
Isaac Asimov. Io robot. Mondadori
Valeria Parrella. La ragazzina. Feltrinelli.
Ancora da Ammennicolidipensiero una coppia di lettori, piÃđ che occasionale.

Isaac Asimov. Io robot. Mondadori
Valeria Parrella. La ragazzina. Feltrinelli.
Ancora da Ammennicolidipensiero una coppia di lettori, piÃđ che occasionale.

NiccolÃē Ammaniti. Che la festa cominci. Einaudi
Da Ammennicolidipensiero una nuova lettrice delle tratte Trenord

Non un treno, ma una stazione.

Ana Huang. Twisted Love. Mondadori
Una lettrice coordinata – libro/borsa/pantaloni – regalo sempre gradito di Ammennicolidipensiero.
Un paio di anni fa ho incontrato unâaltra lettrice della saga: Lettrice con Twisted

Riley Sager. Assassinio sul Phoenix Express. Time Crime, 2026.
Nel 1954, Anna Matheson sale a bordo di un lussuoso treno no stop notturno diretto a Chicago che lei stessa ha noleggiato, con una lista ristretta di nomi e un cuore indurito dal dolore. Dodici anni prima, nel pieno della Seconda guerra mondiale, sei persone hanno distrutto la sua famiglia. Ora, sotto falsa identità , ha orchestrato una riunione agghiacciante con lo scopo di intrappolare a bordo i responsabili.
Dal sito di TimeCrime

IrÃĻne NÃĐmirovsky. La notte in treno. e altri racconti. Adelphi.
“Era la prima notte di guerra. Nelle guerre e nelle rivoluzioni niente di piÃđ singolare di quei primi istanti in cui si viene proiettati da una vita all’altra, senza fiato, come se si cadesse dall’alto di un ponte, tutti vestiti, in un fiume profondo, senza capire cosa sta succedendo, serbando nel cuore un’insensata speranza. Il treno si dirigeva verso Parigi; trasportava dei mobilitati, e donne che giungevano in tutta fretta per abbracciare colui che domani sarebbe partito, per cercare bambini e anziani e condurli in luogo sicuro, per lavorare, per aiutare“.
Il racconto che dà il titolo a questa raccolta, apparve nell’ottobre 1939 sul periodico parigino “Gringoire”. Sono gli ultimi racconti della NÃĻmirowsky. Morirà ad Auschwitz nel 1942.

Riccardo Finelli. Coi binari tra le nuvole (cronache della Transiberiana dâItalia). Neo edizioni, 2012.
PiÃđ o meno un paio di mesi fa, Lorenzo, alias a 1957lp, mio conterraneo, viaggiatore dâAppennino e non solo, divulgatore social di esperienze e fotografie, mi ha segnalato questo libro. Lâho ritrovato nella mia libreria, dimenticato da anni, riproponendomi di leggerlo appena possibile. Ho rimediato solo ora, ma con grande e, confesso, inaspettato godimento. Inaspettato perchÃĐ il libro ÃĻ il resoconto di un trekking di 120 km fatto sulle traversine della dismessa linea ferroviaria Sulmona-Carpinone, una linea a me assolutamente lontana, per storia e territorio, eppure – ho scoperto – per nulla aliena. Sarà per le capacità narrative dellâautore, Riccardo Finelli, giornalista e scrittore, modenese come me. Sarà per lâumanità che incontra e che racconta. Sarà che la Sulmona-Carpinone ÃĻ una delle tante linee locali, sparse in tutta Italia, che sono state soppresse a favore di una mobilità su gomma che ci penalizza e impoverisce tutti. Sarà che sono anni che auspico e lavoro per la riapertura della fermata del treno nel paese in cui abitoâĶ Sarà , ma lo consiglio a tutti. Leggetelo se volete sapere perchÃĐ la chiamavano la Transiberiana dâItalia. Se volete sapere chi sono il âparavalangheâ e il âguardiamassiâ, qualâÃĐ la stazione piÃđ alta dâItalia, cosa fa(ceva) un cantoniere ferroviario, come si sfonda(va) un muro di neve sui binari. Se vi interessa la storia della sfida al cervo, della slavina sui binari, del professore pendolare.
âE giÃđ volti e storie di un pendolarismo estremo, certamente logorante, ma con il grande merito di trattenere in paese famiglie che diversamente avrebbero preso la via della città . Come Luciano, ad esempio, capotecnico della trazione a Napoli Centrale, o Stefano, di Castiglione, insegnante pure lui a Napoli. O Lodovico, Maresciallo dellâesercito che scendeva invece a Caserta. à ancora altri. Un piccolo plotone che affollava ogni giorno le âtartarugheâ, le vecchie littorine color nocciola, prime sostituite dalle locomotive sul traffico passeggeri.â [p.147]
âlâepoca in cui la ferrovia, propria grazia al sovrabbondante impiego di personale e risorse, poteva essere anche un presidio territoriale a tutti gli effetti. Con i paravalanghe, i guardamassi, le case cantoniere abitate ad ogni chilometro, le stazioni, anche le piÃđ piccole, popolate da capistazione che oltre ad azionare uno scambio, magari, con le loro famiglie, animavano la vita di frazioni poi morte come il treno.â


Stephen Crane. Il segno rosso del coraggio. Einaudi
Visto che questa settimana son in ferie, ne approfitto per pubblicare una foto inviatami a luglio da Ammennicolidipensiero. Perdonerete se abbiamo cambiato mezzo di trasporto. Sempre grazie ad AdP

In treno. 30 itinerari per viaggiare in Europa. Touring editore, 2024
Questa nuova edizione aggiunge 3 itinerari ai 27 già proposti nel 2022. Un giro in treno per lâEuropa in autunno mi sembra un ottimo consiglio.
Dal sito del Turing, presentando lâedizione del â22:
Si mangiava in abbondanza e si parlava altrettanto sui treni, una volta. Almeno su quelli a lunga percorrenza, specie se era previsto anche un tratto in cuccetta mettersi in viaggio era già parte di unâavventura che rimandava allâepoca degli Orient Express e de In viaggio con la zia di Graham Greene. Lâavvento dellâaviazione a basso costo sembrava aver spazzato via il treno e invece la ferrovia ÃĻ viva e conquista sempre piÃđ viaggiatori, convinti che sedersi in carrozza sia un gran bel modo di viaggiare e riconquistare una relazione sana con il tempo e lâandare.
Il fascino di veder sfilare il paesaggio dal finestrino, di arrivare in centro città , e di poter prendere una connessione diretta per un piccolo paese periferico alle rotte turistiche ÃĻ qualcosa che convince sempre piÃđ persone. E poi câÃĻ quel modo di osservare il mondo da una prospettiva diversa, quasi dal retro, perchÃĐ quando i treni rallentano sembra di poter guardare nelle casa delle persone, provare a immaginare lâodore dei tinelli, il sapore della cena, le discussioni in salotto.

Si aggira, in attesa, spendendo il tempo in ogni negozio della stazione di Bologna. Incuriosita la seguo, riconoscendo il ritratto sulla sua shopper: Leonarda Cianciulli, la âsaponificatrice di Correggioâ. Immagino il gadget di una qualche mostra a tema psichiatrico-giudiziario, ÃĻ già mi pare di opinabile gusto, ma ÃĻ molto peggio. La scritta sulla shopper recita: âCianciulliâs Pastries & soap. Solo ingredienti naturaliâ. E qui non câÃĻ piÃđ nulla di opinabile, si apre un baratro, si va oltre il cattivo gusto. Fuori dallâintento del true crime, per capire il riferimento della shopper, va detto che la Cianciulli tra il 1939 e il 1940 ha uscito tre donne sciogliendole nella soda caustica per farne sapone e col sangue secco ne ha fatto dolci. Ecco che lo slogan sulla shopper si rivela di un umorismo nero che non trovo gradevole. Supera il mio limite. Ne abbiamo tutto uno.
Ho cercato inutilmente in rete riferimenti a questa shopper, ma nulla di fatto. Forse un manufatto donato alla nostra viaggiatrice da qualche amico, per gratificare la sua passione per il true crime. Ho invece trovato in vendita un altrettanto macabro âsapone liquefatto Cianciulliâ col suo ritratto sul flacone. Con soli 14 euro e 99 centesimi potete portarvi a casa lâorrore e lâavervici le mani.