abbraccia con il maestro di luce (che di luce sarà stato ma fumava come un turco) ha forse bisogno di affetto, contatto, amore?

Siamo noi uomini moderni che abbiamo bisogno di sentirci un po' "orientali", diversi, lontani dal caos e dallo stress?
Ma anche se così fosse, è giusto ci siano persone che ci vendono illusioni quando non veri e propri imbrogli?

Come vedete le domande sono tante e le risposte poche, è la sensazione che ho provato quel giorno. Vedevo una massa enorme di venditori di bufale convinti e decisi (quando spiegavano i loro poteri parlavano come docenti che stavano spiegando la teoria della relatività per quanto erano seri e concentrati) e di clienti estasiati, quasi allucinati. Davanti ad una bancarella che vendeva spezie orientali (magari prodotte a Vigevano, non lo so), una donna chiedeva tranquillamente "e questa serve per curare il diabete?" e la commerciante "sì, questa per il diabete, invece se prende quella accanto è per la pressione alta", "ok, me ne dia 300 grammi della prima e 200 della seconda, sono per i miei nonni".
In un angolo, sotto una tenda, un gruppo di persone di varia età cantava qualcosa accompagnandosi con la chitarra. Era un gruppo che aveva a che fare con una sorta di setta, che negli anni è finita anche nei giornali per presunti abusi sugli adepti. Mescolavano concetti come "Yoga", "meditazione" ad altri più terreni "stress" o "inquinamento", nei manifesti dei volti orientali e loro sorridevano, sembravano felici, forse un po' "alienati". Battevano le mani ritmicamente e si dondolavano lentamente. E la gente guardava ed io guardavo.

Voltandomi, noto come fosse iniziata una dimostrazione del tappetino magnetico, cura perfetta per le malattie articolari e che usato tutti i giorni preveniva Alzheimer, malattie della tiroide e cancro (ci mancherebbe). Ad un euro l'una, invece, si vendevano le pietre portafortuna, pezzi di vetro colorato, un colore per ogni segno zodiacale. La gente sceglieva la sua e la signora spiegava che spesso serve prenderne più di una per potenziarne l'effetto e la clientela apprezzava a comprava.
Io ero sconvolto ma soprattutto mi sono sentito un estraneo, un alieno. Mi sono chiesto se fosse la mia razionalità a farmi rifiutare quelle cose, se forse volevo fuggire da un mondo "etereo" e "psichedelico" per tornare nel mio rifugio di statistiche ed esperimenti ed ho pensato che, come per me il rifugio è rappresentato dal libro di medicina e la mia sicurezza è lo studio, per quella gente fosse il massaggio energetico olistico, "l'aura" (un concetto completamente paranormale) il nascondiglio a cui affidare i propri pensieri e le proprie preoccupazioni...può essere. Qui oltretutto non parliamo di "medicine alternative" dove entrano in gioco diversi fattori, la paura, la disperazione, la delusione da parte della medicina, qui parliamo di un baraccone di attrazioni, un circo Barnum del benessere.
Sapete cos'è "l'effetto Barnum"?

Phineas Taylor Barnum fu uno dei primi "imprenditori circensi", furbo e determinato, nel suo circo gli spettatori erano sempre più numerosi fino a diventare un vero e proprio caso di cronaca. I suoi spettacoli attiravano visitatori da tutto il mondo, la pubblicità era martellante, rumorosa e prometteva attrazioni incredibili (anche troppo), eccezionali, tanto che chiunque, anche la persona più seria e non interessata al circo, provava la curiosità di visitare almeno uno di quegli spettacoli itineranti.

Dai trapezisti alla donna barbuta, dallo scheletro di Cristoforo Colombo ai draghi, i giganti e le sirene, gli spettacoli di Barnum diventarono leggendari, nessuno resisteva, attrazioni per tutti i gusti...ma spesso l'attesa si trasformava in delusione, false meraviglie, trucchi di bassa lega, niente di eccezionale, era la tattica di Barnum: dai ad ognuno la possibilità di sognare, sarà felice di pagarti. L'"effetto Barnum" è proprio l'effetto che cercano i venditori di fumo, i "bufalari", i ciarlatani di tutte le specie. Hanno il rimedio per tutto e la curiosità per ogni gusto. Se non c'è la malattia ci sarà la delusione amorosa e se questa non c'è, un po' di stress lo abbiamo tutti.
Ecco, il "circo Barnum" fu il primo esempio di ciarlataneria, attrazioni di tutti i tipi che richiamavano persone con gusti diversi, successo assicurato.
Poi i "freak show" (attrazioni da circo che mostravano casi unici al mondo, persone malformate, stranezze varie) passarono di moda, le attrazioni si rivelarono per la maggioranza false e Barnum stesso si dichiarò un "bugiardo" un ciarlatano di pochi scrupoli.
Ecco, in mezzo a quella folla ho visto bancarelle che proponevano di tutto, attiravano l'interesse e la curiosità: quando leggi di "massaggio di pulizia dell'aura", sei attirato, ti chiedi cos'è, ti informi e, se non ti interessa questa attrazione la bancarella successiva proporrà la pianta grassa che assorbe le onde (pericolosissime!) elettromagnetiche di casa, se non pensi che la tua casa sia piena di "onde energetiche negative" (?), appare la prossima bancarella: le lampade di sale che "ionizzano" l'ambiente...tutta salute.
Chi resisterebbe?
Eppure io ho resistito ed ho provato un profondo senso di frustrazione di fronte a tutte quelle persone entusiaste che spendevano soldi in paccottiglia.

Provateci anche voi, se ne avrete occasione, a visitare una di queste "fiere dell'olistico", fatemi sapere le sensazioni che provate: di gioia, di serenità o di fastidio.
Queste pratiche sono semplici "piacevoli illusioni" che in fondo non fanno male a nessuno o sono truffe da impedire? È etico ed accettabile che un essere umano come noi si presenti come "maestro di luce" o portatore di strani e straordinari poteri?
Che studi ha fatto un maestro di luce e soprattutto chi gli ha dato quel "titolo"?
Perché c'è gente che paga per portare a casa la pietra portafortuna?
E soprattutto, perché c'era gente a terra che si faceva accarezzare da perfetti sconosciuti? Che faceva massaggiare i propri figli da presunti "pranoterapeuti" in mezzo alla strada? Perché?
Non lo so.
So soltanto che ho sentito l'urgente bisogno di andare via.
Ho acquistato una crêpe vegetariana alla Nutella biologica che faceva schifo e sono andato, mentre l'ultimo signore sdraiato a terra stava concludendo il massaggio con campane tibetane.
Alla fine ha deposto un pugno di monete in una ciotola ed è andato via come me, tornando alla sua vita quotidiana, con la convinzione di aver assorbito l'energia delle campane tibetane che chissà quali poteri o benefici gli avranno dato.

Alla prossima.
"Il dominio ed il successo di ciarlatani e truffatori sono infinitamente più belli di quelli degli uomini di scienza onesti e laboriosi e dei loro più attenti esperimenti."

P.T. Barnum, imprenditore, truffatore, artista.

martedì 7 maggio 2013

La tragica coerenza di un naturopata

Credo sia una domanda che si pongono in tanti: ma chi vende medicine alternative ci crede fino in fondo o è mosso solo da interesse personale?
Come sempre la verità sta nel mezzo. Il mondo dell'alternativo è molto variegato, se qualcuno è un semplice venditore di illusioni, altri sono pervasi da una sorta di "fuoco sacro" che li porta a credere ciecamente a quello che fanno fino a vedere, anche dove non ci sono, risultati, miglioramenti ed efficacia, in una sorta di "possessione" che non si risolve mai. Poi esiste (e non è poco rappresentata) la categoria dei mitomani. Sono quelli che in relativa buonafede (relativa perché utilizzano qualsiasi mezzo pur di darsi ragione) spacciano per efficace una loro "invenzione" che invece ha mostrato di non funzionare. Se l'"invasato" (colui cioè che ci crede veramente) è in genere un ingenuo che davvero è convinto di avere "poteri magici", di risolvere i problemi di salute degli altri e di aver scoperto mezzi che nessuno ha mai utilizzato, il mitomane è al contrario una persona con una forte personalità, un carattere deciso, determinato, sa benissimo che i suoi pazienti sono letteralmente plagiati dalla sua personalità e quindi sfrutta a suo vantaggio questa venerazione che resta immutata anche di fronte ad evidenti insuccessi ed incidenti. Il mitomane ha tratti spesso vicini (quando non chiaramente evidenti) alla psicosi, ricorre a temi "mondiali" (religiosi, politici, sociali) per dipingersi come un "leader" alla guida del suo popolo della malattia che combatte contro il nemico potente e subdolo (in questo caso rappresentato dalla medicina) e sono frequenti i casi di vera e propria patologia mentale, tra delirio di onnipotenza e megalomania. L'esigenza di creare un "nemico" è vitale per il guaritore che vuole crearsi un gruppo di fedeli: il leader della "crociata" non avrebbe ragione di esistere se non ci fosse nulla da combattere, creando un oppositore invece, il gruppo dell'alternativo si chiude, si rinforza e non fa un passo che non sia approvato dal leader, criticano la scienza come fosse un nemico da sconfiggere ma affermano che le loro teorie sono scientifiche, in pratica affermano di aver inventato una nuova scienza, personale (che però abbandonano quando è in gioco la loro salute).

Il venditore di illusioni invece è perfettamente cosciente di vendere sciocchezze ma conosce i punti deboli della massa, sa usare le parole giuste, ha un vero e proprio "ufficio marketing" ed utilizza qualsiasi mezzo lecito o meno per pubblicizzare la sua attività, è un commerciante, mentre ogni suo "paziente" diventa un manifesto pubblicitario ed ogni scusa è buona per acquisire nuovi clienti.
Non stupirà a questo punto ricordare come alcuni dei più noti "alternativi" pur consigliando ai loro pazienti di non sottoporsi a cure mediche per seguire i loro consigli, quando hanno avuto bisogno di cure per un loro problema di salute si sono rivolti ciecamente e senza esitazione alla medicina standard. Noto il caso di Hamer, ex medico distrutto psicologicamente dalla tragica morte del figlio, che dopo la tragedia ha iniziato a diffondere una sua "disciplina" medica inventata di sana pianta e con chiari tratti di settarismo e delirio. Hamer, affetto da tumore, si sottopose ad intervento chirurgico e chemioterapia guarendo. Un caso simile è quello di Hulda Clark, biologa americana secondo la quale i tumori erano frutto di infezioni di "parassiti" che erano curate con energia elettrica e diete molto dure. Quando fu il suo turno, dopo un maldestro tentativo di nascondere la realtà ai suoi seguaci, non esitò a ricoverarsi in ospedale ma troppo tardi, cosa che fece anche Hoxsey, guaritore americano protagonista di un'aggressiva campagna contro la medicina "del sistema" che però, quando fu colpito da tumore prostatico, non esitò ad utilizzare guarendo.
Questo succede anche tra i "piccoli imbonitori" di internet i quali si dipingono un'immagine di agguerriti nemici della medicina ma che corrono al pronto soccorso al primo disturbo.

Infine i più "estremi". Realmente convinti che sia solo la loro "intuizione" a rappresentare la cura per tutti i mali, arrivano a ridursi in condizioni di salute e di vita complicate, anche molto gravi pur di non rivolgersi alla medicina, come in una sorta di questione di principio ed anche questo rappresenta uno stato al limite della patologia mentale: queste persone vivono un loro mondo ideale e che non accetta la malattia, che non riconosce nessuna autorità e che ritiene che il "segreto" della vita sia un fatto personale e non un'ovvietà universale. La loro preparazione naturalmente è inesistente ed è basata sulla lettura di pagine internet, libri, dall'errata interpretazione di fonti mediche, da condizionamenti e da convinzioni personali. Se un medico lavorasse così compirebbe una strage, il "naturopata" non se ne rende nemmeno conto.
Un noto "naturopata" italiano, si vantava nei giorni scorsi del fatto che alla moglie, dopo una dieta "particolare", fossero tornate le mestruazioni a 70 anni. Descrive il fatto come un "successo". Per un medico questo sarebbe un grave segnale d'allarme ma il naturopata non lo ritiene tale e ne parla con entusiasmo. E' questo il segno di profonda ignoranza, il risultato di "studi" su Google, il succo di infinite letture su internet: non ci si può occupare di salute avendo letto l'indice dei motori di ricerca, non è semplicemente da irresponsabili è veramente pericoloso.
Quando si pensa ad un guaritore alternativo si descrive quasi sempre un freddo e determinato avvoltoio che pensa solo al male del prossimo ma non è sempre così, c'è chi è "coerente" con le proprie convinzioni tanto da applicare sulla propria persona e sui propri cari, le proprie idee. Il problema è che quando si parla di "energie" e "natura" per evadere dalla quotidianità o per trattare malattie banali o psicosomatiche, tutto è permesso, quando si pensa che le "energie" o la "natura" possano risolvere problemi seri, ecco che spesso accade il dramma.
Uno di questi casi è abbastanza noto, si tratta di una storia, triste e drammatica, ma che può far capire come esista gente che di fronte ad un'immagine colta, raffinata, intelligente, sia al contrario piena di lacune, ingenuità e disposta a gesti inconsulti pur di non tradire le proprie convinzioni, anche sulla propria pelle. Mi ripeto: ognuno è (fortunatamente) libero di pensare, credere e praticare ciò che gli piace di più (nei limiti della legge, naturalmente), ma quando questo condiziona le libertà degli altri o mette in pericolo la salute o il benessere del prossimo, no, non può.
Max Tomlinson, è un noto "naturopata" (titolo che in Italia non esiste mentre in alcuni stati è regolamentato), omeopata e nutrizionista, diventato famoso perché cura alcune pagine in quotidiani inglesi. Tomlinson è particolarmente legato a temi quali "l'olismo", le "energie positive" e la forza di volontà ed appare spesso come "nutrizionista" di personaggi famosi, è intervistato su temi legati alla salute, scrive per il Sunday Times ed è stato definito "il più importante naturopata inglese", promuove e prescrive l'omeopatia, prescrive diete e sostiene che la natura è sempre provvida e non sbaglia mai.
Quale momento è più naturale del parto?
Filipa, la moglie di Max è in gravidanza e suo marito fa di tutto per convincerla a partorire a casa. Ricordo che il parto a casa (ovvero partorire senza recarsi in ospedale, generalmente assistiti da un'ostetrica), presenta un lieve rischio di complicanze superiore al parto "canonico" (oggi) in ospedale. Il problema è essenzialmente statistico (e si può estendere anche ad altri ambiti della medicina): se tutto va bene si può partorire anche in mezzo alla strada. Il problema sorge quando va male qualcosa, sorge una complicanza, cosa sempre possibile anche in un parto, evento fisiologico e naturale. In quel caso trovarsi in ospedale fa la differenza tra poter provare a rimediare o non fare nulla e quando non si fa nulla in presenza di una complicanza la natura non perdona, è un problema serio.

Il naturopata Max Tomlinson
Filipa, nonostante qualche suo dubbio, acconsente al parto in casa, per il marito il "parto omeopatico" (lui lo definisce così) è sicuro, naturale e senza pericoli.
Nelle ultime settimane però alcuni esami mostrano un peggioramento di alcune funzioni fisiologiche e a 35 settimane di gravidanza (vicino al termine quindi), i medici diagnosticano una "colestasi gravidica", ovvero un problema epatico che riflette il decadimento di altri parametri che in gravidanza, ma anche normalmente, sono fondamentali per la salute, tanto che in questi casi bisogna accelerare il travaglio di parto o ricorrere addirittura al taglio cesareo perché vi è un aumento del rischio di sofferenza fetale.
Ecco che entrano in gioco termini che l'ignoranza scientifica trasforma in terribili nemici da evitare: linee guida, statistiche, protocolli.
Secondo le statistiche, le donne in gravidanza con questa patologia hanno un rischio significativo di varie complicanze, tra le quali la morte fetale e la sofferenza fetale durante il travaglio. Sempre statisticamente è molto meno rischioso accelerare i tempi del parto che attendere. Per questo le linee guida internazionali consigliano alle donne con questo problema, un parto anticipato: indotto (ovvero somministrando delle sostanze che accelerano la comparsa del travaglio di parto) o addirittura un taglio cesareo quando la situazione è più grave.
Si è giunti a questa conclusione dopo anni di studi, comparazioni, considerazioni, le linee guida che ne seguono non sono un'"opinione" personale o un caso ma sono il risultato di tutto questo. Il "freddo" protocollo terapeutico serve proprio ad offrire l'opzione migliore tra le altre. Le procedure mediche tanto detestate dai "naturali ad ogni costo", non sono frutto di opinioni personali o invenzioni estemporanee ma il risultato filtrato, controllato e confermato di decenni di prove: la migliore garanzia di successo, ma se anche la garanzia statistica può fallire, quanto danno potrà fare un'opinione personale non suffragata da dati attendibili?

Così e proprio questa è la proposta dei medici che incontrano la coppia: indurre artificialmente il travaglio di parto un paio di settimane dopo, procedura frequente e che si decide quando il parto espone a meno rischi rispetto ad una condotta di attesa.
La coppia rifiuta ed opta per il parto "naturale" a casa, assistito da un'"ostetrica omeopata", così Max e Filipa tornano a casa e l'uomo somministra alla moglie delle erbe che stimolano il "travaglio naturale".
"Rischiavo di rompere il nostro sogno, volevamo che nostro figlio nascesse in un ambiente calmo, naturale ed in famiglia e non in mezzo ai macchinari ed alla confusione dell'ospedale".
Ecco l'errore mentale di Max e di molti fanatici della "naturopatia": un intervento umano che "rompe" l'ordine delle cose è visto come un'invasione, un trauma inopportuno ed inutile, anzi, dannoso. Non è così, "l'invasione" umana in un evento naturale come il parto o una malattia, è semplicemente il frutto del progresso che ci permette di sistemare quello che la natura crea spontaneamente e che non è per forza "benefico". Ma Max, coerentemente alle sue credenze (evidentemente frutto di ignoranza ed impreparazione, nonostante sia considerato un "grande e noto naturopata"), non ci crede.

Neanche a farlo apposta, passano solo 5 ore ed il travaglio inizia naturalmente, tutto sembra dare ragione al "naturopata" ma dopo qualche ora tutto si ferma, la dilatazione del collo uterino raggiunge i 5 centimetri (fisiologicamente siamo a "metà strada", la dilatazione completa per il parto è di 10 centimetri) e le contrazioni scompaiono, passano ben 10 ore di ulteriore attesa, la situazione è grave e, nonostante la dilatazione sia progredita, non va come dovrebbe andare, la condizione della madre inoltre, espone il nascituro a rischi non indifferenti.
Solo a quel punto la coppia e l'ostetrica omeopata decidono di recarsi in ospedale (anche se non dicono ai medici ciò che era successo e che erano passate già 15 ore di travaglio, ben al di sopra dei limiti fisiologici, senza dimenticare la patologia della donna). Ma più di 17 ore di travaglio sono state fatali e Jaspar, questo il nome del figlio della coppia, sta male, ha sofferto e nasce con una paralisi cerebrale che gli provoca un gravissimo stato generale, convulsioni e la necessità di ricoveri continui. Un dramma evitabile ma non impedito solo per una questione di principio e di false convinzioni. La descrizione che il naturopata fa del figlio alla nascita è terribile e la risparmio, pensate che parla di "buchi nel cranio" e che il bambino sembrava fosse stato picchiato...la sostanza è che Jaspar, oggi un bambino, non cammina ed ha importanti problemi neurologici.

"Eravamo pronti per l'omeopatia ma non per le emergenze", dice il naturopata dichiarandosi distrutto e con un terribile senso di colpa: "rivolgetevi sempre ad un'ostetrica qualificata o ad un medico", raccomanda ai genitori che leggono i suoi articoli. "Ho un senso di colpa fortissimo perché pensavo che il parto a casa fosse l'opzione migliore per noi, se non fosse stato per me mio figlio sarebbe nato sano". La disperazione del padre è comprensibile.
Oltre il danno la beffa. Anche se Max non ha abbandonato le "terapie naturali" (e tuttora pratica e consiglia anche rimedi non scientifici) ricorda come prima dell'incidente sconsigliasse fermamente a tutti i suoi pazienti di  assumere farmaci: "ero terrorizzato dai loro effetti collaterali ed a lungo termine", ora suo figlio Jaspar deve assumere decine di farmaci, soprattutto anticonvulsivanti e trattamenti che lo hanno costretto a chiedere un prestito finanziario ed organizzare una raccolta fondi, senza le medicine non sopravviverebbe e mantenere le esigenze del bambino ha ridotto Max quasi sul lastrico (costringendolo a scelte anche professionali molto discutibili che hanno ridotto notevolmente la sua credibilità). L'idea del "naturale ad ogni costo" è così crollata davanti ad una tragedia. Persino l'allattamento fu impossibile ed il bambino doveva essere alimentato tramite sondino.
"Spero che questo mi serva da lezione".

Jaspar è sopravvissuto ma ha pagato con un prezzo altissimo la superficialità di suo padre che con rimorso ora avverte tutti dei pericoli del "fai da te". Ha capito anche che la natura non è "comprensiva" o "buona" come certi "alternativi" pensano, è assolutamente indifferente ai nostri desideri e le malattie, i virus, la morte, sono tutti naturali, i veleni anche. L'uomo è riuscito con il progresso a controllare e sconfiggere il male e la sofferenza, anche questo è naturale, è progresso, evoluzione, siamo il miglior risultato che possa aver dato la natura ed è il rifiuto del progresso ad essere contro natura.
Max e Filipa hanno avuto un'altra bambina nel 2004, il parto è avvenuto in ospedale.

La storia è un triste episodio come tanti altri ma ciò che emerge è che qualcuno non riesce a capire che se esistono quei "macchinari", se esiste la scienza, il progresso o si realizzano esperimenti o studi, è proprio per controllare il corso della natura, quasi sempre benigno ma che può riservare sorprese inaspettate e tragiche.

Alla prossima.